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Giurisdizione

Sentenza n. 16/2019/EL del 22 maggio 2019 - Sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione (PDF,245KB) Sentenza n. 16/2019/EL del 22 maggio 2019 - Sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione (PDF,245KB) in Nuova Finestra
I soggetti che non hanno partecipato al procedimento di controllo sono legittimati ad impugnare la delibera della sezione regionale di controllo quando dalla stessa discende la lesione di una loro situazione giuridiche soggettive. In siffatti casi il dies a quo, decorre dalla data dell'effettiva conoscenza della delibera impugnata L'omessa notificazione a fini conoscitivi alla Sezione regionale di controllo che ha emesso la deliberazione impugnata., non determina l'inammissibilità del ricorso Le delibere della Sezioni regionali di controllo relative al rispetto delle disposizioni del Tusp rientrano nel controllo di regolarità/legittimità, trattandosi di pronunce di accertamento il cui parametro è costituito esclusivamente da norma di legge.
Sussiste l'interesse a ricorrere di una società partecipata avverso l'accertamento dello status di società "soggetta a controllo pubblico" contenuto nella delibera.
L’accertamento della sussistenza dello status di “società a controllo pubblico” non può essere desunto dai meri indici costituiti dalla maggioranza di azioni e di consiglieri nel C.d.A. ma richiede precipua attività istruttoria volta a verificare se, nel caso concreto, sussistano le condizioni richieste dall’art. 2, lett. b) del Testo unico delle società partecipate.
Sentenza n. 42 del 7 maggio 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,164KB) Sentenza n. 42 del 7 maggio 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,164KB) in Nuova Finestra
Le disposizioni recate dagli articoli 51 e 52 della Legge regionale n. 9/2015, secondo le quali, in sede di computo della quota A, la base pensionabile va rapportata alla media delle retribuzioni degli ultimi 5 anni e va operata una decurtazione della predetta quota retributiva, tale da determinare una riduzione complessiva del 10% sul trattamento pensionistico complessivo annuo lordo finale, non sono affatto viziate da irrazionalità né tantomeno arbitrarietà.
Sentenza del 6 maggio 2019 n. 285 - Sezione giurisdizionale per la regione siciliana (PDF,218KB) Sentenza del 6 maggio 2019 n. 285 - Sezione giurisdizionale per la regione siciliana (PDF,218KB) in Nuova Finestra
Massima sentenza n. 285 del 6 maggio 2019 Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana Pres. Carlino - Est. Cancilla L’eccezione di prescrizione deve essere formulata dal convenuto con riferimento specifico alla prospettazione del P.M. in citazione e non può quindi ricollegarsi a fatti totalmente diversi non menzionati nell’atto di citazione - Nell’ambito dell’amministrazione regionale, agli incarichi di dirigente generale, contraddistinti dalla diretta collaborazione con la Giunta regionale (fiduciarietà), non sono estensibili i principi (contraddittorio, procedimentalizzazione ed estesa motivazione) fissati dalla Corte Cost. per l’applicazione dello spoils system ai dirigenti non apicali; è sufficiente che il provvedimento di revoca dell’incarico di dirigente generale sia adeguatamente motivato, indicando in maniera sintetica i presupposti fattuali e giuridici - La deliberazione della Giunta regionale avente ad oggetto la ratifica di un decreto del Pres. della Reg., viziato da incompetenza, comportando la sanatoria ex tunc, interrompe il nesso di causalità tra il citato decreto e il pagamento in favore di terzi da esso derivante, nel senso che tale esborso va imputato a tutti i componenti della Giunta - La clausola di un contratto collettivo (onerosa) non può precludere di fatto l’applicazione di una norma di legge con una sorta di efficacia sostanzialmente abrogante, che è contraria al sistema delle fonti del diritto, fermo restando che l’Amministrazione pubblica è tenuta ad attivarsi per la modifica della medesima clausola e per la sua contestazione in sede giudiziale.
Sentenza n. 40 del 16 aprile 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,150KB) Sentenza n. 40 del 16 aprile 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,150KB) in Nuova Finestra
Non sussistono i presupposti per un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea per violazione del principio di non discriminazione di cui agli articoli 141 e 157 del Trattato, non essendo evincibile quale discriminazione avrebbe subito il ricorrente rispetto alle posizioni di altri colleghi di lavoro, eguali dal punto di vista di fatto e di diritto, che hanno potuto vedere applicata la stessa maggiorazione solo perché l’ente ha applicato la normativa sull’amianto. Il principio di non discriminazione presuppone, infatti, situazioni identiche che nel caso in esame non può sussistere tra coloro che hanno esercitato un diritto entro un termine di decadenza e coloro che non lo hanno fatto.
