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Comunicato stampa dell'11 aprile 2019 - Sezione centrale di controllo sulla gestione

FISCO, CORTE CONTI: STANDARD COMUNI PER SCAMBIO INFORMAZIONI ITALIA-PAESI UE

Lo scambio automatico obbligatorio di informazioni fiscali fra le amministrazioni degli Stati membri dell’Unione europea coinvolge una moltitudine di contribuenti, in assenza di una preventiva selezione e analisi del rischio di evasione.

E’ quanto emerge da un’indagine della Sezione centrale di controllo della Corte dei conti su "Lo scambio automatico di informazioni nel settore fiscale tra l’Italia e i Paesi dell’unione europea" dopo il recepimento delle direttive europee sullo stato effettivo dello scambio automatico di informazioni reddituali, bancarie, ruling preventivi transfrontalieri e accordi preventivi sui prezzi di trasferimento (direttive 2011/16/UE, 2014/107/UE, 2015/2376/UE) e l’utilizzo delle stesse con finalità di deterrenza e contrasto alle frodi, alle evasioni e alle elusioni fiscali transfrontaliere.

Lo scambio automatico rappresenta un importante strumento di contrasto all’evasione ed elusione fiscale transfrontalieri, nonché alle strategie di pianificazione fiscale aggressiva con cui le imprese possono trasferire gli utili in Paesi a minore imposizione fiscale, producendo effetti sulla base imponibile di altri Stati membri.

I molteplici interessi coinvolti nella procedura - dall’acquisizione delle informazioni per la corretta applicazione della normativa fiscale, alla riservatezza, all’esigenza di non alterare la concorrenza nel mercato internazionale, al diritto di difesa dei contribuenti - potrebbero suggerire l’elaborazione in sede comunitaria ed internazionale di standard comuni che individuino le fasi procedimentali su cui concentrare le verifiche sulle modalità di assunzione delle informazioni già nella fase di raccolta delle stesse, salvaguardando l’interesse alla speditezza delle attività.

Un altro tema sottolineato nell’indagine è quello sull’incremento del volume dei dati dei contribuenti raccolti ed elaborati, rispetto al diritto di protezione dei dati personali, come stabilito tra l’altro dall’art. 16 c. 1 del Trattato sul funzionamento dell’Ue e dall’art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Con riferimento alle risorse umane impiegate, l’Agenzia delle Entrate ha segnalato che la dotazione di personale dell’Ufficio cooperazione internazionale, pari a n. 32 dipendenti, è rimasta invariata nel periodo dal 1° gennaio 2017 ad oggi.

Gli investimenti complessivi del periodo 2017-2018 dedicati alle implementazioni tecnologiche sviluppate da Sogei S.p.A. e necessarie alla gestione delle suddette direttive ammontano a euro 774.473,85.

Corte dei conti
Ufficio stampa