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Ufficio Stampa - Comunicato stampa n. 27 del 11/05/2021

Il processo di unificazione dei porti di Venezia e Chioggia in un’unica Autorità non è stato ancora completato, con evidenti ripercussioni sulla programmazione strategica, sull’organizzazione dell’Ente e sui servizi gestiti. In particolare, le funzioni per il porto locale di Chioggia sono ancora svolte dall’Azienda Speciale della camera di commercio di Venezia e Rovigo “ASPo”. Va sottolineato che le azioni di sviluppo dell’Autorità e gli interventi per garantire il rispetto degli obiettivi prefissati, da individuarsi in coerenza con il Piano regolatore di sistema portuale (PRP) e nell’ambito del Piano operativo triennale (POT), sono strettamente collegati al più generale tema della salvaguardia della laguna di Venezia.

E’ quanto rileva la Sezione controllo enti della Corte dei conti nella relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria per l’anno 2019 dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale (MAS) comprendente i porti di Venezia e Chioggia, approvata con delibera n. 35/2021, in cui si rimarca come il mancato processo di unificazione dei due porti lagunari in un’unica Autorità abbia evidenti ripercussioni sulla programmazione strategica, sull’organizzazione dell’Ente e sui servizi gestiti.

E’ necessaria, in particolare, una nuova visione unitaria per i porti di Venezia e di Chioggia che razionalizzi gli oneri nel rispetto dei criteri di aggiudicazione dettati dal d.lgs. n. 50 del 2016.

Per quanto riguarda la gestione in concessione del demanio, non ancora unificato tra i due porti per la mancata acquisizione di beni relativi al porto di Chioggia, ancora intestati principalmente alla Camera di commercio di Venezia e Rovigo attraverso “ASPo”, la Corte dei conti ha rilevato come, in considerazione delle ingenti risorse coinvolte e delle strategiche attività da realizzare, appaia necessario porre in essere azioni concrete volte ad assicurare maggiore trasparenza e concorrenzialità.

Il referto ha, inoltre, messo in evidenza perduranti ritardi nell’attuazione degli interventi relativi ai progetti di riqualificazione e innovazione dell’infrastruttura portuale, fra cui quelli di riconversione e riqualificazione economica dell’area industriale di Porto Marghera ed in particolare dell’area ex Alumix Sava Fusina, tanto che si è resa necessaria un’ulteriore proroga al 31 dicembre 2022, da parte del MISE, del termine di scadenza dell’Accordo di programma.

Il traffico portuale nel 2019 ha registrato un calo di circa il 4,7 % rispetto al 2018. Tale risultato deriva dalla negativa performance del porto di Venezia che vede diminuire i propri traffici (-5,9 per cento), solo in parte compensato dalla crescita degli scambi che hanno interessato il Porto di Chioggia, pari al 28,9 % rispetto al precedente esercizio. La composizione complessiva dei traffici per settore rimane in linea con quella del 2018 ed il traffico commerciale continua a prevalere sugli altri.

Con riferimento ai risultati del bilancio finanziario, l’avanzo di amministrazione, al 31.12.2019 ammonta ad € 11.472.470, di cui indisponibili € 5.739.156; le entrate si attestano a 56,95 milioni di euro (-59,23 % sul 2018) mentre le uscite a 63,92 milioni (-59,29 % sul 2018).

La rilevante diminuzione delle entrate in conto capitale e delle corrispondenti uscite è riferibile essenzialmente all’assenza, nel 2019, di contributi da parte dello Stato per specifici finanziamenti, che invece nel 2018 erano pari a euro 74,86 mln, e ad una corrispondente ridotta attività di investimento. Infine, la gestione economica chiude con un utile d’esercizio di euro 10,50 mln, in diminuzione rispetto al 2018 in cui era stato di euro 13,50 mln; il patrimonio netto si attesta ad euro 235,52 milioni, in crescita del 4,67 per cento rispetto all’esercizio precedente.

Corte dei conti
Ufficio stampa

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