Informativa sui cookie

Il sito web della Corte dei conti utilizza i cookie per migliorare i servizi e per fini statistici. Proseguendo la navigazione si accetta di ricevere i cookie. Se non si desidera riceverli si possono modificare le impostazioni del browser, ma alcuni servizi potrebbero non funzionare correttamente.Informativa estesa sui cookieVisualizza l'informativa estesa sui cookie

Sito della Corte dei conti

Breadcrumb

Sezione III giurisdizionale centrale di Appello

Presidente: Angelo CANALE

Presidente aggiunto:

Dirigente: Salvatore SARDELLA

Telefono: 06 38763666
Via A. Baiamonti, 25 – 00195 Roma
Telefono: 06 38763819
Fax: 06 38762436
Email: segr.iii.sezione.giur.centrale.appello@corteconti.it
Pec: sezione.terza.appello.resp@corteconticert.it
Pec: sezione.terza.appello.pens@corteconticert.it
Pec: sezione.terza.appello.conti@corteconticert.it

 

Attività

Sentenza n. 66/2019 del 4 aprile 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,257KB) Sentenza n. 66/2019 del 4 aprile 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,257KB) in Nuova Finestra
I poteri del Commissario straordinario per l’emergenza “Pompei” erano previsti da ordinanze di protezione civile, che ne precisavano il perimetro operativo e le regole ad esso interne, non derogabili dallo stesso Commissario. Nello specifico il Commissario – in violazione delle prescrizioni previste dalle ordinanze e in violazione della normativa sui pubblici appalti – aveva autorizzato – nel maggio 2010 - una variante per lavori di gran lunga eccedenti il 50% dell’importo dell’appalto dei lavori originari, affidandone l’esecuzione direttamente a soggetto diverso dall’originario appaltatore. I lavori, disposti senza la previa necessaria acquisizione del parere di una apposita Commissione ministeriale, erano consistiti in adeguamenti del Teatro romano di Pompei per consentirvi rappresentazioni del Teatro San Carlo di Napoli. La Sezione ha ritenuto che una tale iniziativa, al di là degli indicati profili di illegittimità, non rientrasse nei compiti del Commissario straordinario, posto che le ordinanze circoscrivevano la possibilità di promuovere la “valorizzazione” del sito archeologico ad altre e diverse specifiche attività
Sentenza n. 56/2019 del 22 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,153KB) Sentenza n. 56/2019 del 22 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,153KB) in Nuova Finestra
Il c.d. danno alla concorrenza consiste nel maggior esborso dell’amministrazione per l’acquisizione di beni o servizi a seguito di procedura ad evidenza pubblica. Detto danno non può ritenersi esistente in re ipsa per il solo fatto della violazione delle regole in materia di scelta del contraente. Il danno, nei suoi elementi costitutivi oltrechè nel suo ammontare, dev’essere oggetto di specifica prova, con ogni mezzo utile, ad esempio allegando il minor costo sopportato normalmente dall’amministrazione in procedure aventi analogo contenuto.
Sentenza n. 39/2019 dell’8 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,417KB) Sentenza n. 39/2019 dell’8 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,417KB) in Nuova Finestra
La prescrizione dell’azione di responsabilità amministrativa decorre dalla data dell’effettivo pagamento – sia per il danno diretto che per quello indiretto – poiché a tale momento si verifica il depauperamento dell’Ente. La conclusione di un contratto di lavori pubblici senza lo stanziamento dell’intera provvista finanziaria - ma con la clausola espressa che la realizzazione dei lavori avverrà per singoli lotti previa la disponibilità dei fondi - non costituisce un comportamento negligente né potrebbe dare luogo ad un legittimo affidamento in capo all’esecutore dei lavori. Tenuto conto inoltre che ai sensi della legge di contabilità di Stato è possibile suddividere i lavori pubblici per lotti in base alla disponibilità finanziaria dell’Ente, qualora ciò sia riconosciuto vantaggioso per l’amministrazione.
Sentenza n. 13/2019 del 4 febbraio 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,891KB) Sentenza n. 13/2019 del 4 febbraio 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,891KB) in Nuova Finestra
