Informativa sui cookie

Il sito web della Corte dei conti utilizza i cookie per migliorare i servizi e per fini statistici. Proseguendo la navigazione si accetta di ricevere i cookie. Se non si desidera riceverli si possono modificare le impostazioni del browser, ma alcuni servizi potrebbero non funzionare correttamente.Informativa estesa sui cookieVisualizza l'informativa estesa sui cookie

Sito della Corte dei conti

Breadcrumb

Giurisdizione

Sentenza n. 21 del 16 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,279KB) Sentenza n. 21 del 16 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,279KB) in Nuova Finestra
Due vigili urbani, un dirigente ed un funzionario dell’Anagrafe devono risarcire il Comune di Roma del danno da tangente, a seguito dell’accertamento in sede penale dei reati di abuso d’ufficio, corruzione, falso materiale ed ideologico dagli stessi commessi per aver rilasciato falsi documenti di cittadinanza italiana a numerosi stranieri in molti casi pregiudicati. Nella quantificazione del danno il Collegio ha considerato non solo la sinallagmaticità della misura economica della tangente, ma anche la valutazione equitativa dei vantaggi attribuiti agli illeciti percettori e la plurioffensività del reato di corruzione.
Sentenza n. 8 del 16 gennaio 2018 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,137KB) Sentenza n. 8 del 16 gennaio 2018 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,137KB) in Nuova Finestra
Dopo una dettagliata illustrazione delle caratteristiche dell’istituto del “ricorso del Pubblico Ministero nell’interesse della legge” in materia pensionistica, di cui all’art. 171 del D.L.vo n.174/2016, la Sezione d’Appello per la Sicilia, accogliendo le tesi del P.M., ha affermato che rientra nella giurisdizione del Giudice contabile la pronunzia sulla domanda risarcitoria proposta dal pensionato, che lamenti la lesione di propri diritti in conseguenza della violazione, da parte dell’Ente previdenziale, delle modalità e dei termini, predeterminati dalla legge o da appositi regolamenti, afferenti, oltre che la liquidazione del trattamento di quiescenza, anche la tempestività delle varie fasi del procedimento amministrativo preordinate all’adozione del provvedimento finale di natura previdenziale, trattandosi di inadempimenti di obblighi, comunque, riconducibili al rapporto pensionistico.
Sentenza n. 19 del 10 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,254KB) Sentenza n. 19 del 10 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,254KB) in Nuova Finestra
Il servizio di gestione delle mense in favore di soggetti in condizione di disagio economico-sociale per sua natura può essere sottratto all’espletamento di una gara, in adesione a normative nazionali e comunitarie. Pertanto, è giustificata la proroga, per alcuni anni, di precedenti convenzioni tra il Comune ed associazioni senza scopo di lucro al fine di garantire il livello essenziale di assistenza sociale. Non sussiste in tale fattispecie danno al patrimonio comunale, configurandosi il sostegno del Comune come contributo e non come corrispettivo dei servizi erogati (a cui se ne aggiungono altri collaterali di volontariato) e considerato anche che il costo a carico di Roma capitale era inferiore sia a quello di qualunque altra prestazione analoga sia a quello della aggiudicazione di gara successivamente espletata.
Sentenza n. 18 del 10 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,138KB) Sentenza n. 18 del 10 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,138KB) in Nuova Finestra
I componenti di una commissione esaminatrice per la copertura di posti da operatore municipale presso un comune laziale devono risarcire i danni dallo stesso subiti a seguito dell’annullamento da parte del Tar, e confermato dal CdS, della procedura concorsuale per travisamento dei fatti, illogicità manifesta e disparità di trattamento. Nella quantificazione del danno erariale il Collegio ha computato i compensi illecitamente corrisposti al vincitore, le differenze contributive da corrispondere agli esclusi, le spese legali per i giudizi amministrativi e quelli promossi dai ricorrenti, nonché i compensi corrisposti alla commissione esaminatrice.
Sentenza n. 10 dell'8 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,169KB) Sentenza n. 10 dell'8 gennaio 2018 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,169KB) in Nuova Finestra
Non sono stati ravvisati elementi di colpa grave nè gravi violazioni di legge (in materia di assunzioni e di contenimento della finanza pubblica) da parte dei dirigenti amministrativi di una Asl romana che con una delibera di trasformazione in contratti a tempo indeterminato nei confronti una cinquantina di dirigenti sanitari in precedente regime libero professionale, hanno semmai garantito il regolare funzionamento delle strutture sanitarie e l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria, in attuazione di accordi tra Stato e regioni per far fronte al blocco delle assunzioni disposto dal legislatore nazionale. Gli stessi sono stati, pertanto, assolti non essendo stato provato l’ipotizzato danno da aumento di spesa, avendo la procura utilizzato solo dati previsionali e variabili, la cui attendibilità non è ascrivibile ai firmatari della delibera.
