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Relazione
CORTE DEI CONTI

CORTE DEI CONTI

 

 

 

Sezione centrale di controllo sulla gestione

delle Amministrazioni dello Stato

 

* * * * *

 

Ufficio di controllo sulla Gestione

dei Ministeri delle attività produttive

 

 

 

 

“Interventi di recupero di risorse idriche in aree di crisi del territorio

nazionale e per il miglioramento e la protezione ambientale”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Magistrati relatori:            Cons. R. Liberati           -            Cons. R. Tabbita

 

 

 


I N D I C E

 

 

1.

Sintesi

pag

1

 

2.

Oggetto e finalità dell’indagine

pag

4

 

3.

Premessa

pag

5

 

4.

Programma irriguo nazionale

pag

7

 

5.

Contesto normativo e risorse finanziarie

 

9

 

6.

Adempimenti istruttori preliminari ai decreti concessori.

 

12

 

6.1

Consorzi di bonifica

 

14

 

 

7.

Modalità di erogazione dei finanziamenti.

 

17

 

8.

Stato di attuazione degli interventi nell’area del Centro-Nord

 

25

 

9.

Verifica dei tempi connessi alla realizzazione degli adempimenti previsti dalla L 350/03

 

28

 

10.

Interventi nell’area del Mezzogiorno

 

30

 

11.

Considerazioni Conclusive e raccomandazioni

 

34

 

12.

Tabelle e Allegati

 

 

 

12.1

Tabella n. 1 – Interventi sul capitolo 7453

 

21

 

12.2

Tabella n. 2 – MIPAAF cap. 7453 e cap 7438

 

23

 

12.3

Tabella n. 3 - Indicatori: cap. 7453 e cap 7438

 

23

 

12.4

 

Tabella n. 4 - Quadro finanziario degli interventi in materia irrigua nel Mezzogiorno.

 

30

 

12.5

 

Quadro riassuntivo del contesto normativo e tabella riepilogativa del piano finanziario quindicennale.

 

36

 

12.6

 

Allegato n. 1 - Tabella riepilogativa di cui alle suindicate leggi di spesa.

 

37

 

12.7

 

Allegato n. 2 - Leggi di finanziamento e Piano finanziario quindicennale come rimodulato dalle varie leggi di spesa.

 

38

 

12.8

 

 

 

 

Allegato n. 3.1 - Decreto legge 27/12/2002 n. 289 art.80 comma 45. (Disposizioni in materia idrica).

Opere pubbliche di rilevanza nazionale nel settore dell’irrigazione. D.M. 752 del 15/04/2003 registrato Corte dei Conti Reg.2 FGL. 1, in data 5/05/2003

 

39

 

12.9

 

 

 

 

 

Allegato n. 3.2 - Decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito nella legge 8 agosto 2002, n. 178, art. 13 comma 4 – nonies. (Disposizioni in materia idrica)

Opere pubbliche di rilevanza nazionale nel settore dell’irrigazione

Italia centro – nord D.M. 582 del13/11/2002 registrato Corte Conti REG. 2 FGL. 134 in data 23/12/2002

 

40

 

12.10

 

 

 

 

Allegato n. 3.3 - Legge  23 dicembre 2000, n. 388 (finanziaria 2001) art. 141 comma 3. (Patrimonio idrico nazionale)

Opere pubbliche di rilevanza nazionale nel settore dell’irrigazione

Italia centro – nord D.M. 504 in data 19/09/2002 registrato Corte Conti REG. 2 fgl. 111 in data 12/11/2002

 

44

 

12.11

Allegato n. 4 - Piano irriguo – cap. 7438

 

51

 

12.12

 

Allegato n. 5 - Lavori AGENSUD. Del. CIPE 133/2002. Capitolo. di spesa n. 7453

 

63

 

12.13

 

Allegato n. 6 - Lavori AGENSUD. Del. CIPE 74/2005. Capitolo. di spesa n. 7438.

 

68

 

 


1.            Sintesi

 

 

           La presente indagine sugli interventi nel settore idrico a scopo irriguo nelle aree di crisi del territorio nazionale si ricollega ad analoga tematica sulla quale questa Sezione ha già riferito con delibera n. 13/2004/G del 19 maggio 2004. L’indagine, dopo aver ripercorso il contesto normativo e finanziario di riferimento, ha effettuato valutazione dello stato degli interventi sia nelle aree del Centro - Nord che in quelle del Mezzogiorno.

           Due sono le gestioni interessate alla realizzazione delle opere irrigue: quella affidata direttamente al Ministero delle politiche agricole, forestali ed alimentari (MIPAAF) per gli interventi relativi alle zone del Centro-Nord e quella attribuita alla competenza di un Commissario ad acta per le aree del Mezzogiorno.

           I capitoli di spesa del MIPAAF interessati agli interventi del programma irriguo (Centro nord e Mezzogiorno) sono  il 7453 e il 7438.

           Per quanto riguarda l’esecuzione delle opere del Centro Nord, le leggi di finanziamento (388/00, 178/02 289/02) hanno provveduto a stanziare fondi, allocati sul capitolo 7453, nella misura rispettivamente di meuro 103,300, 82,693 e 79,050. A tali fondi, su detto capitolo 7453, hanno fatto seguito, nell’ambito di un “Piano irriguo nazionale”, ulteriori risorse, nella misura di meuro 127,542, finalizzate ad avviare opere ritenute particolarmente urgenti, stanziate da pregresse leggi di finanziamento e dalla legge n. 350/03, rimodulata dalla legge n. 296/06. Risorse pari a meuro 641,117 stanziate dalla medesima legge  sono state, invece, imputate al cap. 7438.

           All’assegnazione materiale complessiva dei fondi ha provveduto la delibera CIPE n. 74/05, allegato n. 3, la quale ha previsto per il Centro-Nord un finanziamento di meuro 770,000, cui hanno fatto seguito provvedimenti concessori nella misura complessiva di meuro 768,659 (641,117+127,542).

           Su 45 opere finanziate dalle citate leggi n. 388/00, n. 178/02 e 289/02 con spese imputate al cap. 7453, a tutt’oggi ne risultano poste in esercizio n. 24, n. 7 ultimate ma non collaudate, n. 13 in corso d’opera e n. 1 in corso d’istruttoria.

 Per gli ulteriori quattro interventi, la cui spesa è anch’essa imputata al cap. 7453 nella misura di meuro 127,541, nessuna opera, al momento, risulta conclusa.           Anche per quanto attiene agli interventi la cui spesa è allocata sul cap. 7438 nessuna opera risulta ancora realizzata, sebbene siano stati emessi tutti i provvedimenti di concessione e sia stato disposto il pagamento delle quote di anticipazione, pari al 20% del finanziamento concesso.

