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23/09/2022 Roma
Sezione del Controllo sugli Enti

La Sezione controllo enti della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 101/2022, la relazione sulla gestione 2020 del Consorzio del parco geominerario storico - ambientale della Sardegna.

La gestione di competenza 2020 è in disavanzo di 11.515 euro, in miglioramento rispetto al saldo negativo 2019 (1.580.758 euro). Le partite di giro risultano in pareggio. La gestione di cassa rileva una differenza di 13.080 euro tra l’importo di 807.736 euro (803.453 euro per riscossioni e 4.283 per residui attivi) e quello di 820.816 euro (721.478 euro per pagamenti e 99.338 euro per residui passivi), che l’Ente individua in residui passivi da anni precedenti, in corso di verifica. La Corte ha invitato il Consorzio ad eliminare tale discrasia, a partire dall’esercizio successivo.

I residui attivi, assenti nel 2019, ammontano a 1.541.117 euro e i residui passivi, sono pari a 2.479.666 euro (-23%), anche per effetto dell’eliminazione dei “residui di stanziamento”, risalenti al periodo 2016-2019.

Il 2020 chiude con un risultato di amministrazione di 13.658.898 euro (+14,9% rispetto al 2019) e un avanzo economico di 659.163 euro (-1.263.934 euro nel 2019), principalmente in virtù del maggiore valore della produzione (+28,9%), costituito integralmente dalla voce “altri ricavi e proventi”, su cui ha inciso il finanziamento della Regione Sardegna, pari ad 4.036.227 euro, destinato alle spese per il personale a tempo determinato della ex ATI/IFRAS. Il patrimonio netto è pari a 13.616.822 euro (+5,1% rispetto al 2019) con un incremento legato al risultato positivo di esercizio.

L’Ente ha rispettato i limiti di spesa, ad eccezione di quelli relativi al settore informatico, versando al bilancio dello Stato l’importo complessivo di 138.428 euro (non rispettando, però, la tempistica vigente dei versamenti). La Corte ha invitato l’Ente a fare una ricognizione delle somme dovute in base alle vigenti norme di contenimento, provvedendo a rispettare la tempistica dei versamenti al bilancio dello Stato.

Il ritardo nei pagamenti, si attesta ad una media di oltre 75 giorni.

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