In materia di somme dovute dai produttori all'Agea per l’eccedenza di produzione di latte (c.d. quote latte), in adempimento di obblighi comunitari, viene individuato nella filiera produttiva un soggetto (la cooperativa) che trattiene presso di sé (o riscuote in altro modo) le somme dovuti dagli allevatori. Tale posizione comporta in capo alla cooperativa l’esistenza degli obblighi propri dell’agente contabile anche in assenza di un rapporto di servizio con l’amministrazione. Le somme in esame, infatti, sono provviste di un vincolo di indisponibilità di natura pubblicistica ancorchè siano gestite da soggetti privati. Ogni violazione relativa all’integrale e corretto riversamento di tali somme alle casse dell’Ente pubblico (Agea), così come ogni altro utilizzo incompatibile con le finalità predette, costituisce un illecito sottoposto alla giurisdizione della Corte dei conti.
Sentenza n. 464 del 14 dicembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,202KB) Sentenza n. 464 del 14 dicembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,202KB) in Nuova Finestra
La c.d. “translatio iudicii”, con salvezza degli effetti processuali e sostanziali connessi alla domanda originaria, presuppone che in sede di riassunzione della domanda davanti al giudice contabile l’Attore pubblico debba mantenersi entro i limiti dell’emendatio libelli. Non è consentito, attraverso attività istruttorie successive o prospettazione di fatti nuovi, modificare la domanda o formulare domande nuove. Qualora sia affermata la giurisdizione della Corte dei conti in relazione ad una causa proposta davanti ad altro giudice, al fine della translatio iudicii ex art. 59 l. n. 69 del 2009 (ed oggi dall’art. 17, co. 2 e 4, c.g.c.) è sufficiente il deposito dell’atto di riassunzione, non rivelandosi necessaria la previa emissione dell’invito a dedurre. Nel giudizio di responsabilità amministrativa, il termine perentorio fissato dalla legge per la translatio iudicii è rispettato nel momento in cui si è determinata, con il deposito dell’atto di riassunzione, la pendenza del processo.
Sentenza n. 358/2018 del 21 settembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,444KB) Sentenza n. 358/2018 del 21 settembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,444KB) in Nuova Finestra
In base ad un principio consolidato, previsto altresì dalla normativa vigente, ai fini delle progressioni di carriera c.d. “verticali” nelle pubbliche amministrazioni può essere disposta nei bandi una riserva a favore degli interni in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti presenti nella pianta organica. L’assunzione di deliberazioni illegittime comporta altresì la responsabilità del Segretario Comunale avendo questi una posizione di garanzia concernente la conformità a legge dell’attività amministrativa nel suo complesso. L’esimente c.d. “politica” a favore degli amministratori degli enti territoriali non opera quando la materia trattata non sia di speciale complessità e l’erroneità dell’atto sia di tale evidenza da escludere la buona fede.
Sentenza n. 111/2018 dell’11 aprile 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,405KB) Sentenza n. 111/2018 dell’11 aprile 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,405KB) in Nuova Finestra
In materia di stabilizzazione di lavoratori con contratto a tempo determinato, in violazione delle norme vigenti, vi è responsabilità del Dirigente delle risorse umane, per la certificazione dei requisiti richiesti per la stabilizzazione, che del Segretario Generale dell’Ente. Quest’ultimo, in particolare, risponde in quanto tenuto a garantire la conformità a legge dell’azione amministrativa. L’esimente “politica” per gli amministratori ricorre soltanto per l’attività attinente al mandato politico e non altresì per atti di amministrazione di non particolare complessità.
Sentenza n. 104/2018 del 27 marzo 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,14KB) Sentenza n. 104/2018 del 27 marzo 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,14KB) in Nuova Finestra
La definizione del giudizio con il c.d. rito abbreviato (art. 130 codice della giustizia contabile) dà luogo ad una pronuncia di merito che presuppone come accertati gli elementi costitutivi della responsabilità amministrativa (rapporto di servizio, antigiuridicità della condotta, colpa grave, nesso di causalità, danno). La sentenza che definisce il giudizio a seguito di rito abbreviato non potrebbe essere assimilata ad una pronuncia in rito diversi essendone gli effetti. Mentre quest’ultima non estingue l’azione, che potrebbe essere riproposta in altro giudizio, la definizione ex art. 130 c.g.c. dà luogo alla soddisfazione della pretesa risarcitoria erariale. Trattandosi di una sentenza di condanna, la sentenza emessa su rito abbreviato comporta l’addebito delle spese processuali a carico della parte privata dando luogo ad una “soccombenza virtuale”.