           Siffatta lentezza operativa, secondo quanto riferisce l’Amministrazione, “va in massima parte attribuita alle difficoltà incontrate circa le modalità di erogazione dei finanziamenti, connesse al disposto di cui all’art. 4, c 177 della legge n. 350/03 che ha trasformato i limiti d’impegno previsti in bilancio, finalizzati al pagamento delle rate di ammortamento dei mutui, in contributi pluriennali; difficoltà in seguito superate con la legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) che ha consentito l’erogazione dei contributi pluriennali mediante l’emanazione di decreti interministeriali (Mipaaf-Mef)  a decorrere dal 2007”.

              Per quanto riguarda le opere del Mezzogiorno affidate alla competenza commissariale ex Agensud, vanno distinte quelle la cui spesa è allocata sul cap. 7453, rientranti nel Piano di utilizzo, di cui alla delibera CIPE n. 133/02, modificata dalla successiva delibera n. 78/04, da quelle la cui spesa è allocata sul capitolo 7438, rientranti nel Piano irriguo nazionale di cui alla delibera CIPE n. 74/05.

           In ordine alle prime, va registrato che si è ancora distanti dalla fase realizzativa, anche se alla formazione di tale ritardo può aver contribuito, come già avvenuto per le opere del Centro–Nord, la modifica della disciplina in materia di erogazione dei finanziamenti da limiti d’impegno pluriennali a contributi pluriennali che ha reso possibile, ai sensi della legge n. 296/06, l’emissione del provvedimento interministeriale del 18  febbraio 2008, con il quale, tra l’altro, sono stati stanziati fondi per i Centro-Sud pari a meuro 36,701.

Dei 21 decreti di concessione emessi sui 22 interventi programmati, alla data del giugno 2009, ne risulta ultimato e collaudato uno soltanto, due risultano ultimati ma non collaudati, per gli altri nove le opere sono ancora in corso, mentre i restanti interventi sono ancora in fase istruttoria.

           Valutazione ancora più negativa va espressa per quanto concerne gli interventi compresi nel Piano irriguo nazionale, di cui alla delibera n. 74/05, dove, pur essendo stati emessi da parte della gestione commissariale 24 decreti di concessione su 26 opere programmate, si rileva un notevole ritardo, sia nella fase realizzativa che in quella di erogazione dei finanziamenti. A fronte di un’assegnazione di fondi nell’ordine di meuro 352,000, ridotti dalla legge 296/06 a meuro 265,000 risultano, infatti, erogati agli enti concessionari solo meuro 11,829.

           A giustificazione dei ritardi la gestione commissariale ha fatto presente le numerose problematiche insorte per la gestione degli appalti che hanno dato luogo a continue interruzioni e ritardi dei lavori.

           Sul punto la Corte, pur considerando le giustificazioni rappresentate dal Commissario ad acta, non può, in ogni caso, non valutare negativamente,  in termini di risultati, lo svolgimento dell’intero programma, in ragione, anche, dei ritardi di varia natura accumulati nella fase realizzativa.


2.            Oggetto e finalità dell’indagine.

 

 

           L’indagine, ha come oggetto la realizzazione di opere di recupero di risorse idriche a scopo irriguo nelle aree di crisi del territorio nazionale, di cui all’art. 141, co 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, all’art. 13, co 4/9, del D.L. 8 luglio 2002, n. 138, convertito dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, all’art. 80, co. 45 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nonché alla legge 24  dicembre 2003, n. 350, art. 4/31, alla legge 23 dicembre 2005, n.  266 e alla legge 27 dicembre 2006, n. 296.

           Intento dell’indagine è la verifica dello stato di attuazione degli interventi facenti parte del Piano operativo predisposto dal  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sia nelle aree del Centro - nord che in quelle del Mezzogiorno, e valutare se l’utilizzazione di fondi assegnati abbia prodotto gli effetti voluti dalle leggi suddette in direzione di una ottimizzazione del recupero delle risorse idriche in agricoltura.

 


3.            Premessa.

 

 

           La direttiva 2000/60/CE detta principi a livello comunitario per l’attuazione di una politica sostenibile per l’uso e la protezione delle acque superficiali e sotterranee. Per il raggiungimento degli obiettivi posti dalla direttiva, gli Stati membri della Comunità hanno ritenuto necessario programmare interventi in maniera strategica e coordinata, con il pieno coinvolgimento e responsabilizzazione dei gestori e dei fruitori della risorsa. In tale ottica la legge n. 443/2001 (c.d. legge obiettivo), dispone che tutte le infrastrutture pubbliche e private di preminente interesse nazionale, destinate alla modernizzazione e sviluppo del paese, compresi gli schemi irrigui, vengano individuate attraverso un programma. Il richiesto Programma delle opere strategiche è stato approvato dal CIPE con la Deliberazione n. 121/2001, nella quale, tuttavia, mancavano le opere relative all’utilizzo irriguo delle acque, essendo, a quella data, il Programma nazionale degli schemi irrigui ancora in fase di messa a punto.

           Per gli specifici interventi irrigui, il CIPE ha approvato le Linee guida per il Programma nazionale degli interventi per l’approvvigionamento idrico in agricoltura e per lo sviluppo dell’irrigazione (Deliberazione n. 41/2002)[1] e successivamente, con la delibera n. 133/02, il Piano di utilizzo delle risorse ed il riparto fra gli interventi irrigui ricadenti in aree del Mezzogiorno comprese nel suddetto Programma delle opere strategiche.

           La legge 24 dicembre 2003 n. 350 (Finanziaria 2004), al fine di garantire il necessario coordinamento nella realizzazione di tutte le opere del settore idrico, ha previsto l’emanazione di un “Programma nazionale degli interventi nel settore idrico”, redatto dai vari ministeri interessati[2]. Il completamento, la sistemazione o revisione delle infrastrutture idriche vengono in tal modo inseriti in un contesto programmatico sia sotto il profilo di integrazione funzionale delle singole iniziative, sia sotto il profilo della utilizzazione delle risorse economiche, rese disponibili solitamente in sede di approvazione annuale della legge finanziaria.

           Il Programma idrico è stato approvato dal CIPE, con deliberazione n. 74/2005; esso comprende oltre agli interventi a suo tempo inserite fra le infrastrutture strategiche di cui all’allegato n. 1 della c.d. “legge obiettivo” ed a quelli proposti dal Ministero dell’ambiente (all. 2), anche interventi del settore irriguo individuati in uno specifico “Programma d’interventi per l’approvvigionamento idrico in agricoltura e per lo sviluppo dell’irrigazione[3], comprendente un quadro generale dei fabbisogni del comparto irriguo (all. 4), nonché un “Piano operativo irriguo” di opere immediatamente finanziabili secondo criteri di priorità predefiniti, distinte per singola regione (all. 3).

           Con successiva deliberazione del 29 marzo 2006, n. 117, su proposta del MIPAAF, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, è stata approvata una integrazione al Programma nazionale degli interventi nel settore irriguo, di cui all’allegato 3 della delibera n. 74/05, che, comunque, non va a modificare l’importo finale dell’intervento, pari a meuro 1.383.691, di cui 352,399 meuro destinato al Sud.

