Informativa sui cookie

Il sito web della Corte dei conti utilizza i cookie per migliorare i servizi e per fini statistici. Proseguendo la navigazione si accetta di ricevere i cookie. Se non si desidera riceverli si possono modificare le impostazioni del browser, ma alcuni servizi potrebbero non funzionare correttamente.Informativa estesa sui cookieVisualizza l'informativa estesa sui cookie

Sito della Corte dei conti

Breadcrumb

Giurisdizione

Decreto n. 13 del 19 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,177KB) Decreto n. 13 del 19 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,177KB) in Nuova Finestra
Al convenuto che ha ottenuto l’accesso al rito abbreviato ed il parere favorevole del pubblico ministero sulla congruità della somma di denaro offerta in pagamento, non è consentito rideterminare nella camera di consiglio la somma già proposta e sulla quale si è formato il consenso dell’attore pubblico.
Sentenza n. 233 del 18 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,227KB) Sentenza n. 233 del 18 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,227KB) in Nuova Finestra
Non si realizza la “translatio iudicii” qualora l’adattamento della domanda proposta dinanzi al giudice “ad quem” travalichi i limiti della “emendatio libelli” e, dunque, la domanda modificata non si ponga, rispetto a quella originaria, in un rapporto di connessione per alternatività, bensì si cumuli alla stessa. Il giudizio ad istanza di parte, tendente al mero accertamento negativo di responsabilità, per la natura cognitoria che lo caratterizza, è attivabile se supportato da un interesse all’anticipazione del giudizio di responsabilità, non potendo trovare applicazione allorché l’istanza sia avanzata per far valere contestazioni riconducibili alla fase esecutiva di un giudizio di responsabilità già definito. In caso di decesso del convenuto il cui debito risarcitorio sia stato già accertato dal giudice contabile con sentenza passata in giudicato, la trasmissione del debito agli eredi non è automatica, ma presuppone il preventivo accertamento che il “de cuius” si sia illecitamente arricchito e che anche gli eredi se ne siano giovati e tale accertamento va effettuato pendente il giudizio dinanzi al giudice contabile. Le contestazioni concernenti il problema se esista o meno un titolo esecutivo possono riguardare soltanto la legittimità dell’esecuzione, ma non la giurisdizione, la quale resta attribuita al giudice ordinario dell’esecuzione, quale unico giudice competente sulla materia.
Decreto n. 11 del 13 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,150KB) Decreto n. 11 del 13 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,150KB) in Nuova Finestra
La richiesta di rito abbreviato comporta la previa valutazione, di concerto con il pubblico ministero, sulla congruità della somma proposta per accedere al beneficio, che va correlata all’ammontare della pretesa risarcitoria azionata in citazione e che prescinde da valutazioni inerenti al merito, quali ad esempio l’eccezione di prescrizione.
Sentenza n. 200 del 11 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,182KB) Sentenza n. 200 del 11 giugno 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,182KB) in Nuova Finestra
La definizione del giudizio di responsabilità mediante rito abbreviato non consente, per la natura stessa del procedimento, la compensazione delle spese legali.
Sentenza n. 103/2019 del 5 giugno - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,233KB) Sentenza n. 103/2019 del 5 giugno - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,233KB) in Nuova Finestra
Il diritto di riscuotere le somme derivanti dall’accertamento di violazioni al Codice della strada è soggetto ad un doppio termine estintivo; il primo decadenziale ex art. 201 C.S. si compie con l’omessa notifica del verbale nel termine previsto (150 giorni); il secondo, prescrizionale, ex art. 28 legge n. 681/81, è quinquennale e decorre dall’accertamento della violazione. La notifica interrompe il termine mentre l’omessa notifica estingue l’obbligo di pagamento oltre al presupposto diritto di credito. Il danno erariale viene in evidenza quando per condotte dolose o gravemente colpose dei pubblici agenti il verbale non è notificato tempestivamente. comportamenti omissivi comportano un danno all’Amministrazione comunale. Il termine di prescrizione dell’azione risarcitoria erariale decorre dalla decadenza ex art. 201 C.S.
Sentenza n. 185 del 27 maggio 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,246KB) Sentenza n. 185 del 27 maggio 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,246KB) in Nuova Finestra
Il segretario comunale, anche successivamente alla soppressione del parere di legittimità su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta o al Consiglio, mantiene in capo a sé le funzioni di garante della legalità e della correttezza amministrativa che, lungi dal determinare un'area di deresponsabilizzazione del medesimo, lo impegnano, invece, ad un corretto svolgimento di tali funzioni, pena la sua soggezione all'azione di responsabilità amministrativa.
