Il sito web della Corte dei conti utilizza i cookie per migliorare i servizi e per fini statistici. Proseguendo la navigazione si accetta di ricevere i cookie. Se non si desidera riceverli si possono modificare le impostazioni del browser, ma alcuni servizi potrebbero non funzionare correttamente.

Informativa estesa sui cookie

Saluto

Siamo qui riuniti per ricordare insieme Vittorio Guccione, un maestro, un uomo di elevata cultura ed eccellente magistrato, che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato contribuendo a innalzare il prestigio del nostro Istituto.
È con vero piacere che desidero porgere un caloroso saluto alla gentile Sig.ra Giovanna, moglie di Vittorio, che ha accettato di essere qui con noi oggi, così come ai figli Paolo, Margherita e Anna.
Chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerlo, ricorda che Vittorio ha sempre operato con onore e orgoglio nel nostro Istituto, garante del bene comune di questa e delle generazioni future, nella consapevolezza di essere un servitore della collettività.
Ha esercitato le sue alte funzioni con determinazione ed equilibrio, con sobrietà e nel rispetto della legalità.
Ciascuno di noi conserva sicuramente vivo il ricordo delle esperienze di lavoro condivise con Vittorio Guccione. Lavorare in gruppo, scambiare idee e riflessioni erano i suoi punti di forza.
Nello svolgimento della sua attività, sia nel settore della giurisdizione sia del controllo, entrambe espressioni dell’alta missione che la Costituzione ha intestato alla Corte, Vittorio ha dato impulso e partecipato in prima persona alle trasformazioni del nostro Istituto. Ha avuto l’a mbizione, in quegli anni, di incoraggiare la Corte ad occuparsi anche di temi relativi al coordinamento della finanza pubblica.
Noi tutti ricordiamo ancora il suo contributo alla riforma della giurisdizione e dei controlli in occasione della stesura del famoso parere delle Sezioni riunite del 1990.
Guccione era un appassionato studioso del diritto e delle attribuzioni della Corte dei conti. Con i suoi numerosi scritti tanto ha dato al nostro Istituto, contribuendo efficacemente ad alimentare la dottrina sui temi più stimolanti.
È ben condivisibile l’iniziativa del Seminario di approfondire le tematiche oggetto di questo corso, i cui contenuti hanno registrato nel tempo numerosi affinamenti che richiedono un’attenta e costante osservazione dell’intero quadro giuridico.
Le riflessioni che questi itinerari di studio consentono di dedicare a specifiche tematiche non possono che condurre a una migliore efficienza dell’amministrazione della giustizia.
L’opportunità di seguire percorsi di aggiornamento professionale conduce necessariamente a un più stretto confronto tra magistrati e può consentire l’approfondimento dei nuovi aspetti che emergeranno nel corso delle giornate formative.
Del resto, un’accurata e continua formazione professionale, al passo con i tempi e con l’e volversi di una società sempre più complessa, non può che rafforzare e migliorare il contributo che ciascun magistrato può offrire alla comunità.
Non è irrilevante, infine, il grande e reciproco beneficio accordato, in queste occasioni di incontro, alle relazioni interpersonali dagli apporti di ciascuno e dal confronto, tutto a vantaggio del migliore e proficuo svolgimento dei nostri compiti.
Il corso che oggi ha inizio affronta temi di grande attualità, relativi ai giudizi di parificazione sul rendiconto generale dello Stato e delle Regioni.
Il prof. Guccione definiva tale giudizio come la “sintesi del procedimento di controllo”, il frutto della verifica della correttezza delle poste esibite che mira a salvaguardare gli interessi delle famiglie e delle imprese e ad assicurare, in favore dei cittadini, l’uso corretto delle risorse che essi versano con il prelievo tributario per il funzionamento della pubblica amministrazione e per la resa dei servizi.
Vittorio Guccione ha partecipato al grande fermento di idee in seno alla Corte che, in quegli anni, portò a una rivoluzione culturale definita allora il “risveglio del dinosauro”.
Egli, infatti, vedeva nel giudizio di parificazione, propedeutico all’approvazione parlamentare con legge del rendiconto, l’espressione del rapporto di ausiliarietà tra Corte dei conti e Parlamento, in cui credeva fortemente.
Il mio maestro, Vittorio Guccione, ha mostrato l’apertura e la disponibilità della Corte a rispondere alle sollecitazioni provenienti dal Parlamento che invitavano il nostro Istituto ad accelerare il “processo trasformativo del contenuto della Relazione sul Rendiconto generale dello Stato”, impostato, come egli stesso diceva, nel senso di “un’osservazione trasversale dei fatti e dei comportamenti amministrativi di gestione per dare la misura dei concreti andamenti gestionali”.
Nell’impostazione delle relazioni al Parlamento da lui coordinate “si affievoliva l’interesse per le questioni minute e formali delle amministrazioni pubbliche” privilegiando per la prima volta “la strada dell’arricchimento dei dati e delle notizie e, soprattutto, della valutazione congiunta dell’attività di gestione e della congruità dell’assetto normativo nel momento concreto della sua ricaduta sull’attività stessa”.
Nella prassi inaugurata dalle Sezioni riunite della Corte in sede di giudizio sul Rendiconto generale dello Stato si incarna il primo avvio di espansione delle funzioni di controllo, quello più ricco di potenziali effetti.
Mi riferisco all’atteggiamento nuovo, rivolto all’equilibrio della finanza pubblica o meglio ai suoi costanti squilibri, espresso mediante rilevazioni e considerazioni in merito alla politica economico-finanziaria e attraverso raccomandazioni dirette o indirette dotate di incidenza politica, come suggerito dal legislatore sui contenuti della relazione. Gradualmente la parificazione del Rendiconto e specialmente la formulazione della relazione diventano – per riconosciuto merito soprattutto dell’iniziativa di Guccione – occasione meno formale per una riflessione sugli equilibri finanziari e la loro lesione.
Vedremo come l’estensione del giudizio di parifica ai rendiconti delle Regioni a statuto ordinario si conferma, insieme all’istituzione delle Sezioni riunite in speciale composizione, tra le più significative innovazioni del sistema di garanzie costruite intorno all’intero ciclo di bilancio.
Il corso, grazie all’esame delle esperienze concrete emerse dalla più significativa giurisprudenza costituzionale e delle SSRR in speciale composizione della Corte, intende offrire una panoramica delle questioni più rilevanti venute all’esame della Corte.
I relatori non mancheranno di trattare le prospettive e i profili evolutivi dei fenomeni gestori e l’audit pubblico anche nell’ambito dell’esperienza europea, a cui la Corte è sempre più attenta.

Non mi resta che augurare a tutti buon lavoro.

Locandina(PDF,53KB)