 


4.            Programma irriguo nazionale

 

 

           Per l’ottimale utilizzo delle infrastrutture esistenti nel settore irriguo, relative ad attività agricole il cui consumo di acqua, a livello nazionale, è stato stimato pari a circa il 50% delle risorse disponibili[4], coerentemente con gli indirizzi espressi dalla Commissione europea, il “Programma” prevede misure per fronteggiare le criticità che emergono dagli studi di settore, prevedendo interventi infrastrutturali irrigui di rilevanza nazionale avviati sulla base di un procedimento che prevede l’acquisizione del parere delle regioni e dei Dicasteri dell’ambiente e dell’agricoltura. In esso è rappresentata una realtà del fenomeno irriguo che si differenzia tra Nord e Sud dell’Italia in relazione alle diverse condizioni climatiche e geomorfologiche del Paese.

           Al Nord ed in molte regioni centrali si è sviluppata una imponente rete di canali per l’irrigazione le cui fonti di approvvigionamento sono costituite nella maggior parte dei casi da prese dirette da corsi d’acqua o sorgenti. Si tratta di canali a cielo aperto in cui viene riversata l’acqua durante la stagione irrigua, quando le condizioni metereologiche non consentono di coprire il fabbisogno idrico delle colture. Tale tipologia di irrigazione viene spesso considerata di “soccorso”.

           Al Sud le aree soggette alla bonifica sono caratterizzate da grandi schemi di adduzione e distribuzione, gestiti dai “Consorzi di bonifica e irrigazione[5], che in linea di massima si avvalgono come fonti di approvvigionamento di appositi invasi. Nel corso degli ultimi anni, a fronte di un crescente fabbisogno della risorsa acqua, si è assistito, specialmente nelle regioni del Centro-Sud, ad una progressiva riduzione delle risorse accumulate negli invasi, determinando un significativo deficit tra disponibilità e fabbisogni irrigui, che hanno suggerito l’adozione di metodi e strategie di risparmio idrico attraverso una decisa riduzione dei consumi.

           Nell’ambito del “Programma” sono stati individuati interventi che, sulla base dello stato di avanzamento della progettazione (immediata esecutività e cantierabilità) sono stati ritenuti prioritari rispetto all’intero quadro dei fabbisogni irrigui. Tali interventi, indicati nell’allegato n. 3 della suddetta delibera CIPE n. 74/2005, consistono nella prosecuzione di opere già previste dall’art. 141, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001) [6], nonché dal comma 3bis introdotto dall’art. 80, comma 45, della legge 27 dicembre 2002, n 289 (Finanziaria 2003), realizzati con l’utilizzo di limiti d’impegno quindicennali a decorrere rispettivamente dal 2002 e 2003[7].

 


5.            Contesto normativo e risorse finanziarie

 

 

           Le risorse finanziarie necessarie per assicurare l’adeguamento funzionale ed il ripristino di strutture irrigue di rilevanza nazionale in aree di crisi la cui realizzazione è oggetto della presente indagine, trovano stanziamento iniziale nell’articolo 141, comma 3, della legge 23  dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001). Tale norma autorizza limiti d’impegno quindicennali di 5,165 meuro per ciascuno degli anni 2002 e 2003[8].

           Successivamente il D.L. 08 luglio 2002, n. 138, articolo 13, comma 4nonies, convertito dalla legge 08 agosto 2002, n. 178, incrementa lo stanziamento in parola, a decorrere dall’anno 2002, nella misura di 15,494 meuro annui. Il citato limite d’impegno quindicennale è ulteriormente incrementato di 5,270 meuro annui dall’articolo 80, com. 45 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Finanziaria 2003).

           Per le finalità di cui trattasi la già citata legge finanziaria 2004 (350/03, art. 4, comma 31), ha autorizzato ulteriori limiti d’impegno quindicennali pari a 50 meuro a decorrere dal 2005 ed a 50 meuro a decorrere dal 2006[9], prevedendo, inoltre, condizioni e modalità per individuare gli interventi irrigui da realizzare (art. 4, commi 33-36)[10]. Per la prosecuzione dei predetti interventi irrigui, la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Finanziaria 2006, art. 1, comma 78), ha, inoltre, disposto un ulteriore finanziamento nella misura del 25% del contributo annuale di 200 meuro, previsto per anni 15, a decorrere dal 2007, come stanziamento per interventi infrastrutturali del programma nazionale idrico[11].

           Da ultimo, è intervenuta la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007, art. 1, comma 1058), la quale ha recato autorizzazioni di spesa aggiuntive per le opere inserite nel Piano operativo irriguo, di cui alla delibera CIPE n. 74/05, nella misura: di 100 meuro per l’anno 2007 e 150 meuro per gli anni 2008- 2009.

           Il limite annuale d’impegno stabilito dalle suddette norme di autorizzazione della spesa è contabilmente esposto al cap. 7453 dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali denominato “spese per interventi di recupero di risorse idriche disponibili in aree di crisi del territorio nazionale per il miglioramento e la protezione ambientale”.

           Il quadro normativo sopra esposto viene sinteticamente riprodotto nell’allegato 1, comprendente la situazione finanziaria riepilogata nella sottostante tabella.

           L’art. 13, co. 4/10, della legge 178/02, prevede che, nell’ambito del monitoraggio da effettuarsi sulle strutture ed infrastrutture idriche esistenti, in corso di realizzazione o programmate per la realizzazione, vengano individuate anche opere realizzate a carico dell’ex intervento straordinario nel Mezzogiorno che necessitino di interventi urgenti di completamento e/o ripristino, da finanziarsi a valere sul fondo ex art. 19 del d. lgs 3 aprile 1993, n. 96, nel limite massimo di 51,645 meuro, unitamente alle risorse, pari a 110,941 meuro, rese disponibili a seguito di economie realizzate su precedenti assegnazioni disposte dal CIPE per interventi nelle aree del Mezzogiorno.

           Tenuto conto, inoltre, delle disponibilità finanziarie di cui all’art. 13, co 4 nonies, della legge 178/02, pari a meuro 154,937, parte di dette disponibilità, nella misura di  72,243 meuro, con DM del 13 novembre 2002, n. 582 del MIPAAF sono destinate  alle zone del Sud Italia.

           Per quanto concerne, quindi, le aree del Mezzogiorno, nel quadro degli interventi ordinari  relativi al programma nazionale per l’approvvigionamento idrico in agricoltura e lo sviluppo dell’irrigazione, le cui linee guida erano state definite con la delibera n. 41 del 14 giugno 2002, il CIPE, con delibera n. 133/02, ha approvato il Piano di utilizzo per complessivi  meuro 234,890[12].

           Per l’utilizzo di detti fondi destinati al Sud Italia è stata conferita delega ad un Commissario governativo ad acta, ai sensi dell’art. 19, co 4, del D.L. 08 febbraio 1995, n. 32, convertito dalla legge 7 aprile 1995, n. 104, sulla cui gestione si riferirà in prosieguo.