Sentenza n. 16/2019/EL del 22 maggio 2019 - Sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione (PDF,245KB) Sentenza n. 16/2019/EL del 22 maggio 2019 - Sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione (PDF,245KB) in Nuova Finestra
I soggetti che non hanno partecipato al procedimento di controllo sono legittimati ad impugnare la delibera della sezione regionale di controllo quando dalla stessa discende la lesione di una loro situazione giuridiche soggettive. In siffatti casi il dies a quo, decorre dalla data dell'effettiva conoscenza della delibera impugnata L'omessa notificazione a fini conoscitivi alla Sezione regionale di controllo che ha emesso la deliberazione impugnata., non determina l'inammissibilità del ricorso Le delibere della Sezioni regionali di controllo relative al rispetto delle disposizioni del Tusp rientrano nel controllo di regolarità/legittimità, trattandosi di pronunce di accertamento il cui parametro è costituito esclusivamente da norma di legge.
Sussiste l'interesse a ricorrere di una società partecipata avverso l'accertamento dello status di società "soggetta a controllo pubblico" contenuto nella delibera.
L’accertamento della sussistenza dello status di “società a controllo pubblico” non può essere desunto dai meri indici costituiti dalla maggioranza di azioni e di consiglieri nel C.d.A. ma richiede precipua attività istruttoria volta a verificare se, nel caso concreto, sussistano le condizioni richieste dall’art. 2, lett. b) del Testo unico delle società partecipate.
Sentenza n. 42 del 7 maggio 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,164KB) Sentenza n. 42 del 7 maggio 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,164KB) in Nuova Finestra
Le disposizioni recate dagli articoli 51 e 52 della Legge regionale n. 9/2015, secondo le quali, in sede di computo della quota A, la base pensionabile va rapportata alla media delle retribuzioni degli ultimi 5 anni e va operata una decurtazione della predetta quota retributiva, tale da determinare una riduzione complessiva del 10% sul trattamento pensionistico complessivo annuo lordo finale, non sono affatto viziate da irrazionalità né tantomeno arbitrarietà.
Sentenza del 6 maggio 2019 n. 285 - Sezione giurisdizionale per la regione siciliana (PDF,218KB) Sentenza del 6 maggio 2019 n. 285 - Sezione giurisdizionale per la regione siciliana (PDF,218KB) in Nuova Finestra
Massima sentenza n. 285 del 6 maggio 2019 Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana Pres. Carlino - Est. Cancilla L’eccezione di prescrizione deve essere formulata dal convenuto con riferimento specifico alla prospettazione del P.M. in citazione e non può quindi ricollegarsi a fatti totalmente diversi non menzionati nell’atto di citazione - Nell’ambito dell’amministrazione regionale, agli incarichi di dirigente generale, contraddistinti dalla diretta collaborazione con la Giunta regionale (fiduciarietà), non sono estensibili i principi (contraddittorio, procedimentalizzazione ed estesa motivazione) fissati dalla Corte Cost. per l’applicazione dello spoils system ai dirigenti non apicali; è sufficiente che il provvedimento di revoca dell’incarico di dirigente generale sia adeguatamente motivato, indicando in maniera sintetica i presupposti fattuali e giuridici - La deliberazione della Giunta regionale avente ad oggetto la ratifica di un decreto del Pres. della Reg., viziato da incompetenza, comportando la sanatoria ex tunc, interrompe il nesso di causalità tra il citato decreto e il pagamento in favore di terzi da esso derivante, nel senso che tale esborso va imputato a tutti i componenti della Giunta - La clausola di un contratto collettivo (onerosa) non può precludere di fatto l’applicazione di una norma di legge con una sorta di efficacia sostanzialmente abrogante, che è contraria al sistema delle fonti del diritto, fermo restando che l’Amministrazione pubblica è tenuta ad attivarsi per la modifica della medesima clausola e per la sua contestazione in sede giudiziale.
Sentenza n. 74/2019 del 3 maggio 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,372KB) Sentenza n. 74/2019 del 3 maggio 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,372KB) in Nuova Finestra
La gestione delle spese per finalità pubbliche è sempre soggetta al controllo giurisdizionale e l’impiego delle somme dev’essere conforme ai fini istituzionali. Il principio generale è che vi è un generale obbligo di giustificazione della spesa. In materia di rendicontazione dei rimborsi spese dei Gruppi consiliari regionali l’onere di provarne l’inerenza spetta a coloro che le avevano sostenute, in base al principio della “prossimità” della fonte di prova (art. 94 d.lgs. n. 174/16). La valutazione della gestione dei fondi in esame non è un’ingerenza nelle scelte di merito, insindacabile, ma costituisce l’oggetto della cognizione del giudice contabile sulla congruità degli atti compiuti con le finalità poste dal legislatore. La prevedibilità ed evitabilità di conseguenze negative per l’erario regionale, oltre alla indimostrata inerenza delle spese medesime con le finalità previste dalla legge, costituiscono presunzioni gravi, precise e concordanti circa la gravità della colpa.
