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Aula Turina

Do un caloroso benvenuto a tutti i presenti.
Siamo qui riuniti per un evento davvero speciale, che rientra nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis, uno dei più illustri critici letterari del nostro Paese, filosofo, nonché eminente uomo politico.
Desidero ringraziare l’autorevole relatore, il prof. Massimo Cacciari, che condividerà con noi le sue riflessioni.
Ringrazio, altresì, la giornalista Benedetta Rinaldi che ha gentilmente accettato di guidarci nel suggestivo percorso di oggi.
Il mio sentito ringraziamento va anche agli organizzatori dell’evento e in particolare al dott. Francesco De Sanctis, Presidente della omonima fondazione, che ha contribuito alla realizzazione di questa giornata celebrativa in memoria del suo antenato.
Questo incontro è impreziosito dall’intervento di una attrice molto apprezzata, Valeria Solarino, che leggerà a noi tutti alcuni brani tratti da opere di Manzoni e Leopardi.
Desidero salutare i nostri giovani ospiti, gli studenti del liceo ginnasio Virgilio di Roma e i loro insegnanti, che svolgono un mestiere davvero impegnativo.
Cari ragazzi ringrazio sicuramente anche Francesco De Sanctis vi avrebbe accolti con gioia, considerato il suo costante interesse per le tematiche della scuola dimostrato sia come docente che come Ministro della pubblica istruzione nel primo governo del Regno d’Italia con Cavour, illustre statista che tracciò le linee essenziali della struttura della Corte dei conti.
De Sanctis decise di investire sulle nuove generazioni e infatti il primo obiettivo del suo programma politico fu l’educazione dei giovani che considerava gli uomini di domani.
A ben 200 anni dalla nascita il suo insegnamento è più che mai attuale.

L’evento di oggi riveste grande interesse, soprattutto, in questo particolare momento storico in cui si sente il bisogno di un confronto con il pensiero dei grandi intellettuali italiani, per guardare a fatti politici e letterari del passato in una prospettiva evolutiva.
L’impegno politico di De Sanctis, eroico patriota, unito alla sua opera rivolta alla diffusione del sapere, ha contribuito alla formazione di una identità nazionale proiettabile in una dimensione europea, partendo dal presupposto che la libertà degli uomini e dei popoli dipende dallo studio e dalla cultura.
Il suo pensiero, maturato a fianco di grandi intellettuali italiani come Manzoni e Leopardi, ha, infatti, anche una prospettiva più ampia se consideriamo la sua esperienza di esule, che fu di arricchimento morale e intellettuale e gli consentì di far conoscere e apprezzare la cultura italiana anche in ambienti accademici stranieri.
Sono molto rammaricato di non potermi trattenere fino al termine dell’incontro, ma purtroppo impegni istituzionali mi impongono di salutarvi tra breve.
Auspico che le riflessioni di oggi contribuiscano far sentire sempre vivo il pensiero di De Sanctis, traendo utili elementi dagli insegnamenti da questo illustre scrittore e studioso, ed auguro ai giovani presenti di farne tesoro.

Locandina(PDF,176KB)