              Da quanto precede si rileva che la gestione degli interventi risulta essere effettuata da due soggetti distinti: la parte relativa alle opere del Centro-Nord è gestita direttamente dal MIPAAF, Direzione generale dello sviluppo rurale, infrastrutture e servizi; la parte relativa alle opere da realizzare nel Sud Italia è affidata al predetto commissario ad acta.

 


6.            Adempimenti istruttori preliminari ai decreti concessori.

 

 

           Sulla base del Programma nazionale per l’approvvigionamento idrico in agricoltura, assentito dalle regioni attraverso la Conferenza Stato-regioni e successivamente approvato dal CIPE, viene predisposto, ad opera del Ministro, un Programma di opere da finanziare che si avvale del parere di un Comitato tecnico permanente di coordinamento Stato - regioni in materia di agricoltura.

           Con la precedente indagine è stato già illustrato il complesso iter amministrativo attraverso il quale il Programma operativo è giunto a definizione ed è anche stato posto in evidenza come il lasso di tempo intercorso tra la previsione di stanziamento e l’attribuzione dei finanziamenti non sia apparso congruo rispetto alle finalità delle leggi volte a sanare situazioni di emergenza e come nel gennaio 2004 (cioè dopo circa tre anni dalla data di previsione della disponibilità dei fondi) nessun intervento fosse stato ancora avviato[13]; tuttavia, in questa sede sembra opportuno ribadire che la stessa legge 350/03 (Finanziaria 2004), nell’assicurare la prosecuzione degli interventi per opere irrigue, sia nelle specifiche aree di crisi che in quelle del restante territorio nazionale, ha inteso porre rimedio alla cennata patologia procedimentale, scandendo, all’articolo 4, commi 32 e 37, sia in termini temporali che in un’ottica di coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti, gli adempimenti connessi al programma di opere che s’intende realizzare.

           Ed è anche tenuto conto della scansione temporale contenuta in detta disposizione che la presente indagine ha proceduto nella verifica dell’attività posta in essere dall’Amministrazione  nell’arco temporale dal 2004 ad oggi.

           Prima di addentrarci, però, nell’esame specifico dei singoli interventi, è il caso di fare un breve cenno alla complessa attività che precede l’emanazione del decreto di concessione, ai soggetti attuatori degli interventi ed alla forma d’intervento finanziario.

           Preliminarmente all’emanazione del citato Programma operativo, sono previsti una serie di adempimenti istruttori consequenziali alla richiesta di autorizzazione alla progettazione dell’opera inoltrata al MIPAAF dal Consorzio di bonifica, organismo deputato alla progettazione ed esecuzione dell’intervento, di cui in prosieguo si delineeranno i connotati. Detti adempimenti consistono nell’acquisizione e verifica di conformità dei pareri emessi dal Provveditorato alle opere pubbliche competente territorialmente della vigilanza, in sede d’istruttoria tecnica, e dalla Regione in ordine all’utilità, compatibilità ambientale, efficacia e fattibilità tecnico-economica dell’opera.

           Espletate tutte le operazioni preliminari ed inserita l’opera nel Programma  operativo, sono adottati, da parte del Ministero, i seguenti atti consequenziali:  provvedimento di approvazione del singolo progetto e di impegno della relativa spesa con indicazione delle modalità di erogazione del contributo ai soggetti attuatori[14]. Dopo tali adempimenti i Consorzi di bonifica procedono all’esperimento della gara di appalto dei lavori, secondo le regole dell’evidenza pubblica.

 


6.1             Consorzi di bonifica.

 

           I Consorzi di bonifica sono enti dei quali lo Stato si è avvalso in passato e si avvale tuttora per una serie di attività riguardanti principalmente “la bonifica dei terreni paludosi” e la “difesa del suolo” connessa alla tutela, alla valorizzazione ed al corretto uso delle risorse idriche. La loro disciplina normativa è raccolta organicamente nel regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, tuttora vigente, che definisce la bonifica come “una serie di attività coordinate e programmate in vista del raggiungimento di finalità di pubblico interesse”. Rilevante, ai fini della presente indagine, appare l’art. 13 del citato regio decreto, il quale prevede “l’affidamento in concessione ai Consorzi” dell’esecuzione di opere, di competenza dello  Stato, nei settori della bonifica e della irrigazione, unitamente alla disposizione di cui all’art. 12 della legge 25 aprile 1949, n. 165, concernente la facoltà di disporre a favore del concessionario anticipazioni fino al 20% dell’importo complessivo della concessione, nonché alla disposizione contenuta nell’art. 47 del d.lgs. n. 384/1993 che detta criteri per la disciplina dei mutui ai concessionari.

           La perdurante validità delle disposizioni di cui sopra, messa in dubbio dopo l’entrata in vigore della normativa introdotta in materia di “concessioni” dall’art. 19 della legge 11 febbraio 1993, n. 109, è stata, però, confermata dalla Sezione centrale del controllo della Corte dei conti con deliberazione n. 124/1996, che ha qualificato i Consorzi come “organi indiretti dello Stato che si pongono ontologicamente all’interno di un rapporto di unione non dialettico né sinallagmatico”.

           Il sistema appena delineato di realizzazione delle opere irrigue di rilevanza nazionale, in conseguenza del trasferimento alle regione delle relative competenze, non ha subito sostanziali modifiche, anche in virtù della sentenza della Corte costituzionale n. 326 del 24 luglio 1998 che ha confermato la figura giuridica del “Consorzio”. In ogni caso, a fronte del nuovo quadro istituzionale delineatosi con l’entrata in vigore del nuovo titolo V della Costituzione, il MIPAAF, con riguardo alla procedura di autorizzazione a progettare opere irrigue di rilevanza nazionale, ha ritenuto opportuno emanare una circolare con la quale s’invitano i Consorzi di bonifica ad inoltrare le relative istanze per il tramite delle Regioni territorialmente interessate[15].

           La disputa sulla natura giuridica dei Consorzi di bonifica si riapre con l’entrata in vigore della Finanziaria 2004 (legge 350/03) che, all’art. 4, comma 177, dispone che “i limiti d’impegno iscritti in bilancio vanno intesi come concorso dello Stato al pagamento di una quota degli oneri derivanti dai mutui o da altre operazioni finanziarie che i soggetti interessati, diversi dalle pubbliche amministrazioni come definite secondo i criteri di contabilità SEC 95, erano autorizzati ad effettuare per la realizzazione di interventi”. La norma precisa, inoltre, che “la quota di concorso va fissata con decreto del Ministro dell’economia e finanze di concerto con il Ministro competente”. Al fine di determinare i criteri e le modalità di erogazione dei contributi si poneva, quindi, il quesito circa la collocazione o meno dei Consorzi di bonifica all’interno dell’amministrazione erogante.

           A superamento della situazione di stallo venutasi a creare con la suddetta norma è intervenuta la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007), la quale, al fine di “garantire l’avvio della realizzazione delle opere previste dal Piano irriguo nazionale di cui alla delibera CIPE n. 74 del 27/05/05”, ha disposto ulteriori stanziamenti per il quadriennio 2007/2010, autorizzando il MIPAAF ad impegnare direttamente disponibilità finanziarie iscritte nel proprio bilancio[16].

