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Giurisdizione

Sentenza n. 13/2017 del 14 giugno 2017 - Sezione giurisdizionale per il Trentino Alto Adige - Bolzano (PDF,391KB) Sentenza n. 13/2017 del 14 giugno 2017 - Sezione giurisdizionale per il Trentino Alto Adige - Bolzano (PDF,391KB) in Nuova Finestra
La sentenza riguarda la spesa per l’acquisto, da parte di un Comune, di un cristallo di rocca da destinare quale dono di compleanno al Presidente della Provincia.
La spesa costituisce un danno per l’erario, in quanto non può farsi rientrare tra quelle sostenute per mantenere o accrescere il prestigio dell’ente e per far conoscere e apprezzare l’attività svolta in favore della collettività. La responsabilità per tale danno è stata riconosciuta sussistente in capo al segretario comunale perché la sua condotta, contraria ai doveri d’ufficio, integra la colpa grave.
Alla causazione del danno risultano aver concorso anche i componenti della giunta municipale che hanno deliberato la spesa, soggetti tuttavia non convenuti in giudizio. Il concorso causale è stato individuato nella misura del 50%.
Sentenza n. 294/2017 del 12 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,451KB) Sentenza n. 294/2017 del 12 giugno 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,451KB) in Nuova Finestra
L’omessa presentazione del conto giudiziale da parte dei soggetti a ciò obbligati comporta la soggezione al “giudizio per resa del conto” su domanda del Procuratore generale. Detta domanda assume valore di presupposto processuale posto che non può riconoscersi analoga funzione alla richiesta formulata dal Presidente di Sezione o dal Giudice Relatore.
9 giugno 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 88/2017 (PDF,613KB) 9 giugno 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 88/2017 (PDF,613KB) in Nuova Finestra
La sentenza n° 88 del 9 giugno 2017, attiene al prospettato danno erariale derivante dal conferimento di numerosi incarichi di consulenza, di studio, professionali e di collaborazione, e dalla liquidazione dei relativi compensi in dedotta assenza dei presupposti previsti dalla normativa all’epoca vigente (anno 2005) ad opera di più dirigenti dell’ARIFL (Agenzia regionale per l’istruzione, la formazione ed il lavoro, ente strumentale della Regione Lombardia), ex ARL (Agenzia Regionale per il lavoro). Al riguardo la Sezione – affermata pregiudizialmente la giurisdizione della Corte dei conti in subiecta materia – ha affermato sia che gli incarichi di che trattasi sono stati effettivamente eseguiti, sia che il compenso corrispettivamente erogato proporzionato deve considerarsi adeguato rispetto alle prestazioni rese dai consulenti e dai collaboratori incaricati, sia la valutabilità dei vantaggi conseguiti dall’Amministrazione, non risultando provati in atti né una sproporzione retributiva, né un possibile risparmio di spesa per l’Agenzia a fronte di una eventuale più ampia concorrenzialità in sede di scelta degli affidatari degli incarichi, né la circostanza che consulenti qualitativamente migliori avrebbero fornito un miglior servizio ad un minore costo, a fronte, nella fattispecie, di tariffe predeterminate e standardizzate da protocolli progettuali e dai soggetti finanziatori.
30 maggio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 83/2017 (PDF,275KB) 30 maggio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 83/2017 (PDF,275KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n° 83 del 30 maggio 2017 è stata affermata la carenza di giurisdizione della Corte dei conti (ed affermata quella dell’autorità giudiziaria ordinaria) in relazione alla domanda di riconoscimento del diritto a percepire in unica soluzione il trattamento di fine rapporto o di fine servizio
29 maggio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 80/2017 (PDF,238KB) 29 maggio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 80/2017 (PDF,238KB) in Nuova Finestra
La sentenza n° 80 del 29 maggio 2017 concerne il trattamento pensionistico revocato a seguito di provvedimento disciplinare adottato successivamente al decreto di pensione, ma con effetti retroattivi. Nella specie, affermata l'inesistenza di un diritto assoluto alla concessione incondizionata del trattamento di pensione sulla base della giurisprudenza del Consiglio di Stato (cfr. sentenza 17 maggio 2012, n° 2849), il nodo della questione è stato ritenuto quello della regolamentazione degli effetti sul trattamento pensionistico di una sanzione disciplinare con effetti ex tunc
25 maggio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 78/2017 (PDF,395KB) 25 maggio 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 78/2017 (PDF,395KB) in Nuova Finestra
Sentenza n° 78 del 25 maggio 2017, ed altre simili (es.: sentenza n° 9 del 30 gennaio 2017), in tema di prescrizione del diritto a conseguire benefici pensionistici in relazione all’esposizione all’amianto, ex art. 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n° 257, con individuazione del dies a quo del termine prescrizionale nella data di cessazione dell’esposizione all’amianto.
