Informativa sui cookie

Il sito web della Corte dei conti utilizza i cookie per migliorare i servizi e per fini statistici. Proseguendo la navigazione si accetta di ricevere i cookie. Se non si desidera riceverli si possono modificare le impostazioni del browser, ma alcuni servizi potrebbero non funzionare correttamente.Informativa estesa sui cookieVisualizza l'informativa estesa sui cookie

Sito della Corte dei conti

Breadcrumb

Giurisdizione

Sentenza n. 894/2016 del 1 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana (PDF,54KB) Sentenza n. 894/2016 del 1 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana (PDF,54KB) in Nuova Finestra
L’elemento soggettivo della colpa grave in ambito sanitario, venendo in rilievo una prestazione a contenuto professionale, fa sì che il medico nell’adempimento delle proprie obbligazioni sia tenuto non già alla diligenza generica ma alla più accurata diligenza esigibile dall’homo eiusdem condicionis ac professionis; in altre parole, può ritenersi negligente il comportamento di un medico che non si comporti come un qualunque accorto professionista avrebbe fatto nelle medesime circostanze.
Sentenza n. 201/2016 del 01 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,30KB) Sentenza n. 201/2016 del 01 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,30KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n. 201 del 1° dicembre 2016 è stata affrontata la questione della configurazione della disciplina del danno all’immagine successivamente all’entrata in vigore del d. lgs. 26 agosto 2016 n. 174 (Codice di giustizia contabile), analizzando le disposizioni abrogative del predetto d. lgs. e le connesse conseguenze in tema di individuazione dei presupposti per l’eventuale promovimento dell’azione risarcitoria per il danno all’immagine di cui al comma 6 dell’art. 51 del menzionato Codice.
Sentenza n. 883/2016 del 29 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana (PDF,157KB) Sentenza n. 883/2016 del 29 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana (PDF,157KB) in Nuova Finestra
L’istanza di un ente locale di ammissione al passivo dell’amministrazione straordinaria della società concessionaria del servizio di riscossione dei tributi comporta l’interruzione della prescrizione nei confronti della società ma non opera nei confronti degli amministratori cui è stata contestata, una responsabilità di natura sussidiaria colposa; in tale caso, infatti, nonpuò trovare applicazione l’art. 1310 c.c. poiché la responsabilità amministrativa solidale opera solo nei confronti di coloro che abbiano conseguito un illecito arricchimento o abbiano agito con dolo.
Ordinanza n. 5/2016 del 29 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,54KB) Ordinanza n. 5/2016 del 29 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,54KB) in Nuova Finestra
Nessuna descrizione fornita
Sentenza n. 323 del 28 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,98KB) Sentenza n. 323 del 28 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,98KB) in Nuova Finestra
Che ha condannato il segretario generale ed il vice segretario generale di un comune al risarcimento del danno al patrimonio dell’ente per corrispettivi di incarichi conferiti e non comunicati alla F.P. e per violazione dell’obbligo di pubblicazione dei dati relativi sul sito istituzionale.
Sentenza n. 319 del 21 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,88KB) Sentenza n. 319 del 21 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,88KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha ritenuto solidalmente responsabili nella gestione dell’emergenza profughi il sindaco di un comune nonchè presidente di una cooperativa, ed il dirigente di quest’ultima per gravi irregolarità nell’utilizzo di fondi regionali, quali affidamento e subaffidamenti illegittimi, mancate rendicontazioni, soprafatturazioni, ed inattuazioni del progetto di accoglienza.
Sentenza n. 318 del 21 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,56KB) Sentenza n. 318 del 21 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,56KB) in Nuova Finestra
Il responsabile MIUR della gestione del Piano operativo nazionale, in ambito dei fondi strutturali europei per la ricerca e la competitività delle imprese, ha arrecato un danno erariale di considerevole importo derivato dalla stipula di un atto aggiuntivo, invocando l’aumento del quinto d’obbligo, per ottenere dalla controparte una prestazione a fronte di rischi già previsti nelle condizioni del contratto originario e quindi già remunerata.
Sentenza n. 72/2016 del 17 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,146KB) Sentenza n. 72/2016 del 17 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,146KB) in Nuova Finestra
Laddove vi sia la ragionevole convinzione, anche in termini probabilistici, che il responsabile dell’illecito, deceduto, abbia consumato in vita la ricchezza illecitamente acquisita, non v’è ragione di aggredire in capo agli eredi l’asse ereditario residuo, formatosi precedentemente ed indipendentemente rispetto all’illecito stesso, non essendo ravvisabile alcun arricchimento indebito degli eredi, di cui all’art. 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, fatta eccezione per le somme già sottoposte a sequestro conservativo su istanza della Procura, durante la vita del dante causa, somme per le quali l’indebito arricchimento è invece senz’altro configurabile.
Sentenza n. 71/2016 del 17 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,208KB) Sentenza n. 71/2016 del 17 novembre 2016 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,208KB) in Nuova Finestra