           Da ultimo si segnala che il disposto di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008, art. 2, commi 35 e 36), ribadito, peraltro, dal D.L. n. 248 del 31 dicembre 2007 (art. 27), convertito dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, come modificato dal D.L. 113/2008, stabilisce che le regioni, d’intesa con lo Stato, possano provvedere alla soppressione o al riordino dei Consorzi di bonifica, in alternativa alla riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione e degli organi esecutivi degli stessi[17].

 

 


7.            Modalità di erogazione dei finanziamenti.

 

 

           Prima dell’entrata in vigore della legge 296/2006 la forma d’intervento finanziario adottata per l’attuazione del programma in esame consisteva nell’erogazione da parte dello Stato, direttamente agli istituti mutuanti, di contributi pluriennali pari agli oneri, comprensivi di quota capitale e quota interessi, di ammortamento dei mutui che i soggetti interessati contraevano per la realizzazione degli interventi. Le modalità, i termini e le condizioni per la concessione e l’utilizzazione dei mutui a favore dei Consorzi di bonifica e d’irrigazione erano disciplinati dalla legge n. 135 del 23 maggio 1997 (art. 1, co. 3) e dal successivo decreto del 05 novembre 1997, emanato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell’economia e finanze[18]. L’approvazione del progetto esecutivo, l’indicazione dell’istituto mutuante, nonché l’autorizzazione alla stipula del mutuo erano contenuti in apposito decreto ministeriale, il quale oltre a disciplinare il rapporto tra Amministrazione e beneficiario, conteneva anche statuizioni riguardanti i tempi di realizzazione dell’opera e quelli per il compimento di procedure relative ad eventuali acquisizione di servitù.

           Con l’entrata in vigore della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007), a decorrere dal 2007 e per gli interventi compresi nel programma di cui alla legge 350/2003, la natura delle risorse è trasformata da limiti d’impegno a contributi pluriennali in conto capitale. Tutto ciò non ha più richiesto il ricorso alla contrattazione del mutuo da parte dell’ente concessionario, ma è stato sufficiente procedere, attraverso un unico provvedimento, all’approvazione del progetto ed all’impegno della relativa spesa, stabilendo le modalità di erogazione del contributo stesso.

           L’importo dei contributi viene erogato ai Consorzi concessionari, fatta salva una percentuale del 20% liquidata contestualmente all’approvazione del progetto, sulla base della presentazione degli stati di avanzamento lavori, che, però, non possono superare, nel loro ammontare complessivo, i limiti percentuali annui stabiliti nel decreto di concessione[19].

           Il sistema adottato di erogazione del contributo era ed è rimasto quello a consuntivo a seguito di collaudo finale. Attraverso la liquidazione degli stati di avanzamento e, infine, dello stato finale si sostanzia, in realtà, indirettamente anche la vigilanza sullo svolgimento dell’opera; vigilanza che tecnicamente viene esercitata dagli organi periferici del Ministero delle infrastrutture e trasporti (Provveditorati regionali alle opere pubbliche e rispettivi nuclei operativi).

           In relazione al quadro normativo di riferimento, per la concreta realizzazione delle opere necessarie al recupero delle risorse idriche a scopo irrigue riguardante l’area del Centro-nord, l’Amministrazione ha operato come di seguito indicato.

           In applicazione dell’art. 141, co. 3, della legge 388/00, recante una disponibilità finanziaria di meuro 103,300, derivanti dai limiti d’impegno quindicennali, vengono definite le opere da finanziare con DM n. 504 del 19 settembre 2002, integrato, per quanto riguarda una seconda tranche d’interventi resi possibili dal successivo stanziamento effettuato dalla legge n. 178/2002, recante una disponibilità finanziaria pari a meuro 154,937, dal DM n. 582 del 13 novembre 2002.

           Con il primo dei suddetti decreti (504/02) vengono individuati n. 28 progetti da realizzare, ad opera dei Consorzi di bonifica, nell’area Centro-nord  per l’intero importo finanziato dalla suddetta legge 388/2000; il secondo decreto (582/02) individua ulteriori 11 progetti da realizzare nell’area Centro-nord, per un totale di meuro 82,693[20].

           Un ulteriore stanziamento quindicennale, pari a 79,05 meuro, predisposto dall’art. 80, comma 45 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che ha aggiunto il comma 3bis all’art. 141 della citata legge 388/00, è stato destinato, con DM 752 del 15 aprile 2003, al funzionamento degli Enti di bonifica di cui al suddetto art. 141, comma 3, nonché alla realizzazione di altri interventi irrigui[21].

           Per quanto riguarda i finanziamenti recati dalla legge 350/03 (Finanziaria 2004), i due limiti d’impegno previsti nella misura di meuro 50,000, a partire dal 2005 e 2006, per consentire la prosecuzione delle attività di recupero delle risorse idriche nelle aree di crisi di cui alla legge n. 388/2000, sono stati rimodulati in ossequio al disposto degli artt. 177 e 178, relativamente alle annualità con decorrenza 2005 e 2008, con DM 10247 dell’ 08/11/06, che ha disposto la revoca parziale dell’impegno assunto con DM 663 del 24 giugno 2005, sul capitolo 7453, nella misura di meuro 96,958 (la parte d’impegno revocata derivante dal limite d’impegno previsto con decorrenza 2005 ammonta ad meuro 46,958, mentre quella derivante dal limite d’impegno previsto con decorrenza 2008 è pari a meuro 50,000).

           Ciò in quanto il nuovo regime instaurato con il comma 177[22] era valido a decorrere dal 1° gennaio 2004 e quindi andava applicato anche ad alcune operazioni non ancora perfezionate, connesse a limiti d’impegno autorizzati prima della suddetta data.

           Sulla disponibilità 2006 è, invece, intervenuta la legge n. 311/04 (Finanziaria 2005) che alla tabella F ne ha posticipato l’utilizzo al 2008.

           La residuale parte d’impegno quindicennale non revocata sul capitolo 7453, relativa al 2005, pari ad meuro 3,041 annui, è stata utilizzata con DD.MM. 7201/05 e 3930/06, in ottemperanza all’Ordinanza di protezione civile n. 3352/04, per finanziare il progetto redatto dall’Ente irriguo Umbro-Toscano per lavori riguardanti la diga di Montedoglio alla Val di Chiana per un importo pari a meuro 33,626[23].

           Conseguentemente, con DM n. 11162 del 27 novembre 2006, sul capitolo 7453, è stato assunto l’impegno di meuro 93,916 riferito all’esercizio finanziario 2005 nella misura di meuro 46,958, pari alla somma revocata col precedente DM 10247/06, ed all’esercizio 2006 nella uguale misura di meuro 46,958.