Sentenza n. 61/2018 del 21 febbraio 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,28KB) Sentenza n. 61/2018 del 21 febbraio 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,28KB) in Nuova Finestra
Risponde di danno erariale il medico-chirurgo che abbia effettuato presso una struttura pubblica delle prestazioni di cura (nella specie, interventi di chirurgia estetica) non espressamente comprese nell’elenco dei livelli essenziali di assistenza (LEA). In tal caso non è prevista la copertura finanziaria a carico del servizio sanitario pubblico. Non ricorre il c.d. occultamento doloso del fatto, ai fini della decorrenza della prescrizione, qualora gli interventi chirurgici che hanno causato il danno erariale siano stati descritti nella documentazione ospedaliera nella loro esatta denominazione scientifico-sanitaria. In proposito, il fatto causativo del danno era conoscibile da chiunque già al momento dell’effettuazione dell’intervento.
Sentenza n. 496/2017 del 16 ottobre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,304KB) Sentenza n. 496/2017 del 16 ottobre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,304KB) in Nuova Finestra
Il giudizio di interpretazione (art. 211 c.g.c.) è funzionale all’esecuzione delle decisioni della Corte dei conti ed è connesso a quest’ultime, non potendo modificare o integrare dette decisioni. Tuttavia, ai fini del riparto di giurisdizione, qualora l’interpretazione riguardi una condizione dell’esecuzione forzata in sede civile (ad es., la solidarietà passiva ed il regresso tra debitori) la cognizione appartiene al Giudice ordinario essendo una valutazione che riguarda l’ambito decisorio di quest’ultimo.
Sentenza n. 456/2017 del 19 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,746KB) Sentenza n. 456/2017 del 19 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,746KB) in Nuova Finestra
Il decorso del termine previsto per il procedimento per l’attribuzione in regime di concessione di un bene immobile del Comune (a canone agevolato) non comporta decadenze in capo all’ufficio decidente se non siano espressamente previste.
Sentenza n. 426/2017 del 1 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,312KB) Sentenza n. 426/2017 del 1 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,312KB) in Nuova Finestra
L’istanza di revocazione è ammissibile nei casi tassativi previsti dalla legge non essendo un ulteriore grado di giudizio. L’omesso esame di una memoria difensiva può costituire “errore di fatto” (art. 395, n. 4 c.p.c.), a condizione che la parte dimostri sia l’omesso esame sia la valenza decisiva dell’atto defensionale nel condurre il Giudice ad una decisione diversa da quella adottata.
Sentenza n. 303/2017 del 15 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,467KB) Sentenza n. 303/2017 del 15 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,467KB) in Nuova Finestra
Costituisce danno erariale la percezione di somme a carico del SSR per prestazioni di cura rese in assenza dell’accreditamento della struttura sanitaria e della stipula di accordi contrattuali ai sensi del DPR n. 502/92. La presenza del dolo, rendendo più difficoltosa la percezione del danno da parte del danneggiato, incide sul computo della decorrenza della prescrizione. Essendo in corso un procedimento penale per i medesimi fatti, lo stesso fatto dannoso ed i suoi effetti acquistano giuridica consistenza con la richiesta di rinvio a giudizio ex art. 129 att. c.p.p..
Sentenza n. 294/2017 del 12 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,451KB) Sentenza n. 294/2017 del 12 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,451KB) in Nuova Finestra
L’omessa presentazione del conto giudiziale da parte dei soggetti a ciò obbligati comporta la soggezione al “giudizio per resa del conto” su domanda del Procuratore generale. Detta domanda assume valore di presupposto processuale posto che non può riconoscersi analoga funzione alla richiesta formulata dal Presidente di Sezione o dal Giudice Relatore.
Sentenza n. 219/2017 dell'11 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,64KB) Sentenza n. 219/2017 dell'11 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,64KB) in Nuova Finestra
L’elemento soggettivo – dolo o colpa grave – dev’essere provato nei suoi elementi costitutivi non potendo tale giudizio fondarsi su affermazioni apodittiche né su dati tratti genericamente dalla c.d. “comune esperienza” senza altri parametri di riferimento.