Sussiste (anche a mente di quanto previsto dall’art. 12 del CCNL 2002-2005 e dall’art. 43, comma 5, del CCNL 2006-2009 in tema di “effetti del passaggio dal rapporto esclusivo al rapporto non esclusivo e viceversa”), la responsabilità amministrativa del medico il quale abbia optato per il rapporto “esclusivo”, ed abbia perciò percepito il correlato trattamento, pur operando di fatto in regime “non esclusivo”, in violazione della regolamentazione relativa all’attività intramuraria. Il correlato danno, pari agli emolumenti percepiti in ragione dell’esclusività del rapporto nell’anno di riferimento (indennità di rapporto esclusivo, retribuzione di posizione unificata, retribuzione di posizione variabile aziendale), può formare oggetto di riduzione dell’addebito in considerazione delle circostanze concrete dell’illecito (nel caso di specie, la Sezione ha ridotto l’addebito in considerazione delle somme comunque riversate dal medico alla Asl di appartenenza, dell’incidenza del prelievo fiscale sugli emolumenti percepiti, del basso rapporto tra le prestazioni rese in violazione del regime di esclusività e le prestazioni regolari).
Sentenza n. 194/2016 del 9 novembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,29KB) Sentenza n. 194/2016 del 9 novembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,29KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n. 194 del 9 novembre 2016, la Sezione è pervenuta all’assoluzione di un medico-ginecologo, capo struttura, con riferimento alle gravi malformazioni subìte da un neonato in fase di parto, osservando che nei confronti del convenuto, assente al momento del parto stesso, non poteva farsi luogo alla condanna richiesta, in quanto il medico convenuto, proprio in quanto non presente nella struttura sanitaria (legittimamente, in assenza di prova contraria) non poteva assumere alcuna determinazione gestionale nel momento in cui il parto, in corso d’opera, si era complicato, né poteva essere considerato amministrativamente quanto oggettivamente responsabile della negligenza del personale che gestì il parto in questione, ovvero del cattivo uso delle dotazioni umane e strumentali, esistenti, ma mal gestite nell’occasione; circostanze queste che – ad avviso della Sezione – comunque andavano ad aggiungersi, nella fattispecie, all’ontologica difficoltà e complessità dell’arte medica, alle difficoltà naturali che connotano il parto, alla varietà delle situazioni che la realtà operativa pone, e, ovviamente, alla necessità che la struttura medica corrisponda a tali situazioni con tempestività e professionalità, indipendentemente dalla presenza o meno, in loco, del vertice operativo-amministrativo della struttura stessa.
Sentenza n. 741/2016 del 21 ottobre 2016 - Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana (PDF,73KB) Sentenza n. 741/2016 del 21 ottobre 2016 - Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana (PDF,73KB) in Nuova Finestra
Sussiste la responsabilità per danno all’erario, a titolo di dolo, del dipendente dell’Agenzia delle entrate che si è appropriato delle somme versate dagli utenti per il servizio di voltura catastale mediante l’apposizione, nel sistema informativo dell’ente, di una codifica di esenzione dal tributo, al fine di celare l’avvenuta appropriazione di quanto riscosso.
Sentenza 293/2016 del 20 ottobre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,57KB) Sentenza 293/2016 del 20 ottobre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,57KB) in Nuova Finestra
La Sezione, in merito ad un paventato danno da libera concorrenza subito da un comune derivante dal mancato espletamento di una gara d’appalto per lavori di ristrutturazione e delocalizzazione di un mercato rionale, ha prosciolto i convenuti (sindaco e rup) per la mancata prova dell’an e del quantum da parte attrice.
Sentenza n. 516/2016 del 14 ottobre 2016 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,55KB) Sentenza n. 516/2016 del 14 ottobre 2016 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,55KB) in Nuova Finestra
L’utilizzo di sovvenzioni pubbliche comporta precisi doveri in capo al beneficiario tra i quali, in primo luogo, il rispetto degli obblighi di natura pubblicistica per i quali la sovvenzione è stata erogata. Qualora si tratti di un pubblico servizio di trasporto, le risorse destinate alla mobilità degli utenti non possono essere utilizzate per finalità incompatibili con il servizio medesimo.
Sentenza n. 157/A/2016 del 13 ottobre 2016 - Sezione giurisdizionale d'Appello per la regione siciliana (PDF,260KB) Sentenza n. 157/A/2016 del 13 ottobre 2016 - Sezione giurisdizionale d'Appello per la regione siciliana (PDF,260KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n. 157/2016 la Sezione d'Appello della Corte dei Conti per la Sicilia ha enunziato interessanti principi giurisprudenziali relativamente all'individuazione del concetto di "occultamento doloso del danno", idoneo a sospendere il decorso del termine quinquennale di prescrizione dell'azione di responsabilità amministrativa per danno erariale.
Sentenza n. 158/2016 del 3 ottobre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,309KB) Sentenza n. 158/2016 del 3 ottobre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,309KB) in Nuova Finestra
La sentenza n. 158 del 3 ottobre 2016 ha ad oggetto la responsabilità erariale del Direttore generale di un Ente della Regione Lombardia, per presunti illeciti esborsi di denaro pubblico in sede di conferimento di incarico esterno. In particolare, il Collegio ha esaminato tre fattispecie di danno ipotizzate dalla Procura attrice. La prima, data dal compenso corrisposto alla beneficiaria dell'incarico, è stata ritenuta sussistente, stante l'assenza, nella fattispecie, dei presupposti della rispondenza ai fini istituzionali dell’ente, dell'ineludibile necessità di fare ricorso a terzi (c.d. “indefettibilità” della consulenza), della “congruità” e della “proporzionalità” del compenso ed, infine, del corretto espletamento dell’attività commissionata. La Sezione ha invece escluso la seconda voce di danno, individuata dal Requirente nell'interruzione del sinallagma contrattuale tra convenuto e Amministrazione di appartenenza, in assenza di prova che il convenuto avesse condotto le attività illecite nell'orario di servizio e che, sottraendo materialmente le proprie energie lavorative alla disponibilità dell’Amministrazione, si fosse reso responsabile anche del pregiudizio costituito dal parziale inadempimento dell’obbligazione lavorativa. Anche la terza voce di danno reclamata dalla Procura, per danno all’immagine, è stata esclusa dalla Sezione in applicazione della disposizione di cui all’art. 17, comma 30-ter, del decreto-legge n.78 del 2009.