           Con il predetto impegno, integrato della quota parte d’impegno quindicennale assunto con DM 663/05 e non revocato dal DM n. 10247/06, pari a meuro 3,041 annui, il MIPAAF ha comunicato di aver emanato, a valere sul capitolo 7453, provvedimenti concessori nella misura di meuro 127,542, ritenuti prioritari rispetto al programma di cui alla delibera CIPE n. 74/05, per la realizzazione di quattro interventi a favore di soli due Enti, l’Ente irriguo Umbro-Toscano ed il Consorzio di bonifica Cellina Medusa. I predetti quattro interventi vengono rappresentati nella seguente tabella (tab. n. 1).

 


Tabella n. 1

Interventi sul capitolo 7453. (valori in milioni di euro)

 

Ente

Descrizione intervento

Quota parte del limite di impegno quindicennale, con decorrenza 2005 - 2019, con rata annua di ammortamento M€ 3,041

Quota parte dei limiti d'impegno - annualità 2005 - 2006 - resasi disponibile a seguito del decreto di disimpegno e già maturata nelle disponibilità del cap. 7453

 

 

 

 

Ente irriguo
Umbro Toscano

Adduzione primaria della diga di Montedoglio alla Valdichiana (IV Lotto, I stralcio, II substralcio)

33,626

 

Ente irriguo
Umbro Toscano

Adduzione primaria del serbatoio sul fiume Chiascio, II Lotto, II stralcio

 

35,000

Ente irriguo
Umbro Toscano

Adduzione primaria dal serbatoio sul fiume Chiascio, V Lotto

 

13,860

Consorzio di bonifica
Cellina Meduna

Realizzazione delle opere di completamento ed integrazione del serbatoio di Ravedis sul torrente Cellina

 

45,055

 

 

 

 

 

Subtotale

33,626

93,915

Totale interventi

127,541

Elaborazione Corte dei conti su dati MIPAAF.

 

           Giova far presente che ulteriori impegni di spesa, a valere sul capitolo 7453, sono stati assunti con i decreti direttoriali n. 395 del 21 dicembre 2004 e n. 822 del 07/10/05, rispettivamente per meuro 9,024 e 1,536, utilizzati per l’ammortamento di mutui quindicennali relativi all’attuazione di alcuni interventi irrigui inclusi negli specifici programmi di settore di cui alle leggi n. 388/00 e n. 178/02. Al fine, tuttavia, di poter utilizzare i limiti residuali delle leggi in argomento, il MIPAAF ha attivato la procedura che permette l’utilizzo delle risorse stanziate come contributi pluriennali con la predisposizione di appositi decreti interministeriali ai sensi dell’art. 4, comma 177 bis della 350/03[24]. Quindi, di concerto con il MEF è stato emanato il D.I 18 febbraio 2008 che ha previsto l’erogazione diretta di fondi, per l’importo complessivo di meuro 41,247, corrispondenti alle risorse residuali recate dalle leggi n. 388/00 e n. 178/02, afferenti agli esercizi finanziari che vanno dal 2004 al 2008, al fine di dare completa attuazione alle opere previste dai programmi operativi non ancora finanziati, nella misura di meuro 4,546 per il Centro-Nord e meuro 36,701 per il Mezzogiorno[25].

           E’ opportuno ricordare che al fine di dare immediato esito alla realizzazione dei rimanenti interventi previsti nel Piano irriguo nazionale, la legge 296/06 (Finanziaria 2007), nel recare nuove autorizzazioni di spesa con il comma 1058, nella misura di 100 meuro per il 2007 e 150 meuro per il 2008 e 2009, con i successivi commi 1059, 1060, 1062, ha distolto parte delle risorse afferenti ai limiti d’impegno quindicennali, previsti dalla legge 350/03 (art. 4, co. 31), trasformandole in stanziamenti pluriennali sul capitolo 7438[26], con riferimento al quadriennio 2007/2010.  Ne consegue che le risorse inizialmente assegnate dalla legge 350/03 destinate alle opere di recupero delle risorse idriche in aree di crisi, a seguito delle rimodulazioni avvenute con le successive disposizioni legislative, vengono a configurarsi ripartite in parte sul capitolo 7453 ed in parte sul capitolo 7438.

           L’intero Piano finanziario, come modificato a seguito dell’entrata in vigore delle leggi 350/03 e 296/06 viene illustrato nell’allegato n 2.

           Riepilogando sull’effettivo impiego dei fondi disponibili, risultano complessivamente emanati provvedimenti per meuro 768,659, a fronte dei 770,000 meuro assegnati con delibera CIPE n. 74/05, così ripartiti: sul cap. 7453 meuro 127,542 e meuro 641,117 sul cap. 7438.

           Il quadro finanziario relativo ai due predetti capitoli di spesa è riepilogato nella sottostante tabella (tab. n. 2)


Tabella n. 2

Mipaaf: cap. 7453 e cap 7438. (Valori in milioni di euro)

 

Cap.

Anno

Stanziam.

Residui

Disponib.
totale

Impegni

Economie

Pagam.
compet.

Pagam.
residui

Pagam.
totali

Previsioni
di cassa

 

 

a

b

c=a+b

d

e

f

g

h=f+g

i

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cap. 7453

2005

81,093

28,298

109,391

-

-

10,238

0,607

10,845

14,654

2006

81,093

98,546

179,639

-

-

11,199

10,238

21,437

31,093

2007

34,134

158,202

192,336

34,134

11,140

25,789

24,464

50,253

47,425

2008

34,134

130,943

165,077

34,134

50,383

25,797

10,194

35,991

49,135

2009

34,134

78,703

112,837

34,134

 

 

5,799

5 ,799

34,135

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cap. 7438

2007

192,688

 

192,688

186,939

-

134,130

-

134,130

179,398

2008

287,689

58,558

346,247

280,333

7,356

35,706

4,052

39,758

218,204

2009

239,095

29,.133

538,228

238,884

-

9,663

21,406

31,069

293,095

 

 

Tabella n. 3

Indicatori: cap. 7453 e cap 7438

 

Cap.

Indicatori

Media

 

 

 

Cap. 7453
(
2005 – 2009)

Capacità di impegno

60,00%

Formazione residui annua

55,61%

Capacità di spesa

22,63%

 

 

 

Cap. 7438
(2007 – 2009)

Capacità di impegno

98,12%

Formazione residui annua

58,99%

Capacità di spesa

29,75%

 

           Dalle tabelle soprastanti si rileva una elevata capacità di impegno per il cap. 7438 (98,12%) ed una buona capacità di impegno per il cap. 7453 (60,00%), quest’ultima determinatasi per la mancanza di assunzione di impegni nei primi due anni considerati (2005 / 2006). A tale capacità non è corrisposta un’altrettanto positiva capacità di spesa, attestatasi rispettivamente al 22,63% (cap. 7453) e al 29,75% (cap. 7438).

           Annualmente si sono formati residui per importi superiori alla metà della disponibilità (55,61% per il cap. 7453 e 58,99% per il cap. 7438).

