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Augusto Ortona

Nacque a Siderno, in provincia di Reggio Calabria, il 28 luglio 1883 da Domenico e Giuseppina Massara. Laureato in giurisprudenza, sposò Rosa Caretta il 15 luglio 1939.

Ortona iniziò la propria carriera entro l'Avvocatura dello Stato come uditore giudiziario del Tribunale di Catanzaro (luglio 1906). Circa due anni dopo giunse il primo avanzamento di carriera, nel settembre del 1908 divenne giudice aggiunto del Tribunale di Napoli e contemporaneamente sostituto avvocato erariale aggiunto presso l'Avvocatura erariale di Catanzaro. Nell'aprile dell'anno seguente fu promosso sostituto avvocato erariale aggiunto di prima classe, poi, nel gennaio del 1910, sostituto avvocato erariale di seconda classe. Fu confermato in servizio presso la Regia avvocatura di Catanzaro nel marzo del 1910 e nell'aprile del 1916 divenne sostituto avvocato erariale di prima classe. Allo stato attuale delle ricerche non risulta che Ortona abbia partecipato alla Grande Guerra, al riguardo sappiamo solamente che nel maggio del 1915 fu avanzata richiesta di dispensa dalla chiamata alle armi a causa del ristretto numero di funzionari operanti all'interno dell'Avvocatura erariale, ove a quel tempo egli prestava servizio.

Passati gli anni della guerra, la carriera di Ortona entro l’Avvocatura dello Stato non si arrestò. Nel luglio del 1919 venne nominato vice avvocato erariale di seconda classe e trasferito nell'ottobre successivo presso la Regia avvocatura distrettuale di Roma. Nel maggio del 1920 divenne vice avvocato erariale di prima classe e infine nell'aprile del 1926 sostituto avvocato generale erariale, denominazione che a partire dal dicembre del 1930 fu modificata in quella di sostituto avvocato generale dello Stato.

Numerosi furono gli incarichi che Ortona ricoprì; in quanto vice avvocato erariale, nel gennaio del 1924 egli entrò a far parte della Commissione incaricata di risolvere le controversie derivanti dall'applicazione del r.d. 2395 dell'11 novembre 1923 (ordinamento De Stefani). Fu inoltre consulente legale per l'ente dell'Esposizione universale di Roma e fece parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Nel prosieguo degli anni entrò a far parte della Commissione istituita presso il Ministero delle finanze e incaricata della riforma della legislazione sul debito pubblico (1938); fu altresì membro di due Commissioni, una incaricata di esaminare le domande sui maggiori compensi e sulle riserve relative ai lavori e alle forniture in Albania, l'altra incaricata della revisione dei prezzi degli appalti di lavori pubblici nell'Africa Italiana. Parimenti fece parte della Commissione sorta entro il Ministero dei lavori pubblici a cui fu affidato lo studio di un nuovo, aggiornato ed organico ordinamento legislativo che regolasse la materia dei lavori pubblici (1942). In rappresentanza dell'Avvocatura dello Stato, fece parte della Commissione incaricata dell'elaborazione di un disegno di legge generale sull'urbanistica (1941) e del Consiglio di amministrazione delle aziende patrimoniali del demanio dello Stato (1943-1946).

Nell'agosto del 1946 fu poi designato membro del Comitato tecnico amministrativo del provveditorato regionale delle opere pubbliche per il Lazio e l'Umbria; nel corso di questo stesso anno, inoltre, Ortona entrò a far parte di una Commissione di giuristi voluta dalla giunta comunale di Roma a cui veniva richiesto di emettere un parere in merito alla convenienza della stipula di una transazione tra il Comune medesimo e alcune imprese incaricate della nettezza urbana e della manutenzione stradale.

Negli anni trascorsi entro l'Avvocatura Ortona riportò sempre eccellenti note di qualifica dai propri superiori, sia per le sue doti intellettuali, la sua cultura generale e la sua cultura amministrativa e tecnica, ma anche per la sua operosità, per il suo zelo e la sua diligenza.

Il 16 ottobre del 1946 Ortona cessò di far parte dei ruoli dell'Avvocatura poiché con decreto del capo provvisorio dello Stato fu nominato Presidente della Corte dei conti. Conscio dell'alto compito al quale veniva chiamato nel presiedere la Corte dei conti, Ortona, nel proprio discorso d'insediamento, non mancò di sottolineare l'importanza del ruolo ricoperto da questo organo dell'Italia repubblicana, quello cioè di «garantire al popolo la conformità alla legge degli atti del potere esecutivo e la regolare gestione del pubblico denaro»; in quell'occasione Ortona affermò infatti che «spetta, e deve spettare, alla Corte dei conti il controllo preventivo di legittimità sugli atti di maggiore rilievo del potere esecutivo e su quelli con contenuto o conseguenze finanziarie [...]; spetta, e deve spettare, alla Corte dei conti il controllo successivo finanziario sul rendiconto generale dello Stato, sui rendiconti individuali ecc.» Il Presidente in quello stesso discorso, pienamente conscio «delle urgenti e gravi necessità del momento», pose inoltre l'accento sull'importanza della funzione di controllo esercitata dalla Corte e si mostrò disponibile a «studiare provvedimenti che [valessero] a rendere più agile la funzione di controllo» manifestando anche la piena disponibilità della Corte «a dare il proprio contributo, tratto da un'esperienza quasi secolare, per eventuali riforme». Ortona resse la carica di Presidente fino a che non fu collocato a riposo per raggiunti limiti di età il 28 luglio 1953. Fu autore di una monografia intitolata La Corte dei Conti nella nuova Costituzione, pubblicata a Roma nel 1947.

Nel corso della sua lunga carriera gli furono conferite le onorificenze di cavaliere (settembre 1914), ufficiale (dicembre 1921), commendatore (dicembre 1925) e grande ufficiale (aprile 1935) della Corona d'Italia, nonché quelle di cavaliere (gennaio 1921), ufficiale (giugno 1931) e commendatore (giugno 1936) dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.

Morì a Roma il 3 gennaio 1954.