Sentenza n. 243 dell'8 aprile 2019 - Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana (PDF,53KB) Sentenza n. 243 dell'8 aprile 2019 - Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana (PDF,53KB) in Nuova Finestra
Il fermo amministrativo previsto dall'art. 69 r.d. 18 novembre 1923, n. 2440 è un provvedimento di autotutela cautelare, di carattere eccezionale, che sospende il pagamento di un debito di un'amministrazione verso un soggetto a tutela di un credito della stessa o di altra amministrazione, rispetto al medesimo soggetto, con lo scopo di consentirne la compensazione. Il provvedimento di fermo, che trova applicazione fra amministrazioni statali, non può essere emesso ed eseguito quando il debito è a carico di amministrazioni non statali, ovvero di enti pubblici con personalità giuridica distinta dallo Stato (INPS, Fondo di previdenza per il personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Sentenza n. 66/2019 del 4 aprile 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,257KB) Sentenza n. 66/2019 del 4 aprile 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,257KB) in Nuova Finestra
I poteri del Commissario straordinario per l’emergenza “Pompei” erano previsti da ordinanze di protezione civile, che ne precisavano il perimetro operativo e le regole ad esso interne, non derogabili dallo stesso Commissario. Nello specifico il Commissario – in violazione delle prescrizioni previste dalle ordinanze e in violazione della normativa sui pubblici appalti – aveva autorizzato – nel maggio 2010 - una variante per lavori di gran lunga eccedenti il 50% dell’importo dell’appalto dei lavori originari, affidandone l’esecuzione direttamente a soggetto diverso dall’originario appaltatore. I lavori, disposti senza la previa necessaria acquisizione del parere di una apposita Commissione ministeriale, erano consistiti in adeguamenti del Teatro romano di Pompei per consentirvi rappresentazioni del Teatro San Carlo di Napoli. La Sezione ha ritenuto che una tale iniziativa, al di là degli indicati profili di illegittimità, non rientrasse nei compiti del Commissario straordinario, posto che le ordinanze circoscrivevano la possibilità di promuovere la “valorizzazione” del sito archeologico ad altre e diverse specifiche attività
Sentenza n. 212 del 26 marzo 2019 - Sezione Giurisdizionale Regione Siciliana (PDF,537KB) Sentenza n. 212 del 26 marzo 2019 - Sezione Giurisdizionale Regione Siciliana (PDF,537KB) in Nuova Finestra
La prospettazione di una possibile responsabilità erariale per il mancato conseguimento delle indennità di occupazione dovute dai privati occupanti di immobili abusivi in favore dei Comuni richiede -oltre ai requisiti oggettivi e soggettivi generali della responsabilità erariale- la presenza contemporanea dei seguenti presupposti: 1)- il completamento della procedura prevista dall’art. 31, commi 3 e 4 , del d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, contraddistinta dalla formale emanazione dei provvedimenti di acquisizione dei beni al patrimonio comunale; 2)- il completamento della procedura prevista da ciascuna legge regionale per la concessione in uso di immobili abusivi a privati (nella fattispecie in esame la disciplina è prevista dall’art. 4 della legge della Regione siciliana n. 17 del 1994); 3)- la puntuale dimostrazione dell’idoneità tecnico-strutturale dell’immobile ad essere destinato a civile abitazione, la prova della sua effettiva occupazione (durata e caratteristiche della stessa) e la precisa quantificazione del valore dell’indennità. Un’eventuale responsabilità erariale può anche sussistere laddove i competenti organi comunali omettano di completare una delle summenzionate procedure; in tale ipotesi, però, già in fase preprocessuale va contestata in maniera specifica siffatta omissione.
Sentenza n. 35 del 25 marzo 2019 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,83KB) Sentenza n. 35 del 25 marzo 2019 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,83KB) in Nuova Finestra
L’erede del titolare di pensione diretta non può essere legittimato a formulare ex post domanda di applicazione dei benefici economici pretermessi, che il dante causa, mentre era in vita, non aveva rivendicato né in sede amministrativa né giudiziaria.
Sentenza n. 204 del 22 marzo 2019 - Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana (PDF,546KB) Sentenza n. 204 del 22 marzo 2019 - Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana (PDF,546KB) in Nuova Finestra
Affidamento gestione di servizi di politica attiva del lavoro. Costituisce danno erariale l’uso di risorse pubbliche in difformità del vincolo di destinazione contenuto in un progetto finanziato con risorse comunitarie – PAC (piano di azione e coesione). Sussiste responsabilità per danno erariale a carico del Presidente della Regione, consapevole della reale destinazione delle risorse economiche, dell’Assessore al Lavoro e del Dirigente Generale per la gestione e la rendicontazione delle risorse economiche. Non sussiste responsabilità per danno erariale della Giunta regionale, del Direttore e legale rappresentante dell’ente strumentale regionale, citati in giudizio, in quanto meri esecutori della volontà della Regione Sicilia. Per la quantificazione del danno il Collegio ha fatto uso del potere riduttivo per le difficili problematiche occupazionali ereditate e di non facile risoluzione.