           Dagli esposti dati contabili si deduce che ad una efficace capacità di programmazione è corrisposta una scarsa capacità di realizzazione delle opere irrigue, su cui ha influito il ritardo nell’avvio dei programmi operativi dovuto alle difficoltà correlate all’utilizzo delle risorse finanziarie stanziate, con conseguente ritardo nella spesa. Tutto ciò ha anche determinato il formarsi negli anni di ingenti residui di stanziamento.

 


8.            Stato di attuazione degli interventi nell’area Centro-Nord.

 

 

              Alla data del 31 gennaio 2004, su 40 interventi complessivamente programmati in base alle leggi 388/2000, 178/2002 e 289/2002, la situazione risultava la seguente[27]: n. 33 interventi erano nella fase di espletamento della gara; n. 3 interventi erano giunti all’aggiudicazione della gara; per n. 4 interventi era ancora in corso la fase istruttoria.

           Con note del 22/04/2008, n. 3033 e dell’11 marzo 2009, n. 6455 e successiva integrazione del 23 marzo 2009, l’Amministrazione ha rappresentato la situazione di seguito riportata.

              In applicazione dell’art. 141, comma 3 della legge 388/200 sono stati emanati 27 provvedimenti concessori su 28 interventi programmati. Il solo intervento non ancora effettuato riguarda l’Ente irriguo umbro-toscano, per cui è stato previsto un contributo di meuro 3,274, essendosi reso necessario  effettuare un supplemento istruttorio per l’adeguamento dell’intervento in questione alle nuove disposizioni antisismiche  in materia di dighe[28].

           Rispetto al finanziamento disposto di meuro 103,200 (cfr DM n. 504/02), che ha riguardato anche ulteriori quattro opere i cui progetti erano stati già approvati, l’importo complessivo approvato ammonta ad meuro 99,888 a fronte di pagamenti effettuati pari a meuro 95,200.

           In applicazione dell’art. 13, 4 nonies del D.L. 138/02 convertito dalla legge n. 178/2002, sono stati emessi provvedimenti concessori nella misura del 90% dell’importo spettante, indicato nel D.M. n. 582 (meuro 73,572 su 82,693); sono stati, infatti, emanati nove interventi concessori su undici programmati. Per quanto attiene ai pagamenti la somma erogata risulta pari a 58,068 meuro. Non sono ancora stati emessi i provvedimenti a favore dell’Ente irriguo umbro-toscano, per un importo di 7,000 meuro, le cui opere sono connesse alla problematica già illustrata a proposito delle dighe, e a favore del Consorzio del Musone ed alto Nera per un importo di 2,427 meuro.

           In applicazione dell’art. 80, comma 45 della legge n. 289/02, è stato approvato e finanziato il progetto di assestamento gestionale dell’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (EIPLI), per un importo di meuro 39,627, nonché il progetto del Consorzio per il Canale emiliano - romagnolo (CER) per un importo di meuro 19,689.

           Nell’allegato n. 3 (punti 1,2,3) viene riepilogata la situazione attuativa degli interventi in relazione alle singole leggi di finanziamento, la cui spesa è imputata al capitolo 7453; la situazione afferente ai lavori finanziati con fondi allocati sul capitolo 7438 viene riportata nell’allegato n. 4.

              Dall’esame dei prospetti di cui all’allegato n. 3, si evince che per quanto riguarda la legge n. 388/00, art. 141, comma 3, ad oggi, su n. 28 opere programmate, cui vanno aggiunte le quattro opere con progetti già approvati, ne risultano poste in esercizio n. 21, n. 3 opere ultimate in attesa di collaudo, n. 7 ancora in corso d’opera ed una in fase istruttoria (Ente irriguo umbro toscano).

           In merito alla legge n. 178/02, art. 13 comma 4 nonies, su 11 interventi programmati, ne risultano posti in esercizio n. 2, ultimati in attesa di collaudo n. 4 e n. 5 in corso d’opera.

           Delle due opere previste dalla legge n. 289/02, una  ne risulta in esercizio ed una in corso d’opera.

           Relativamente ai quattro interventi dell’importo complessivo di meuro 127,542 (cfr tab. n. 1) nessuna opera risulta ancora conclusa. Sono stati emessi provvedimenti concessori pari a circa meuro 20,00; per una sola opera (quella a favore del Consorzio di bonifica Cellina Meduna) è stato disposto un pagamento di circa meuro 4,000 per stato di avanzamento lavori.

           In relazione agli interventi la cui spesa è allocata sul capitolo 7438 (allegato n. 4), dalla documentazione agli atti si ricava che nessuna opera risulta ancora conclusa, sebbene siano stati emessi tutti i provvedimenti di concessione e sia stato disposto il pagamento delle quote di anticipazione previste per l’anno 2007, pari al 20% del finanziamento concesso.

 


9.            Verifica dei tempi connessi alla realizzazione degli adempimenti previsti dalla L. 350/03.

 

 

           Si è fatto già cenno all’intervenuta modifica delle modalità di erogazione dei finanziamenti connessa all’entrata in vigore della legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), che modificando ed integrando gli stanziamenti iniziali ha consentito il riavvio  del Piano irriguo nazionale ed il superamento della situazione di stallo creatasi con il disposto di cui dell’art. 4, co. 177 della legge n. 350/2003[29].

              Le difficoltà incontrate dall’Amministrazione, correlate alle nuove modalità di erogazione dei finanziamenti, hanno causato un notevole ritardo nella emissione dei provvedimenti di concessione e, conseguentemente, anche un differimento degli adempimenti di pertinenza degli enti concessionari, che hanno dovuto posticipare, sia l’inizio delle procedure per l’affidamento dei lavori, sia quello relativo alle pratiche espropriative. Tale circostanza, come riferisce l’Amministrazione, ha comportato la necessità, in alcuni casi, di una revisione dei progetti che, dato il tempo trascorso tra la loro redazione e l’erogazione dei finanziamenti, hanno richiesto un aggiornamento sia dei prezzi che della loro collocazione territoriale.

           Queste sopravvenute complicanze non consentono una attenta valutazione dell’efficienza operativa connessa ai tempi di realizzazione degli interventi, ma inducono soltanto ad alcune considerazioni di carattere generale che, peraltro, sono già state espresse in precedenti relazioni di questa Sezione.[30] Dal punto di vista dell’efficacia, considerata la forma d’intervento nel suo complesso, va detto che i tempi intercorsi tra la norma che reca la disponibilità finanziaria ed il concreto impiego di detta disponibilità per il raggiungimento degli obiettivi di programma sono apparsi eccessivi, anche se, è il caso di evidenziare, in accordo con l’Amministrazione, alla dilatazione dei tempi dell’intero procedimento hanno concorso concause non  addebitabili alla struttura amministrativa preposta nell’ambito del MIPAAF.

           Dall’esame dei prospetti riportati in allegato si rileva, infatti, che alla data del giugno 2009, per le opere del Centro-Nord non risultano in buona parte  rispettati i tempi di consegna, dilatati dalle proroghe concesse, in alcuni casi scadute e non ancora rinnovate, o da approvazione di perizie di variante e da lavori di completamento aggiuntivi.

