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Sezione III giurisdizionale centrale di Appello

Presidente: Angelo CANALE

Presidente aggiunto:

Dirigente: Salvatore SARDELLA

Telefono: 06 38763666
Via A. Baiamonti, 25 – 00195 Roma
Telefono: 06 38763819
Fax: 06 38762436
Email: segr.iii.sezione.giur.centrale.appello@corteconti.it
Pec: sezione.terza.appello.resp@corteconticert.it
Pec: sezione.terza.appello.pens@corteconticert.it
Pec: sezione.terza.appello.conti@corteconticert.it

 

Attività

Sentenza n. 464 del 14 dicembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,202KB) Sentenza n. 464 del 14 dicembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,202KB) in Nuova Finestra
La c.d. “translatio iudicii”, con salvezza degli effetti processuali e sostanziali connessi alla domanda originaria, presuppone che in sede di riassunzione della domanda davanti al giudice contabile l’Attore pubblico debba mantenersi entro i limiti dell’emendatio libelli. Non è consentito, attraverso attività istruttorie successive o prospettazione di fatti nuovi, modificare la domanda o formulare domande nuove. Qualora sia affermata la giurisdizione della Corte dei conti in relazione ad una causa proposta davanti ad altro giudice, al fine della translatio iudicii ex art. 59 l. n. 69 del 2009 (ed oggi dall’art. 17, co. 2 e 4, c.g.c.) è sufficiente il deposito dell’atto di riassunzione, non rivelandosi necessaria la previa emissione dell’invito a dedurre. Nel giudizio di responsabilità amministrativa, il termine perentorio fissato dalla legge per la translatio iudicii è rispettato nel momento in cui si è determinata, con il deposito dell’atto di riassunzione, la pendenza del processo.
Sentenza n. 358/2018 del 21 settembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,444KB) Sentenza n. 358/2018 del 21 settembre 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,444KB) in Nuova Finestra
In base ad un principio consolidato, previsto altresì dalla normativa vigente, ai fini delle progressioni di carriera c.d. “verticali” nelle pubbliche amministrazioni può essere disposta nei bandi una riserva a favore degli interni in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti presenti nella pianta organica. L’assunzione di deliberazioni illegittime comporta altresì la responsabilità del Segretario Comunale avendo questi una posizione di garanzia concernente la conformità a legge dell’attività amministrativa nel suo complesso. L’esimente c.d. “politica” a favore degli amministratori degli enti territoriali non opera quando la materia trattata non sia di speciale complessità e l’erroneità dell’atto sia di tale evidenza da escludere la buona fede.
Sentenza n. 111/2018 dell’11 aprile 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,405KB) Sentenza n. 111/2018 dell’11 aprile 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,405KB) in Nuova Finestra
In materia di stabilizzazione di lavoratori con contratto a tempo determinato, in violazione delle norme vigenti, vi è responsabilità del Dirigente delle risorse umane, per la certificazione dei requisiti richiesti per la stabilizzazione, che del Segretario Generale dell’Ente. Quest’ultimo, in particolare, risponde in quanto tenuto a garantire la conformità a legge dell’azione amministrativa. L’esimente “politica” per gli amministratori ricorre soltanto per l’attività attinente al mandato politico e non altresì per atti di amministrazione di non particolare complessità.
Sentenza n. 104/2018 del 27 marzo 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,14KB) Sentenza n. 104/2018 del 27 marzo 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,14KB) in Nuova Finestra
La definizione del giudizio con il c.d. rito abbreviato (art. 130 codice della giustizia contabile) dà luogo ad una pronuncia di merito che presuppone come accertati gli elementi costitutivi della responsabilità amministrativa (rapporto di servizio, antigiuridicità della condotta, colpa grave, nesso di causalità, danno). La sentenza che definisce il giudizio a seguito di rito abbreviato non potrebbe essere assimilata ad una pronuncia in rito diversi essendone gli effetti. Mentre quest’ultima non estingue l’azione, che potrebbe essere riproposta in altro giudizio, la definizione ex art. 130 c.g.c. dà luogo alla soddisfazione della pretesa risarcitoria erariale. Trattandosi di una sentenza di condanna, la sentenza emessa su rito abbreviato comporta l’addebito delle spese processuali a carico della parte privata dando luogo ad una “soccombenza virtuale”.
Sentenza n. 61/2018 del 21 febbraio 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,28KB) Sentenza n. 61/2018 del 21 febbraio 2018 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,28KB) in Nuova Finestra
Risponde di danno erariale il medico-chirurgo che abbia effettuato presso una struttura pubblica delle prestazioni di cura (nella specie, interventi di chirurgia estetica) non espressamente comprese nell’elenco dei livelli essenziali di assistenza (LEA). In tal caso non è prevista la copertura finanziaria a carico del servizio sanitario pubblico. Non ricorre il c.d. occultamento doloso del fatto, ai fini della decorrenza della prescrizione, qualora gli interventi chirurgici che hanno causato il danno erariale siano stati descritti nella documentazione ospedaliera nella loro esatta denominazione scientifico-sanitaria. In proposito, il fatto causativo del danno era conoscibile da chiunque già al momento dell’effettuazione dell’intervento.
Sentenza n. 496/2017 del 16 ottobre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,304KB) Sentenza n. 496/2017 del 16 ottobre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,304KB) in Nuova Finestra
