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Ufficio Stampa - Comunicato stampa n. 81 del 07/12/2021

La gestione 2020 dell’ICE, l’Agenzia che promuove all'estero le imprese - con grande attenzione alle P.M.I. - e il commercio italiani nel quadro dell’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale, si chiude con un avanzo economico di euro 169.754, invertendo la tendenza del 2019 in cui si era registrato un disavanzo di euro 1.940.978.

È quanto emerge dalla relazione della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, approvata con Delibera n. 117/2021, che attribuisce il risultato della gestione al significativo decremento (-64,8 milioni di euro) dei costi della produzione (passati da 217,4 a 152,6 milioni di euro), maggiore rispetto a quello registrato nel valore della produzione pari a 62,9 milioni (da 217,2 a 154,3 milioni di euro). Tale valore, rileva la magistratura contabile, è riferibile per 81,1 milioni ad attività istituzionale e per 73,2 milioni ad attività promozionale.

Nel 2020 lo stato patrimoniale presenta un incremento del patrimonio netto, rispetto all’anno precedente, di 4,6 milioni di euro (da 7,0 a 11,6 milioni di euro), sia per l’aumento del fondo per l’attività di promozione all’estero, sia per l’utile di esercizio conseguito.

La magistratura contabile osserva, in particolare, che i flussi di cassa a fine 2020 registrano un evidente incremento della liquidità disponibile (da 66.569.362 euro di inizio periodo a 213.962.787 euro di fine periodo), per effetto della tempistica del trasferimento dei fondi straordinari del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della riduzione dell’attività promozionale a causa dell’emergenza pandemica.

Per l’attuazione degli interventi promozionali previsti dal Piano straordinario del Made in Italy, nel 2020 l’ICE-Agenzia ha registrato costi per 59,801 milioni di euro, il 34,5% in meno rispetto al 2019, con una riduzione dell’utilizzo delle assegnazioni pubbliche del 30,5% (da 85,490 a 59,424 milioni di euro).

Nel medio termine, coincidente con l’attuazione del PNRR – rileva, infine, la Corte dei conti - appare necessario ipotizzare meccanismi di allineamento ai criteri di governance di cui al decreto-legge 77/2021, che focalizzano in particolar modo l’attenzione sull’attività di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle risorse destinate ai progetti.

Corte dei conti
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