Sentenza n. 133/2017 del 23 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la Toscana (PDF,47KB) Sentenza n. 133/2017 del 23 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la Toscana (PDF,47KB) in Nuova Finestra
Danno erariale causato all’erario del Comune di Montescudaio per avvenuto riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito di pignoramento presso terzi per decreto ingiuntivo non opposto
Sentenza n. 229 del 19 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la Regione Puglia (PDF,103KB) Sentenza n. 229 del 19 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la Regione Puglia (PDF,103KB) in Nuova Finestra
Integra gli estremi di un illecito amministrativo-contabile, a titolo di colpa grave, il comportamento del responsabile dell’ufficio tecnico comunale, che ometta di provvedere alla diretta rideterminazione del costo di costruzione, ovvero, in alternativa e necessariamente per comunicazione formale, di proporre siffatto adempimento all’organo consiliare; risultando irrilevante il comprovato sollecito verbale indirizzato ai vertici politici dell’ente locale (nella specie, la circostanza, è stata, tuttavia, valorizzata in sede di applicazione del potere riduttivo dell’addebito).
Sentenza n. 63 del 18 maggio 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,1.02MB) Sentenza n. 63 del 18 maggio 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,1.02MB) in Nuova Finestra
La Sezione d'Appello per la Sicilia ha effettuato un'analitica disamina, corredata da ampi riferimenti normativi e giurisprudenziali, sia della tematica inerente la sussistenza della giurisdizione della Corte dei Conti in ordine all'azione di responsabilità amministrativa esercitata dalla Procura nei confronti dei presidenti dei Gruppi Consiliari dell'Assemblea Regionale Siciliana sia degli specifici obblighi gravanti sui medesimi Presidenti relativamente al corretto e documentato utilizzo del "Contributo Unificato", pervenendo alla conferma della condanna al risarcimento dei danni scaturiti dall'illegittimo impiego, per finalità palesemente non istituzionali, delle risorse finanziarie assegnate al Gruppo d'appartenenza.
16 maggio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 74/2017 (PDF,376KB) 16 maggio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 74/2017 (PDF,376KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n° 74 del 16 maggio 2017 la Sezione, nell’esaminare la domanda attrice, fondata sull’assunto che il convenuto, medico di medicina generale in rapporto di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, avrebbe causato all’erario un danno prescrivendo ai propri pazienti farmaci a carico del suddetto S.S.N. in violazione della normativa vigente, pur reputando di confermare il proprio orientamento favorevole a riconoscere, in fattispecie quali quella sottoposta al proprio esame con la predetta domanda, l’operatività della prescrizione, ha ritenuto che il convenuto, in base alle specifiche considerazioni e valutazioni di merito scaturite dall’esame della particolare fattispecie in esame, risultava pianamente esente da responsabilità amministrativa. In proposito la Sezione ha richiamato i principi valorizzati dalla giurisprudenza, anche di questa Corte, circa la prevalenza della “ragione più liquida”, la quale comporta che occorre dare priorità alla ragione più evidente, più pronta, più piana, che conduca ad una decisione indipendentemente dal fatto che essa riguardi il rito o il merito.
Sentenza n. 219/2017 dell'11 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,64KB) Sentenza n. 219/2017 dell'11 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,64KB) in Nuova Finestra
L’elemento soggettivo – dolo o colpa grave – dev’essere provato nei suoi elementi costitutivi non potendo tale giudizio fondarsi su affermazioni apodittiche né su dati tratti genericamente dalla c.d. “comune esperienza” senza altri parametri di riferimento.