Sentenza n. 120 del 2 maggio 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,231KB) Sentenza n. 120 del 2 maggio 2019 - Sezione giurisdizionale per la Calabria (PDF,231KB) in Nuova Finestra
È inammissibile il giudizio ad istanza di parte introdotto dall'ente pubblico impositore nei confronti dell'agente della riscossione per chiedere un risarcimento del danno derivante da una domanda che trascenda il rapporto esattoriale per involgere profili di domanda ad esso estranei.
Sentenza n. 40 del 16 aprile 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,150KB) Sentenza n. 40 del 16 aprile 2019 – Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana (PDF,150KB) in Nuova Finestra
Non sussistono i presupposti per un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea per violazione del principio di non discriminazione di cui agli articoli 141 e 157 del Trattato, non essendo evincibile quale discriminazione avrebbe subito il ricorrente rispetto alle posizioni di altri colleghi di lavoro, eguali dal punto di vista di fatto e di diritto, che hanno potuto vedere applicata la stessa maggiorazione solo perché l’ente ha applicato la normativa sull’amianto. Il principio di non discriminazione presuppone, infatti, situazioni identiche che nel caso in esame non può sussistere tra coloro che hanno esercitato un diritto entro un termine di decadenza e coloro che non lo hanno fatto.
Sentenza n. 243 dell'8 aprile 2019 - Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana (PDF,53KB) Sentenza n. 243 dell'8 aprile 2019 - Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana (PDF,53KB) in Nuova Finestra
Il fermo amministrativo previsto dall'art. 69 r.d. 18 novembre 1923, n. 2440 è un provvedimento di autotutela cautelare, di carattere eccezionale, che sospende il pagamento di un debito di un'amministrazione verso un soggetto a tutela di un credito della stessa o di altra amministrazione, rispetto al medesimo soggetto, con lo scopo di consentirne la compensazione. Il provvedimento di fermo, che trova applicazione fra amministrazioni statali, non può essere emesso ed eseguito quando il debito è a carico di amministrazioni non statali, ovvero di enti pubblici con personalità giuridica distinta dallo Stato (INPS, Fondo di previdenza per il personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Sentenza n. 66/2019 del 4 aprile 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,257KB) Sentenza n. 66/2019 del 4 aprile 2019 - Terza Sezione giurisdizionale centrale di Appello (PDF,257KB) in Nuova Finestra
I poteri del Commissario straordinario per l’emergenza “Pompei” erano previsti da ordinanze di protezione civile, che ne precisavano il perimetro operativo e le regole ad esso interne, non derogabili dallo stesso Commissario. Nello specifico il Commissario – in violazione delle prescrizioni previste dalle ordinanze e in violazione della normativa sui pubblici appalti – aveva autorizzato – nel maggio 2010 - una variante per lavori di gran lunga eccedenti il 50% dell’importo dell’appalto dei lavori originari, affidandone l’esecuzione direttamente a soggetto diverso dall’originario appaltatore. I lavori, disposti senza la previa necessaria acquisizione del parere di una apposita Commissione ministeriale, erano consistiti in adeguamenti del Teatro romano di Pompei per consentirvi rappresentazioni del Teatro San Carlo di Napoli. La Sezione ha ritenuto che una tale iniziativa, al di là degli indicati profili di illegittimità, non rientrasse nei compiti del Commissario straordinario, posto che le ordinanze circoscrivevano la possibilità di promuovere la “valorizzazione” del sito archeologico ad altre e diverse specifiche attività
Sentenza n. 212 del 26 marzo 2019 - Sezione Giurisdizionale Regione Siciliana (PDF,537KB) Sentenza n. 212 del 26 marzo 2019 - Sezione Giurisdizionale Regione Siciliana (PDF,537KB) in Nuova Finestra
La prospettazione di una possibile responsabilità erariale per il mancato conseguimento delle indennità di occupazione dovute dai privati occupanti di immobili abusivi in favore dei Comuni richiede -oltre ai requisiti oggettivi e soggettivi generali della responsabilità erariale- la presenza contemporanea dei seguenti presupposti: 1)- il completamento della procedura prevista dall’art. 31, commi 3 e 4 , del d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, contraddistinta dalla formale emanazione dei provvedimenti di acquisizione dei beni al patrimonio comunale; 2)- il completamento della procedura prevista da ciascuna legge regionale per la concessione in uso di immobili abusivi a privati (nella fattispecie in esame la disciplina è prevista dall’art. 4 della legge della Regione siciliana n. 17 del 1994); 3)- la puntuale dimostrazione dell’idoneità tecnico-strutturale dell’immobile ad essere destinato a civile abitazione, la prova della sua effettiva occupazione (durata e caratteristiche della stessa) e la precisa quantificazione del valore dell’indennità. Un’eventuale responsabilità erariale può anche sussistere laddove i competenti organi comunali omettano di completare una delle summenzionate procedure; in tale ipotesi, però, già in fase preprocessuale va contestata in maniera specifica siffatta omissione.