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Comunicato stampa del 12 aprile 2017 - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato

Indagine avente ad oggetto “Lo stato di realizzazione dei sistemi di trasporto rapido di massa a guida vincolata e di tranvie veloci nelle aree urbane (l. 26 febbraio 1992, n. 211)”.

La relazione rileva una parziale attuazione degli obiettivi programmati dalla l. n. 211/1992, avente ad oggetto la realizzazione dei sistemi di trasporto rapido di massa: dalla sua entrata in vigore, gli interventi conclusi a favore degli enti locali sono meno della metà di quelli originariamente previsti; 20 interventi sono stati definanziati, prevalentemente per carenza progettuale o per la difficile sostenibilità della compartecipazione finanziaria degli enti locali proponenti. Le varianti per le opere a favore dei comuni hanno inciso per oltre il 27 per cento sui costi originariamente approvati, con incrementi elevati per la metro C di Roma e la metropolitana di Napoli.
Per quanto concerne gli interventi a favore delle ferrovie in regime di gestione commissariale governativa, la continua rimodulazione temporale e quantitativa delle risorse, indice di una non adeguata programmazione normativa a livello economico-finanziario, è stata ulteriormente aggravata dal passaggio di funzioni alle regioni a seguito della riforma del titolo V della Costituzione nel 2001. La prosecuzione dell’attuazione di tali opere rischia inoltre di essere compromessa dall'avvenuto pignoramento (per una causa civile estranea all’attività della direzione generale competente) delle risorse disponibili presso la Banca d’Italia e destinate per tali finalità alle regioni. Deve essere valorizzata l’attività di monitoraggio svolta dal Ministero delle infrastrutture su tutti gli interventi.
Il ritardo nei pagamenti ha determinato, quale corrispettivo per somme inutilizzate rese disponibili dagli istituti finanziari, la corresponsione di interessi, che, nei confronti della sola Cassa depositi e prestiti, ammontano a circa 436 milioni di euro su un importo di mutui pari a 3,3 miliardi. Nell’istruttoria è stata inoltre verificata, pur a fronte di una diminuzione delle rate e del valore attuale delle passività totali, l’onerosità dell’operazione di rinegoziazione di mutui stipulati con la CdP (299 milioni).
I meccanismi correttivi indicati nella relazione (istituzione di un “fondo” unico che non destini le risorse al singolo intervento, ma al programma di interventi complessivamente inteso, e ristrutturazione dei finanziamenti secondo criteri maggiormente flessibili e rapportati ai rendimenti dei titoli di Stato) avrebbero maggiore efficienza nell’impiego delle risorse con potenziali risparmi.
Da sottolineare che gli istituti esaminati sono diffusamente utilizzati da parte delle amministrazioni pubbliche e, quindi, il risparmio indicato per l’attuazione della sola l. n. 211/1992 (stimato in circa il 20 per cento della spesa), potrebbe essere esteso ad altri investimenti pubblici.
In una prospettiva comparativa, la relazione valuta, infine, gli elementi che hanno consentito un diverso sviluppo del trasporto urbano in altri paesi europei, rilevando la centralità di un idoneo piano di fattibilità economica.


Corte dei conti
Ufficio stampa