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Giurisdizione

Sentenza n. 9/2017 del 31 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,100KB) Sentenza n. 9/2017 del 31 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,100KB) in Nuova Finestra
Responsabilità amministrativa e contabile – Dirigenti medici – Attività intramoenia – Regime di esclusività – Violazione – Danno – Liquidazione - Criteri. Sussiste la responsabilità amministrativa del dirigente medico il quale abbia optato per il rapporto “esclusivo” ed abbia perciò percepito il correlato trattamento, pur operando di fatto in regime “non esclusivo”, in violazione della regolamentazione relativa all’attività intramuraria, effettuando per anni, abusivamente, visite private sia all’interno che all’esterno della struttura sanitaria pubblica. Il correlato danno va commisurato agli emolumenti complessivamente percepiti in ragione dell’esclusività del rapporto negli anni di riferimento, oltre che alla tariffa non percepita dall’azienda sanitaria per la parte riferibile a prestazioni diagnostiche non ricomprese, neppure in astratto, nel regime dell’attività libero professionale intramuraria ed abusivamente erogate dal sanitario nell’ambulatorio della struttura pubblica di appartenenza, utilizzando apparecchiature di proprietà della struttura essa. E’ configurabile, in aggiunta, il danno “da disservizio”, liquidabile equitativamente in misura pari al 20 per cento del trattamento lordo di esclusività.
Sentenza n. 8/2017 del 31 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,72KB) Sentenza n. 8/2017 del 31 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,72KB) in Nuova Finestra
Responsabilità amministrativa e contabile – Enti locali – Divieto di assunzione – Violazione – Danno – Sussiste – Liquidazione – Criteri. Sussiste la responsabilità amministrativa del Sindaco il quale, in violazione dei limiti di spesa previsti dalla legge ed in mancanza dell’adozione del programma triennale del fabbisogno di personale, abbia deliberato l’assunzione di una unità di personale per il proprio ufficio di staff, comportando per l’ente amministrato un danno commisurabile alla retribuzione pagata al dipendente illegittimamente assunto.
Sentenza n. 16 del 16 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,59KB) Sentenza n. 16 del 16 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,59KB) in Nuova Finestra
Sindaco e amministratore di un comune sono stati condannati a risarcire il danno al patrimonio dell’ente determinato dalla revoca, per omessa rendicontazione, di finanziamento comunitario per il recupero di beni storico artistici.
Sentenza n. 14 del 16 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,1.09MB) Sentenza n. 14 del 16 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,1.09MB) in Nuova Finestra
La Sezione, dopo aver risolto alcune eccezioni preliminari anche alla luce delle norme del Cgc, in un’ipotesi di paventato danno alla concorrenza per mancata espletamento di gare d’appalto di servizi, ha ribadito il principio della necessaria prova del danno, pertanto, riscontrandone la mancata dimostrazione anche nel quantum da parte della procura, ha prosciolto i convenuti.
Ordinanza n. 1/2017 del 13 gennaio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la Regione Liguria (PDF,53KB) Ordinanza n. 1/2017 del 13 gennaio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la Regione Liguria (PDF,53KB) in Nuova Finestra
Con la quale la Sezione in persona del Giudice Unico delle Pensioni ha dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 9, comma 21, terzo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122; dell’art. 16, comma 1, lettera b), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, come specificato dall’art. 1, comma 1, lettera a), primo periodo, del D.P.R. 4 settembre 2013, n. 122 (Regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti, a norma dell’articolo 16, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111), per contrasto con l’art. 3 della Costituzione nella parte in cui dette norme non hanno previsto, nei confronti dei soggetti che sarebbero cessati dal servizio nell’arco temporale della “cristallizzazione”, la valorizzazione in quiescenza, a decorrere dalla data di cessazione del blocco, degli emolumenti pensionabili derivanti dalle progressioni di carriera conseguite durante il blocco stesso.
Sentenza n. 1/2017 dell'11 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,38KB) Sentenza n. 1/2017 dell'11 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per l'Abruzzo (PDF,38KB) in Nuova Finestra
Responsabilità amministrativa e contabile – Enti locali – Amministratori – Proposizione di azione giudiziaria destinata a soccombenza altamente probabile – Colpa grave - Sussiste.
E' configurabile la responsabilità amministrativa a titolo di colpa grave in capo agli amministratori di ente locale i quali abbiano deliberato di proporre un’azione giudiziaria destinata a soccombenza altamente probabile, per di più conseguente ad una vicenda di colpevole inerzia della stessa amministrazione attrice, causando un danno pari all’inutile aggravio delle spese legali sopportate dall'ente.
Sentenza n. 4 del 10 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,466KB) Sentenza n. 4 del 10 gennaio 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,466KB) in Nuova Finestra
Sono responsabili sindaco e dirigenti di un ente locale per non aver correttamente operato nell’ambito di una società in house, avente in gestione la raccolta dei rifiuti e svolgente numerosi altri servizi. Sono responsabili i sindaci ed i funzionari degli enti limitrofi, conferenti rifiuti in discarica, per non aver stipulato contratti di servizio, lasciando decorrere i termini per il saldo delle fatture e, quindi causando il maturarsi di interessi moratori, dovuti anche in presenza di rapporti contrattuali di fatto e di prestazioni comunque svolte ed a prescindere da formale richiesta del creditore. Sussiste la responsabilità del sindaco dell’ente costituente per non aver istituito un organo di controllo analogo e degli amministratori per aver fatto ricorso a delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio in assenza dei presupposti normativi ed a fronte di servizi richiesti a costi notevolmente inferiori ai prezzi di mercato. Medesima responsabilità è stata riconosciuta ai soggetti del socio unico per le cessioni dei crediti vantati dalla società nei confronti di istituti di factor, senza provvedere al recupero delle relative spese di cessione nei confronti dei debitori morosi
Sentenza n. 676/2016 del 22 dicembre 2016 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,40KB) Sentenza n. 676/2016 del 22 dicembre 2016 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,40KB) in Nuova Finestra
La quantificazione del danno all’immagine ex art. 1, comma 1-sexies, legge n. 20/94, introdotto dall’art. 1, comma 62, legge n. 190/12 è applicabile ai fatti commessi dopo l’entrata in vigore della legge. La norma ha introdotto un criterio presuntivo di quantificazione del danno all’immagine, pari al doppio della somma di denaro o del valore patrimoniale di altra utilità illecitamente percepita dal dipendente.
