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Sezione delle autonomie


Ambrogio Lorenzetti
"Effetti del buon governo" (particolare)
- Affresco -

Siena
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La Sezione delle autonomie

La sezione delle autonomie è l’organo della Corte dei conti di più recente istituzione, destinato ad assumere un ruolo strategico nel sistema dei controlli sulle Amministrazioni regionali e locali.

Con l’entrata in vigore della legge n. 131 del 2003, che da’ attuazione ai nuovi principi costituzionali finalizzati a potenziare il sistema autonomistico del nostro Paese, anche le funzioni della Corte dei conti hanno trovato, nell’ambito dei principi di coordinamento della finanza pubblica, ulteriore sviluppo e valorizzazione.

All’Istituto spetta, infatti, da un lato, il compito di verificare il rispetto degli equilibri di bilancio da parte degli enti di autonomia, in relazione al patto di stabilità interno ed ai vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea; dall’altro, tramite le sezioni regionali di controllo, strutturate in modo da far risaltare il collegamento ed il rapporto di ausiliarietà con le Amministrazioni controllate, esso è chiamato a verificare il perseguimento, da parte delle Regioni, degli obiettivi posti dalle leggi regionali e statali di principio e di programma e, da parte degli enti locali, di un’azione improntata ai principi della sana gestione finanziaria.

A fronte di un quadro così innovativo e che involge compiti tanto delicati e complessi, due sono le principali esigenze cui, con l’istituzione della nuova sezione delle autonomie, si è inteso corrispondere. La prima è quella, appunto, di adeguare la struttura organizzativa  della Corte al fine di raccordare l’attività di controllo finanziario di competenza di ciascuna sezione regionale con le funzioni, da svolgersi a livello centrale, di referto generale sulla intera finanza regionale e locale.

La seconda esigenza è quella di individuare uno strumento organizzativo in grado di assicurare un coordinamento agevole ed efficace delle attività di controllo di competenza delle sezioni regionali, pur nel rispetto della loro autonomia; un coordinamento che consenta di programmare e di dare impulso ad indagini comuni da attuarsi con l’uso ampio di quel metodo comparativo che, ponendo a confronto l’agire di diverse amministrazioni nello svolgimento di medesime funzioni, offra agli enti destinatari delle relazioni della Corte elementi di riflessione e di approfondimento per migliorare le proprie performances prendendo a riferimento modelli concretamente attuati in ambiti territoriali diversi.

Tali caratteristiche spiegano la particolare composizione della sezione delle autonomie che è presieduta dal presidente della Corte e alla quale partecipano tutti i presidenti delle sezioni regionali di controllo. Attraverso tale organo le funzioni di coordinamento assumono una valenza che non nasce dalla gerarchia di rapporti ma da scelte condivise, per la migliore proficuità delle attività di controllo da svolgersi nelle sedi sia centrale che periferiche, sicché essa ben può essere qualificata, come, peraltro, espressamente stabilito dal regolamento istitutivo, “espressione delle sezioni regionali”.

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