Sentenza n. 56/2019 del 22 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,153KB) Sentenza n. 56/2019 del 22 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,153KB) in Nuova Finestra
Il c.d. danno alla concorrenza consiste nel maggior esborso dell’amministrazione per l’acquisizione di beni o servizi a seguito di procedura ad evidenza pubblica. Detto danno non può ritenersi esistente in re ipsa per il solo fatto della violazione delle regole in materia di scelta del contraente. Il danno, nei suoi elementi costitutivi oltrechè nel suo ammontare, dev’essere oggetto di specifica prova, con ogni mezzo utile, ad esempio allegando il minor costo sopportato normalmente dall’amministrazione in procedure aventi analogo contenuto.
Sentenza n. 8/2019/EL del 19 marzo 2019 - Sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione (PDF,131KB) Sentenza n. 8/2019/EL del 19 marzo 2019 - Sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione (PDF,131KB) in Nuova Finestra
Deve ammettersi la legittimazione attiva a ricorrere avverso un asserito non corretto esercizio della funzione di controllo, anche da parte di tutti coloro che, pur non avendo partecipato al relativo procedimento, dall'esito dello stesso fanno discendere lesioni di situazione giuridiche soggettive di cui sono titolari atteso che le deliberazioni della sezioni regionali di controllo non possono essere sindacate da un giudice diverso dalla stessa Corte dei conti. Non sussiste alcun interesse concreto ed attuale, di una società partecipata ad impugnare la deliberazione emessa da una Sezione regionale di controllo sul rispetto delle disposizioni e dei principi inseriti nel relativo Testo unico, in quanto produttiva solo di effetti indiretti ed eventuali, dipendenti da fattori estranei alla delibera, quali il "facere" del socio pubblico o l'eventuale raggiungimento di un'intesa con gli altri soci pubblici. (Nella fattispecie è stata dichiarata la legittimazione, ma escluso l’interesse ad agire di una società partecipata, rimasta estranea al procedimento di controllo ancorché la verifica della sezione svolta nei socio partecipante concernesse la sua qualificazione come società soggetta a controllo pubblico ed il conseguente mancato rispetto dell’art. 9 del Tusp).
Sentenza n. 39/2019 dell’8 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,417KB) Sentenza n. 39/2019 dell’8 marzo 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,417KB) in Nuova Finestra
La prescrizione dell’azione di responsabilità amministrativa decorre dalla data dell’effettivo pagamento – sia per il danno diretto che per quello indiretto – poiché a tale momento si verifica il depauperamento dell’Ente. La conclusione di un contratto di lavori pubblici senza lo stanziamento dell’intera provvista finanziaria - ma con la clausola espressa che la realizzazione dei lavori avverrà per singoli lotti previa la disponibilità dei fondi - non costituisce un comportamento negligente né potrebbe dare luogo ad un legittimo affidamento in capo all’esecutore dei lavori. Tenuto conto inoltre che ai sensi della legge di contabilità di Stato è possibile suddividere i lavori pubblici per lotti in base alla disponibilità finanziaria dell’Ente, qualora ciò sia riconosciuto vantaggioso per l’amministrazione.
Sentenza n. 32 del 8 marzo 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,207KB) Sentenza n. 32 del 8 marzo 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,207KB) in Nuova Finestra
L’espressione compensatio lucri cum damno indica la necessità che ai fini della determinazione del risarcimento del danno, occorre tenere conto non solo dei pregiudizi subiti dal danneggiato, ma anche dei vantaggi che il medesimo abbia conseguito in ragione del fatto illecito o dell’inadempimento. Nella fattispecie la strada per cui la cui realizzazione era stato erogato il contributo illegittimo, non solo era stata realizzata, ma essendo una strada pubblica la sua realizzazione aveva, comunque, recato un beneficio per la collettività e per la stessa amministrazione.
8 marzo 2019 - Palermo - Inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 (PDF,3.65MB) 8 marzo 2019 - Palermo - Inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 (PDF,3.65MB) in Nuova Finestra
Relazione del Presidente della sezione giurisdizionale Guido Carlino
8 marzo 2019 - Campobasso - Inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 (PDF,2.62MB) 8 marzo 2019 - Campobasso - Inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 (PDF,2.62MB) in Nuova Finestra
Relazione del Presidente della sezione giurisdizionale Tommaso Viciglione