Sentenza n. 42/2016 del 22 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Trentino Alto Adige - Bolzano (PDF,116KB) Sentenza n. 42/2016 del 22 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Trentino Alto Adige - Bolzano (PDF,116KB) in Nuova Finestra
In Tema di autorizzazioni al prelievo di esemplari di specie faunistiche protette, con conseguente asserito danno al patrimonio indisponibile.
Sentenza n. 223/2016 del 20 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,107KB) Sentenza n. 223/2016 del 20 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,107KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n. 223 del 20 dicembre 2016, relativa a fattispecie di dipendente pubblico che svolge attività retribuita presso terzi senza l'autorizzazione della amministrazione di appartenenza, nell’affrontare le molteplici questioni sottoposte dal convenuto all’attenzione del Collegio, la Sezione ha respinto le eccezioni di illegittimità costituzionale dell’art. 53, comma 7, del d. lgs. n. 165 del 2001 dallo stesso sollevate in relazione all’obbligo di versamento, in caso di inosservanza del divieto posto da detta norma, del compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti, e ha escluso che, in tale ipotesi, si versi in una fattispecie di sanzioni pecuniarie irrogate dalla Corte dei conti, quale disciplinata ex artt. 133 e seguenti del d. lgs. 26 agosto 2016 n. 174 (in terminis, cfr. anche la già innanzi menzionata sentenza n. 214 del 14 dicembre 2016).
Sentenza n. 222/2016 del 20 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,70KB) Sentenza n. 222/2016 del 20 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,70KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n. 222 del 20 dicembre 2016, è stato trattato il danno c.d. da concorrenza, che, con locuzione mutuata dalla giurisprudenza amministrativa, indica il danno risarcibile per equivalente in favore di un’impresa che non abbia avuto la possibilità di aggiudicarsi un contratto, o perché illegittimamente esclusa da una gara o perché, altrettanto illegittimamente, la gara non sia stata neppure espletata. In tale fattispecie il Collegio ha escluso che possa ritenersi la sussistenza “in re ipsa” di tale danno, sicché la mera trasposizione dei criteri di quantificazione seguiti dal giudice amministrativo, e, comunque, la mancanza dell’indicazione, da parte della Procura attrice, di almeno uno tra i vari, concreti elementi di prova della dannosità della condotta contestata al convenuto, necessari al fine di poter pervenire alla legittima applicazione di un criterio di valutazione equitativa, si manifesta quale evidenza di una non superabile carenza probatoria, in ordine all’an e al quantum del danno ipotizzato.
Sentenza n. 338 del 15 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,39KB) Sentenza n. 338 del 15 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,39KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha accertato la responsabilità amministrativa del dirigente di un comune, al contempo direttore dei lavori e responsabile del procedimento, per aver determinato con il suo comportamento negligente la revoca di un finanziamento regionale concesso per lavori di ristrutturazione, il cui onere economico è rimasto a carico del bilancio comunale, non avendo egli provveduto alle formalità relative in evidente violazione dei doveri d’ufficio. Si è proceduto, peraltro, alla riduzione dell’addebito per carenza di adeguata organizzazione dell’ente.
Sentenza n. 215/2016 del 14 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,17KB) Sentenza n. 215/2016 del 14 dicembre 2016 – Sezione Giurisdizionale per la Lombardia (PDF,17KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n. 215 del 14 dicembre 2016 è stata affermata la responsabilità per danno erariale nei confronti di un chirurgo che per circa 29 anni ha esercitato la professione medica senza aver conseguito né il titolo di studio, né il diploma di specializzazione, né l’iscrizione all’albo professionale.
Sentenza n. 200/A/2016 del 13 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale d'Appello per la regione siciliana (PDF,160KB) Sentenza n. 200/A/2016 del 13 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale d'Appello per la regione siciliana (PDF,160KB) in Nuova Finestra
La Sezione d'Appello della Corte dei Conti per la Sicilia, previa disamina della normativa recentemente introdotta dal D.L.vo n. 174/2016 (recante il "Nuovo Codice della Giustizia Contabile"), ha ravvisato la perdurante sussistenza della giurisdizione della Corte dei Conti in materia di risarcimento del danno all'immagine della RA., evidenziando, altresì, che, per effetto del nuovo quadro normativo, l'esercizio, da parte del P.M. contabile, dell'azione risarcitoria per il danno all'immagine della P.A., pur presupponendo ancora, ìn linea generale, l'esistenza di una sentenza penale irrevocabile di condanna, che sia stata pronunziata a carico di un dipendente o di un amministratore pubblico per reati commessi nei confronti della P.A., non risulta più limitato in relazione ai delitti specificamente contemplati nel capo I° del titolo II° del libro II° del codice penale.
Sentenza n. 335 del 7 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,87KB) Sentenza n. 335 del 7 dicembre 2016 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,87KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha assolto due dirigenti comunali, citati per omissioni conseguenti ad abusi edilizi, accertata l’intervenuta prescrizione dell’azione e la rimozione delle opere abusive.