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Ufficio Stampa - Comunicato stampa n. 82 del 14/12/2021

La riduzione dell’operatività causata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 ha prodotto sulla società Poste italiane s.p.a. rilevanti impatti economici, sia in termini di calo del fatturato che di marginalità, come conseguenza delle spese straordinarie sostenute per intraprendere iniziative di contenimento del contagio e distanziamento interpersonale. Pertanto, la società ha chiuso il bilancio d’esercizio 2020 con un utile netto di 325 milioni di euro, inferiore del 50,8 % rispetto al 2019.

E’ quanto emerge dalla Relazione sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2020 di Poste italiane spa approvata con determinazione n. 127/2021 dalla Sezione controllo enti della Corte dei conti.

I ricavi totali si sono attestati a 9.041 milioni di euro, in diminuzione del 3,8 % rispetto al precedente esercizio (9.403 mln), per effetto della riduzione dell’operatività generata dalla pandemia, mentre i Servizi Postali hanno realizzato ricavi da mercato per 2.530 milioni di euro, segnando una riduzione del 3 % rispetto all’esercizio precedente, per effetto combinato del declino della domanda per la distribuzione dei servizi tradizionali di corrispondenza e dell’incremento dei volumi dei pacchi, anche a causa del lockdown nazionale che ha favorito gli acquisti on line.

Esaminando i Servizi BancoPosta, la Corte rileva ricavi per 5.177 milioni di euro, con un decremento rispetto al 2019 (5.435 mln) anch’esso riconducibile alla situazione emergenziale, che ha inciso principalmente sui conti correnti (-174 mln di ricavi) e sul collocamento di prodotti di finanziamento (-135 mln).

I costi totali sostenuti nell’esercizio ammontano a 8.711 milioni di euro (8.547 mln nel 2019) e risentono di maggiori spese per circa 106 milioni, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, di schermi in plexiglass, nonché per sanificazioni e pulizie straordinarie dei locali.
La dinamica dei ricavi e dei costi, osserva la Sezione del controllo, ha portato ad un risultato operativo e di intermediazione di 330 milioni di euro, a fronte di un risultato del 2019 di 856 milioni di euro.

Quanto ai risultati del Gruppo Poste italiane, l’esercizio 2020 si è chiuso con un utile di 1.206 milioni di euro, in diminuzione del 10,1 % rispetto al risultato del 2019 (1.342 mln) e i ricavi, che ammontano a 10.526 mln, in flessione del 4 % sul 2019.

I costi sostenuti dal Gruppo ammontano a 9.002 mln e si riducono del 2 per cento (-183 mln) rispetto al 2019, in relazione alla diminuzione del costo del lavoro (-279 mln, -4,6 per cento), in parte compensato dai maggiori costi per beni e servizi (+257 mln, +12,0 per cento), per effetto delle spese straordinarie sostenute per il contenimento del Covid-19 (106 mln). La dinamica dei ricavi e dei costi ha portato al Risultato operativo e di intermediazione (Ebit) di 1.524 mln, in riduzione del 14,1 per cento rispetto ai valori del precedente esercizio (1.774 mln).

Nel corso dell’esercizio il Gruppo Poste ha realizzato diverse iniziative di rimodulazione dell’assetto organizzativo e rafforzamento societario che hanno coinvolto le quattro aree di business: Corrispondenza, pacchi e distribuzione; Pagamenti e mobile; Servizi finanziari; Servizi assicurativi. Nel frattempo (18 marzo 2021) il Consiglio di amministrazione ha approvato il nuovo Piano industriale del Gruppo “2024 Sustain & Innovate”, che si pone in continuità con il precedente “Deliver 2022”.

In conclusione, la magistratura contabile da atto alla Società dell’impegno profuso nell’affrontare le difficoltà dettate dal contesto emergenziale, riuscendo comunque a garantire la continuità nell’erogazione dei servizi.

Corte dei conti
Ufficio stampa

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