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16 ottobre 2017 - Sezione di controllo per la Regione siciliana - Deliberazione n. 155/2017/INPR
“Linee guida per i collegi sindacali degli enti del servizio sanitario nazionale aventi sede in Sicilia per l’attuazione dell’articolo 1, comma 170, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e dell’articolo 1, comma 3, del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213. Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016”
Sentenza n. 118 del 12 ottobre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,660KB) Sentenza n. 118 del 12 ottobre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,660KB) in Nuova Finestra
La Sezione d'Appello per la Sicilia ha condannato il Rettore di un'Università, il preside di Facoltà e vari componenti del Consiglio di Facoltà a risarcire sia il danno patrimoniale indiretto sia quello da disservizio, da essi arrecati all'Ateneo nel tentativo di "pilotare" una procedura concorsuale bandita per la nomina di un professore associato. A tal proposito, il Collegio Giudicante ha evidenziato che i comportamenti complessivamente tenuti da tutti i soggetti implicati nella losca vicenda erano stati connotati da dolo intenzionale, avendo essi deliberatamente cooperato per conseguire finalità illecite ed in evidente contrasto con l'interesse pubblico, considerato che lo scopo perseguito non era stato quello di assicurare, in maniera legittima e tempestiva, all'Ateneo l'apporto scientifico e didattico di un nuovo docente professionalmente qualificato bensì quello di tentare di favorire, a tutti i costi, il figlio di un professore ordinario, all'epoca assai influente nell'ambiente accademico locale.
Sentenza n. 112 del 19 settembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,794KB) Sentenza n. 112 del 19 settembre 2017 – Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana (PDF,794KB) in Nuova Finestra
La Sezione d'Appello della Corte dei Conti per la Sicilia ha confermato la condanna del vice sindaco di un Comune a risarcire i danni derivati dagli illegittimi e sostanzialmente inutili incarichi conferiti ad esperti esterni all'Amministrazione. In particolare, è stato evidenziato che i conferimenti degli incarichi erano avvenuti in violazione della normativa e dei fondamentali canoni giurisprudenziali, in base ai quali: l'utilizzo di soggetti esterni all'Amministrazione è consentito soltanto per far fronte, in via transitoria, ad esigenze straordinarie e ben delimitate, per il soddisfacimento delle quali occorrano competenze professionali altamente specialistiche, non rinvenibili nel personale in servizio nell'Ente Pubblico; i relativi compensi debbono essere fissati entro i limiti previsti dalle disposizioni vigenti; il conferimento dell'incarico dev'essere sempre ampiamente e congruamente motivato e non può mai prescindere dall'osservanza dei basilari principii di razionalità, trasparenza, economicità, efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, aventi una specifica valenza giuridica.

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