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Comunicato stampa del 27 luglio 2017 - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato

La dismissione e la permuta degli immobili in uso al Ministero della Difesa, 2003-2016

L’indagine ha inteso verificare il livello di raggiungimento degli obiettivi indicati dalle plurime leggi che disciplinano la materia.
Per il Ministero della Difesa, gli immobili interessati dalla dismissione, sono circa 1.800 su 6.700, le alienazioni ammontano a 191, i proventi delle vendite risultano pari a 205,5 milioni. Il valore delle 19 permute concluse è pari a 12,7 milioni.
Per l’Agenzia del demanio, ad oggi, rispetto ai 418 immobili retrocessigli nel 2007 dalla Difesa risultano: 43 i beni con iter di valorizzazione concluso; 97 i beni alienati; 20 quelli reimpiegati per razionalizzare l’utilizzo degli immobili ad usi governativi; 108 i beni trasferiti agli enti per il federalismo demaniale. Per i rimanenti le relative attività sono in fase di conclusione. I proventi delle 97 vendite risultano pari a 249 milioni.
L’obiettivo generale della razionalizzazione e riduzione del patrimonio immobiliare della Difesa può ritenersi in parte realizzato, mentre gli obiettivi finanziari connessi alle dismissioni, invece, consistenti nella prevista capitalizzazione di un quantum delle stesse, fissati in un massimo sia dalla l. n. 448/1998 sia dalla l. n. 296/2006, rispettivamente di 1.400 miliardi di lire e di 2.000 milioni di euro, non sono stati raggiunti, se non in ben limitata parte.
Gli ulteriori e diversificati obiettivi indicati dalle leggi susseguitesi nel tempo, a riscontro di un uso del patrimonio maggiormente orientato alla soddisfazione dei bisogni sociali, risultano conseguiti o positivamente avviati.
La Corte ha raccomandato che, in materia, eventuali profili finanziari riferibili già al Def per il 2018 vengano affrontati con valutazioni prudenziali e coerenti con la consolidata esperienza - che ha evidenziato le lunghezze dei tempi necessari a concludere i procedimenti e la sovrastima del relativo gettito - preservando altresì l’equilibrio organizzativo e la leale collaborazione raggiunti fra le competenti articolazioni delle diverse amministrazioni competenti.

Corte dei conti
Ufficio stampa