Sentenza n. 3 del 5 gennaio 2018 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,527KB) Sentenza n. 3 del 5 gennaio 2018 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,527KB) in Nuova Finestra
La Sezione d’Appello per la Sicilia ha affermato che, in sede di quantificazione del danno indiretto effettivamente risarcibile (da rapportarsi a quanto l’Amministrazione aveva dovuto versare ad una ditta, a titolo di ristoro del danno ingiustamente subito per la mancata aggiudicazione di un appalto di servizi), doveva tenersi conto del “risparmio di spesa”, che era stato oggettivamente conseguito dalla medesima P.A. per effetto della (illegittima) aggiudicazione dell’appalto ad altra ditta ad un prezzo inferiore. A tal proposito, in sede d’analisi dell’art. 1, comma 1-bis, della L. n.20/1994, è stato evidenziato che: il meccanismo della “compensatio lucri cum damno” risulta concretamente applicabile soltanto nell’ipotesi in cui sia il danno erariale che il vantaggio conseguito dalla P.A. si configurino come conseguenze immediate e dirette dello stesso fatto illecito; in tal caso, la quantificazione del danno risarcibile costituisce il risultato di una valutazione globale, da parte del Giudice, degli effetti comunque oggettivamente prodottisi, ragion per cui, onde essere, in una certa misura, compensabile con il nocumento patrimoniale, il vantaggio deve porsi in stretto rapporto di causalità con il fatto illecito ed essere afferente al bene od all’interesse pubblico leso.
Sentenza n. 399 del 22 dicembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,500KB) Sentenza n. 399 del 22 dicembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,500KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha condannato, a titolo di dolo, l’ex amministratore delegato dell’AMA ed, a titolo di colpa grave, il direttore del personale per aver causato nel corso di alcuni anni un ingente danno erariale alla predetta società in house del comune di Roma, affidando illegittimamente ad una società privata l’incarico di reclutamento di personale con qualifiche non dirigenziali,. Rispondono dell’ingente danno anche: il presidente di commissione per aver concorso con dolo ad assumere a tempo indeterminato autisti falsificando il giudizio di idoneità, ed in relazione all’assunzione di altri dipendenti a chiamata diretta con delibera falsamente retrodatata per aggirare i limiti legislativi; nonché il direttore dell’ufficio legale per omessa vigilanza. Nella quantificazione del danno il Collegio ha valutato equitativamente il vulnus ai principi di cui all’art. 97 commi 2 e 4 Cost ed ha computato interamente gli esborsi subiti dalla partecipata in relazione alle retribuzioni corrisposte ai dipendenti licenziati perché falsamente idonei, riconoscendo solo una parziale compensatio lucri cum damno in relazione alle prestazioni dei dipendenti mantenuti in servizio, in mancanza della dimostrazione da parte requirente dell’inidoneità concreta al servizio prestato.
20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 372/2017 (PDF,823KB) 20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 372/2017 (PDF,823KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha affermato che, nell’ipotesi di mancata realizzazione o, comunque, inutilizzabilità di un’opera pubblica, deve essere affermata la concorrente responsabilità del direttore dei lavori e del responsabile del procedimento, in quanto gli stessi sono tenuti a garantire e a controllare la corretta realizzazione dell’opera e la messa a disposizione in favore della collettività. In particolare, la Sezione ha precisato che, in tali fattispecie, la decorrenza del termine di prescrizione deve essere individuata nel momento in cui la condotta viene scoperta in tutte le sue componenti, oggettive e soggettive, coincidente, nel caso di specie, con la data di emissione del decreto di convalida del sequestro preventivo dei luoghi disposto per la particolare pericolosità della medesima opera pubblica.
20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 352/2017 (PDF,473KB) 20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 352/2017 (PDF,473KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha precisato che, nell’ipotesi di esercizio dell’azione revocatoria successivo a sentenza di condanna per responsabilità amministrativa, permane la legittimazione a promuovere l’azione revocatoria da parte del Procuratore presso la Corte dei conti (ancorché congiuntamente a quella dell’ente pubblico danneggiato) e, conseguentemente, la giurisdizione contabile.