Il giudizio di interpretazione (art. 211 c.g.c.) è funzionale all’esecuzione delle decisioni della Corte dei conti ed è connesso a quest’ultime, non potendo modificare o integrare dette decisioni. Tuttavia, ai fini del riparto di giurisdizione, qualora l’interpretazione riguardi una condizione dell’esecuzione forzata in sede civile (ad es., la solidarietà passiva ed il regresso tra debitori) la cognizione appartiene al Giudice ordinario essendo una valutazione che riguarda l’ambito decisorio di quest’ultimo.
Sentenza n. 456/2017 del 19 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,746KB) Sentenza n. 456/2017 del 19 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,746KB) in Nuova Finestra
Il decorso del termine previsto per il procedimento per l’attribuzione in regime di concessione di un bene immobile del Comune (a canone agevolato) non comporta decadenze in capo all’ufficio decidente se non siano espressamente previste.
Sentenza n. 426/2017 del 1 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,312KB) Sentenza n. 426/2017 del 1 settembre 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,312KB) in Nuova Finestra
L’istanza di revocazione è ammissibile nei casi tassativi previsti dalla legge non essendo un ulteriore grado di giudizio. L’omesso esame di una memoria difensiva può costituire “errore di fatto” (art. 395, n. 4 c.p.c.), a condizione che la parte dimostri sia l’omesso esame sia la valenza decisiva dell’atto defensionale nel condurre il Giudice ad una decisione diversa da quella adottata.
Sentenza n. 303/2017 del 15 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,467KB) Sentenza n. 303/2017 del 15 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,467KB) in Nuova Finestra
Costituisce danno erariale la percezione di somme a carico del SSR per prestazioni di cura rese in assenza dell’accreditamento della struttura sanitaria e della stipula di accordi contrattuali ai sensi del DPR n. 502/92. La presenza del dolo, rendendo più difficoltosa la percezione del danno da parte del danneggiato, incide sul computo della decorrenza della prescrizione. Essendo in corso un procedimento penale per i medesimi fatti, lo stesso fatto dannoso ed i suoi effetti acquistano giuridica consistenza con la richiesta di rinvio a giudizio ex art. 129 att. c.p.p..
Sentenza n. 294/2017 del 12 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,451KB) Sentenza n. 294/2017 del 12 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,451KB) in Nuova Finestra
L’omessa presentazione del conto giudiziale da parte dei soggetti a ciò obbligati comporta la soggezione al “giudizio per resa del conto” su domanda del Procuratore generale. Detta domanda assume valore di presupposto processuale posto che non può riconoscersi analoga funzione alla richiesta formulata dal Presidente di Sezione o dal Giudice Relatore.
Sentenza n. 219/2017 dell'11 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,64KB) Sentenza n. 219/2017 dell'11 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,64KB) in Nuova Finestra
L’elemento soggettivo – dolo o colpa grave – dev’essere provato nei suoi elementi costitutivi non potendo tale giudizio fondarsi su affermazioni apodittiche né su dati tratti genericamente dalla c.d. “comune esperienza” senza altri parametri di riferimento.
Sentenza n. 213/2017 del 4 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,130KB) Sentenza n. 213/2017 del 4 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,130KB) in Nuova Finestra
Non è ammesso il reclamo avverso il decreto, pronunciato in camera di consiglio dalla Sezione Centrale d’Appello, che respinge l’istanza di definizione agevolata dell’addebito. La prescrizione inizia a decorrere da quando il pubblico ministero contabile ha contezza del fatto nei suoi elementi caratterizzanti; in caso di fatti rilevanti penalmente la prescrizione decorre da quando la Procura della Repubblica dà comunicazione al pubblico ministero contabile ai sensi dell’art. 129 disp. att. C.p.p..
Sentenza n. 149/2017 del 3 aprile 2017- Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,135KB) Sentenza n. 149/2017 del 3 aprile 2017- Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,135KB) in Nuova Finestra
Non sono ripetibili gli emolumenti pensionistici corrisposti a titolo di liquidazione provvisoria in misura eccedente, qualora la domanda di ripetizione sia presentata dall’ente previdenziale oltre il termine previsto dalla legge n. 241/90 per la conclusione del procedimento di attribuzione della pensione. Assume in proposito rilevanza il legittimo affidamento del percipiente sulla correttezza del calcolo e qualora non vi sia una palese sproporzione tra quanto dovuto e quanto era stato corrisposto.
Sentenza n. 137/2017 del 28 marzo 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,197KB) Sentenza n. 137/2017 del 28 marzo 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,197KB) in Nuova Finestra
Il diritto ad ottenere il risarcimento del danno da parte dell’amministrazione danneggiata sussiste fino a quando quest’ultima non abbia realizzato interamente le proprie ragioni patrimoniali, comprensive di rivalutazione delle somme dovute ed interessi. Nei giudizi che si svolgono innanzi alle Sezioni d’Appello ed alle Sezioni Riunite è necessaria la rappresentanza da parte di avvocato cassazionista, come confermato dall’art. 28, comma 2, d.lgs. n. 174/2016 (codice della giustizia contabile).
Sentenza n. 117/2017 del 9 marzo 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,401KB) Sentenza n. 117/2017 del 9 marzo 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,401KB) in Nuova Finestra
In tema di utilizzo di beni archeologici e culturali per fini privati, è esente da responsabilità il Dirigente dell’ente locale che abbia determinato il canone dovuto in base alla la disciplina relativa all’occupazione di suolo pubblico, in assenza di altre disposizioni all’epoca dei fatti. In proposito, l’adeguamento alle previsioni del codice dei beni culturali (artt. 106-108 d.lgs. n. 42/2004), richiamato dalla parte requirente, è compito dell’organo consiliare che deve provvedervi con apposita deliberazione.