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Comunicato stampa del 25 gennaio 2018 - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato

Relazione concernente “Il rifinanziamento della rete tradizionale delle ferrovie dello Stato”

La relazione ha ad oggetto i contributi quindicennali in conto impianti, pari a 100 milioni annui (a decorrere dal 2007), previsti dal c. 84, art. 1, l. n. 266/2005 (l. finanziaria 2006), destinati alla rete tradizionale dell'infrastruttura ferroviaria nazionale.
Al 31 dicembre 2016, lo stato d’avanzamento in termini di consuntivo per il complesso degli investimenti cui contribuisce la l. n. 266/2005, è di 33,2 miliardi, pari al 91 per cento delle risorse disponibili (36,4 miliardi), registrando “Opere ultimate”, per un valore pari a 25,3 miliardi di euro (+2 per cento rispetto alla precedente rilevazione al 31.12 2015).
Particolare attenzione è stata riservata all’attività di monitoraggio e controllo intestata al Ministero delle infrastrutture e trasporti (Mit).
Limitata ai fini del monitoraggio è apparsa la previsione contrattuale che rimette esclusivamente alla concessionaria la definizione degli obiettivi annuali di performance, così come la misurazione della medesima riferita esclusivamente ad un paniere comprendente solo i progetti con la progettazione definitiva approvata.
Restano esclusi dall’applicazione degli indicatori i programmi di investimento costituiti da una molteplicità di interventi ciascuno caratterizzato da una specifica fase di progettazione e realizzazione. È stato altresì rilevato come il controllo operato dal Mit sia di tipo meramente documentale, con un contenuto informativo di estrema sintesi e spesso per aggregati.
Sono state approfondite le caratteristiche e il grado di attendibilità (completezza, grado di precisione delle informazioni, tempestività dell'aggiornamento) dei diversi sistemi informatici che si occupano del monitoraggio delle opere pubbliche. La Corte ha raccomandato ai diversi interlocutori istituzionali di realizzare la massima integrazione dei sistemi, per evitare sovrapposizioni e buchi informativi, nonché di avviare analogo confronto nei settori diversi dalle opere pubbliche, per superare l’attuale asimmetria informativa in ambiti pure di grande rilevanza, quali incentivi, ricerca e formazione.

Corte dei conti
Ufficio stampa