Corte dei conti
Nell’assumere le funzioni di Presidente della Corte dei conti desidero rivolgere il mio cordiale saluto ai visitatori del sito INTERNET istituzionale della Corte che, in tal modo, dimostrano di avere interesse a conoscere le vicende che riguardano la Corte ed il lavoro svolto da essa.
Interesse altamente apprezzabile poiché la Corte è uno dei principali strumenti che la Costituzione e le leggi della Repubblica apprestano per la tutela della finanza pubblica. Quindi per dare, attraverso la funzione di controllo, la garanzia a tutti i cittadini–contribuenti che la parte di ricchezza da essi versata mediante le imposte sia usata, per sopperire ai bisogni della collettività, con la massima efficienza ed economicità possibili e attraverso la propria funzione giurisdizionale apprestare un forte elemento di contrasto ad un uso del pubblico denaro distorto a fini di arricchimento personale. Fatto questo ancor più grave se commesso da pubblici funzionari, da coloro cioè che in forza dell’art. 98 della Costituzione hanno obbligo di essere al servizio esclusivo della Nazione e che hanno giurato di osservare con lealtà le leggi della Repubblica.
La Corte adempie alle funzioni di controllo attraverso le sue diverse Sezioni di controllo centrali e regionali e alla funzione giurisdizionale attraverso le Procure regionali e le Sezioni giurisdizionali di primo grado e d’appello.
La Corte è perciò realmente al servizio dei cittadini ed è essenziale che questi percepiscano l’I stituto – nella sua complessità ma unitarietà di funzioni – come uno strumento di difesa insostituibile per la comunità.
Il mio auspicio è che la pubblicità assicurata agli atti della Corte dei conti e la conoscenza del suo ruolo e missione, favorisca il formarsi di una opinione pubblica attenta e consapevole che percepisca come valore primario l’esigenza, propria di uno Stato realmente democratico, che all’I stituto siano assicurate, nell’interesse comune, autonomia, indipendenza e mezzi finanziari adeguati.
Come cittadino prima ancora che da Presidente della Corte, confido che di tutto ciò vi sia una sempre maggiore e generalizzata consapevolezza.
Cordialmente
Tullio Lazzaro