La sezione delle autonomie è l’organo della Corte dei
conti di più recente istituzione, destinato ad assumere un ruolo strategico nel
sistema dei controlli sulle Amministrazioni regionali e locali.
Con l’entrata in vigore della
legge n. 131 del 2003, che da’ attuazione ai nuovi principi costituzionali
finalizzati a potenziare il sistema autonomistico del nostro Paese, anche le
funzioni della Corte dei conti hanno trovato, nell’ambito dei principi di
coordinamento della finanza pubblica, ulteriore sviluppo e valorizzazione.
All’Istituto spetta, infatti, da
un lato, il compito di verificare il rispetto degli equilibri di bilancio da
parte degli enti di autonomia, in relazione al patto di stabilità interno ed ai
vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea; dall’altro,
tramite le sezioni regionali di controllo, strutturate in modo da far risaltare
il collegamento ed il rapporto di ausiliarietà con le Amministrazioni
controllate, esso è chiamato a verificare il perseguimento, da parte delle Regioni,
degli obiettivi posti dalle leggi regionali e statali di principio e di
programma e, da parte degli enti locali, di un’azione improntata ai principi
della sana gestione finanziaria.
A fronte di un quadro così
innovativo e che involge compiti tanto delicati e complessi, due sono le
principali esigenze cui, con l’istituzione della nuova sezione delle autonomie,
si è inteso corrispondere. La prima è quella, appunto, di adeguare la struttura
organizzativa della Corte al fine di
raccordare l’attività di controllo finanziario di competenza di ciascuna
sezione regionale con le funzioni, da svolgersi a livello centrale, di referto
generale sulla intera finanza regionale e locale.
La seconda esigenza è quella di
individuare uno strumento organizzativo in grado di assicurare un coordinamento
agevole ed efficace delle attività di controllo di competenza delle sezioni
regionali, pur nel rispetto della loro autonomia; un coordinamento che consenta
di programmare e di dare impulso ad indagini comuni da attuarsi con l’uso ampio
di quel metodo comparativo che, ponendo a confronto l’agire di diverse
amministrazioni nello svolgimento di medesime funzioni, offra agli enti
destinatari delle relazioni della Corte elementi di riflessione e di
approfondimento per migliorare le proprie performances prendendo a
riferimento modelli concretamente attuati in ambiti territoriali diversi.
Tali caratteristiche spiegano la
particolare composizione della sezione delle autonomie che è presieduta dal
presidente della Corte e alla quale partecipano tutti i presidenti delle
sezioni regionali di controllo. Attraverso tale organo le funzioni di
coordinamento assumono una valenza che non nasce dalla gerarchia di rapporti ma
da scelte condivise, per la migliore proficuità delle attività di controllo da
svolgersi nelle sedi sia centrale che periferiche, sicché essa ben può essere
qualificata, come, peraltro, espressamente stabilito dal regolamento
istitutivo, “espressione delle sezioni regionali”.