Sentenza n. 213/2017 del 4 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,130KB) Sentenza n. 213/2017 del 4 maggio 2017 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,130KB) in Nuova Finestra
Non è ammesso il reclamo avverso il decreto, pronunciato in camera di consiglio dalla Sezione Centrale d’Appello, che respinge l’istanza di definizione agevolata dell’addebito. La prescrizione inizia a decorrere da quando il pubblico ministero contabile ha contezza del fatto nei suoi elementi caratterizzanti; in caso di fatti rilevanti penalmente la prescrizione decorre da quando la Procura della Repubblica dà comunicazione al pubblico ministero contabile ai sensi dell’art. 129 disp. att. C.p.p..
Sentenza n. 50/2017 del 4 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,371KB) Sentenza n. 50/2017 del 4 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,371KB) in Nuova Finestra
Enti locali – Abusivismo pubblicitario – Inerzia dell’amministrazione – Omessa individuazione delle violazioni e irrogazione delle sanzioni - Danno patrimoniale – Mancato incasso dei diritti e delle sanzioni - Sussiste – Colpa grave degli amministratori e del Comandante della Polizia Locale - E’ connotata da colpa grave la perdurante inerzia degli amministratori e del Comandante della Polizia Locale di un Comune i quali abbiano tollerato una situazione di abusivismo conclamata e generalizzata, omettendo di operare un censimento delle insegne pubblicitarie abusive e di assumere le conseguenti doverose iniziative di contrasto al fenomeno, a tutela non solo dell’integrità patrimoniale dell’ente e dell’erario (sotto il profilo del mancato introito dei diritti, dei bolli e delle sanzioni) ma anche della sicurezza stradale.
3 maggio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 62/2017 (PDF,471KB) 3 maggio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 62/2017 (PDF,471KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n. 62 del 3 maggio 2017, la Sezione ha contestato, ad un Direttore dei Lavori, il danno patrimoniale diretto subito dall’amministrazione committente consistente nel pagamento, da parte di quest’ultima, di acconti di opere e materiali in eccesso rispetto a quelli effettivamente forniti dall’impresa in esecuzione di un appalto a corpo. La Sezione ha in proposito affermato che il Direttore dei Lavori, ex articolo 194 del D.P.R. n. 207/2010, deve procedere correttamente alle valutazioni di sua competenza, sicché i SAL, che costituiscono acconti corrisposti all’impresa, devono essere commisurati alla quantità e qualità delle opere effettivamente eseguite. Peraltro – ha precisato la Sezione - ai sensi dell’articolo 183 del medesimo D.P.R. ogni misurazione effettuata dal Direttore dei Lavori, qualunque sia il metodo adottato, deve corrispondere allo scopo di determinare nella maniera più precisa possibile il lavoro o la prestazione fornita, al fine di consentire il rispetto del principio di corrispondenza tra quanto eseguito e quanto liquidato in esecuzione del contratto di appalto.
Sentenza n. 48/2017 del 3 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,274KB) Sentenza n. 48/2017 del 3 maggio 2017 - Sezione giurisdizionale per la regione Abruzzo (PDF,274KB) in Nuova Finestra
Responsabilità amministrativa e contabile – Danno indiretto – Appalti pubblici – Aggiudicazione pur in mancanza della disponibilità dell’immobile oggetto dei lavori - Ritardo nella consegna da parte dell’amministrazione - Condanna dell’amministrazione al risarcimento del danno in favore dell’impresa esecutrice – Responsabile dell’aggiudicazione - Colpa grave Non sussiste la responsabilità amministrativa, per mancanza di colpa grave, in capo al dirigente che abbia proceduto all’aggiudicazione di lavori pur in mancanza della attuale disponibilità dell’immobile sul quale eseguirli, esponendo l’amministrazione alla condanna risarcitoria in favore dell’impresa aggiudicataria (nella specie, si trattava di immobile da concedere in comodato da parte di altro ente territoriale, co-finanziatore del progetto, il quale aveva già formalizzato la propria disponibilità alla cessione dell’immobile stesso).