Sentenza n. 185 del 19 dicembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,143KB) Sentenza n. 185 del 19 dicembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,143KB) in Nuova Finestra
La Sezione d’Appello per la Sicilia ha ravvisato la sussistenza della giurisdizione della Corte dei Conti relativamente all’azione revocatoria, che era stata promossa dalla Procura per far dichiarare l’inefficacia, nei confronti dell’Amministrazione danneggiata, del conferimento, operato da un soggetto responsabile di un ingente danno erariale, di numerosi beni in un “trust”, formalmente di “diritto estero” ma sostanzialmente “interno”. A tal proposito, previo richiamo alla Convenzione dell’Aja, relativa alle leggi sui “trusts”, del 1° luglio 1985, ratificata e resa esecutiva in Italia con L. n.364/1985, è stato affermato che non poteva assumere alcuna rilevanza in contrario la circostanza che il regolamento istitutivo del “trust” avesse previsto la giurisdizione del giudice estero, in quanto tale clausola non potrebbe in alcun modo vincolare soggetti (come il P.M. contabile e l’Amministrazione danneggiata) che rispetto al “trust” erano in posizione di terzietà.
Sentenza n. 182 del 19 dicembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,192KB) Sentenza n. 182 del 19 dicembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,192KB) in Nuova Finestra
La Sezione d’Appello per la Sicilia ha affermato il principio secondo cui, nell’ipotesi in cui un funzionario delegato abbia violato gli obblighi inerenti la regolare e completa redazione del rendiconto amministrativo, il “dies a quo” della prescrizione dell’azione di responsabilità, da esperirsi nei suoi riguardi dalla Procura per gli ammanchi verificatisi nella sua gestione, può decorrere soltanto dal momento in cui si sono definitivamente concluse le operazioni di compilazione d’ufficio del rendiconto, ordinate dalla competente Sezione di Controllo della Corte dei Conti.
Sentenza n. 393 del 18 dicembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,120KB) Sentenza n. 393 del 18 dicembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,120KB) in Nuova Finestra
Il Collegio, in un giudizio ad istanza di parte, ha confermato il fermo amministrativo disposto dall’Amministrazione sul quinto dell’indennità di fine rapporto per il mancato versamento dei compensi illecitamente percepiti da un dipendente licenziato senza preavviso per svolgimento di attività di lavoro autonomo non autorizzato.
Sentenza n. 364 del 4 dicembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,311KB) Sentenza n. 364 del 4 dicembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,311KB) in Nuova Finestra
Sono responsabili per colpa grave il presidente ed i componenti pro tempore del cda di una società in house per danno arrecato al patrimonio del socio unico a seguito di gravi violazioni dei principi di corretta gestione, in particolare per aver sostenuto spese per l’allestimento di addobbi natalizi superiori a quelli autorizzate dal comune.
Sentenza n. 352 del 29 novembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,169KB) Sentenza n. 352 del 29 novembre 2017 - Sezione giurisdizionale per il Lazio (PDF,169KB) in Nuova Finestra
Deve risarcire il Ministero della Difesa un dirigente del Dipartimento dell’Amministrazione finanziaria (DAP) per aver indebitamente utilizzato veicoli di servizio, carte carburante ed aver comandato in missione gli addetti al servizio di scorta, attestando falsamente ragioni attinenti alla sua tutela, ma in realtà per il soggiorno ed il trasporto tra due città italiane oltre che di se stesso, di familiari, animali, bagagli ed altre masserizie al seguito
Sentenza n. 149 del 29 novembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,306KB) Sentenza n. 149 del 29 novembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,306KB) in Nuova Finestra
La Sezione d’Appello per la Sicilia ha dichiarato il difetto di giurisdizione della Corte dei Conti in ordine al provvedimento con cui l’Amministrazione datrice di lavoro, in applicazione dell’art. 53, comma 7, del D.L.vo n.165/2001, aveva ingiunto ad un dipendente di riversare nelle proprie casse le somme che erano state da lui indebitamente percepite come compensi per l’espletamento di incarichi extra istituzionali non autorizzati. A tal proposito, è stato affermato che: in tale specifica ipotesi il provvedimento ingiuntivo era finalizzato a far valere un mero diritto di credito della P.A., sorto in correlazione all’obbligazione di riversamento, rimasta inadempiuta; resta, peraltro, riservata alla giurisdizione della Corte dei Conti la pronuncia sull’eventuale futura domanda risarcitoria ritualmente proposta dal P.M. per distinti profili di danno erariale, comunque scaturenti dalla condotta illecita posta in essere dal dipendente in questione.