 


10.        Interventi nelle aree del Mezzogiorno.

 

 

           Per quanto concerne, le aree del Mezzogiorno, nel precedente paragrafo 5 si è già fatto cenno che nel quadro degli interventi ordinari relativi al Programma nazionale per l’approvvigionamenti idrico in agricoltura e lo sviluppo dell’irrigazione, il CIPE, sulla base delle linee guida definite con la delibera n. 41 del 14 giugno 2002, ha approvato, con delibera n. 133/02, il Piano di utilizzo per il Centro-Sud comprendente 22 opere per complessivi meuro 234,890, le cui fonti di finanziamento sono indicate nella tabella che segue.

 

Tabella n. 4

Quadro finanziario degli interventi in materia irrigua nel Mezzogiorno.

 

Fonte finanziamento

Importo in meuro

Cap. stato previs. MIPAAF

 

 

 

Art. 13, co. 4 nonies  legge n. 178/02

72.304

7453

Delibera CIPE n. 133/02:

Fondo ex art. 19, co. 5, d.lgs. n. 96/93

51.645

(7581)   7453

Delibera CIPE n. 133/02:

Economie su assegnazioni

interventi nel Mezzogiorno, di cui alle leggi nn  341/95, 135/97, 208/98.

110.941

(7581)   7453

 

 

 

TOTALE

234.890

 

 

           Alla data di conclusione della precedente indagine (maggio 2004), l’intero Programma risultava ancora in fase istruttoria senza che potesse essere ipotizzata una data d’inizio lavori. La Gestione commissariale, a scusante del consistente ritardo, adduceva la complessità delle operazioni istruttorie, che tra l’altro, “se ben condotte, abbreviano i successivi tempi di realizzazione dell’opera e ottimizzano la risorsa finanziaria, minimizzando imprevisti e contenziosi in corso d’opera”.

           Il Piano di utilizzo approvato dal CIPE con la suddetta delibera n. 133 del 19 dicembre 2002, è stato in parte rimodulato ed riapprovato  dal CIPE con delibera n. 78 del 20 dicembre 2004.

           La nuova versione di detto Piano prevede la realizzazione di 22 interventi per complessivi meuro 205,498, un accantonamento per meuro 6,992, una integrazione del finanziamento per la realizzazione della diga Piano dei Limiti per meuro 22,400[31].

           Dei 22 interventi programmati, sono stati emessi 21 decreti di concessione per un importo di meuro 227,898, cui ha fatto seguito un’erogazione pari a meuro 55,175. Alla data del giugno 2009 risulta ultimato e collaudato un solo intervento, due interventi risultano ultimati, ma non collaudati, altri nove risultano in corso d’opera, mentre per i restanti non è stato ancora dato inizio ai lavori (Cfr tabella di cui all’allegato n. 5).

           Da quanto riferito si deduce che il Piano di utilizzo previsto dalle delibere 133/02 e 78/04 risulta ancora  assai distante dalla fase realizzativa, anche se alla formazione di tale ritardo può avere concorso la modifica di erogazione dei finanziamenti da limiti di impegno pluriennali a contributi pluriennali, di fatto superata dalla legge n. 296/06, che ha consentito l’emissione del provvedimento interministeriale n. 888 del 18/02/08, che ha stanziato per le opere del Cento-Sud un importo pari a meuro 36,701[32].

           Analoga valutazione negativa può essere espressa anche per quanto concerne il Piano irriguo nazionale di cui alla legge 350/03, dove si registra un notevole ritardo già nella fase di erogazione dei fondi.

           Per quanto riguarda gli interventi previsti da detto Piano irriguo nazionale di cui all’allegato n. 3 della delibera n. 74/05, va detto, infatti, che il Commissario ad acta è stato ancora delegato ad adottare provvedimenti di concessione per le opere infrastrutturali da realizzare nelle aree meridionali, nonché ad attivare, nel quadriennio 2007/2010, sul cap. 7438, la spesa in conto capitale di meuro 260,125, rispetto all’originale disponibilità di meuro 330,00 (a fronte di un programma di 352,00 meuro). All’impegno di meuro 260,125 è stato aggiunto, sul cap. 7438, un ulteriore impegno di meuro 5,748[33].

           Dagli atti istruttori[34] risulta che la gestione commissariale, ha adottato, a fronte dei 26 interventi previsti dalla delibera CIPE n. 74/2005, n. 24 decreti di  concessione per un importo di meuro 339,632, erogando ai rispettivi enti concessionari la somma complessiva di meuro 11,829 (cfr allegato n. 6).

           La struttura commissariale ha giustificato il forte ritardo accumulatosi sul programma con motivazioni ribadite anche nella pubblica adunanza del 2 ottobre 2009, adducendo numerose problematiche insorte nella gestione degli appalti quali l’aggiornamento dei prezzi dei lavori di appalto,  la revisione economica dei progetti già approvati, l’individuazione di stralci funzionali nell’ambito dei finanziamenti già assentiti, l’ottenimento di nuovi pareri presso i competenti organi tecnici del Ministero delle infrastrutture, nonché la ripetizione di opere già espletate[35]. Ha, inoltre, rappresentato la sospensione dei pagamenti dovuti agli enti attuatori in relazione all’avanzamento lavori, disposta per la necessità di puntualizzazioni interpretative dell’articolo 48 bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, recante disposizioni in materia di pagamenti delle Pubbliche amministrazioni[36]. L’Amministrazione ha anche fatto presente che di tali problematiche sono state investite le Commissioni agricoltura di Camera e Senato e che nella presente legislatura è stata disposta un’indagine conoscitiva sulla materia, tuttora in corso, con particolare riferimento alla realtà meridionale.

           Giova richiamare il DL 3.11.08 n. 171, convertito dalla legge n. 205 del 30.12.08, recante “misure urgenti per il rilancio competitivo del settore agro-alimentare”, che all’art. 3, c. 5 quater, prevede che, al fine di favorire la migliore attuazione dei programmi di realizzazione di infrastrutture irrigue, il Commissario ad acta è autorizzato ad avvalersi di un fondo per la progettazione (ricavato dalle economie di spesa realizzate sui fondi assegnati), secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro del Mipaaf, ancora non emanato.


11.        Considerazioni conclusive e raccomandazioni.

 

 

           La relazione rappresenta la situazione, aggiornata al giugno 2009, relativa agli interventi nel settore idrico a scopo irriguo nelle aree di crisi del territorio nazionale. Sulla base dei dati emersi dalla relazione è stato evidenziato che relativamente all’esecuzione delle opere comprese nelle aree del Centro-Nord, di pertinenza del MIPAAF, la cui spesa è allocata sul capitolo di spesa 7453, gli interventi effettivamente realizzati sono risultati poco più della metà; inoltre, dei quattro interventi urgenti che hanno richiesto l’impegno di spesa pari a circa meuro 127,000, nessuna opera, al momento, è risultata conclusa. Il quadro degli interventi si presenta meno confortante in ordine alle realizzazioni afferenti al capitolo 7438, dove nessuna opera è stata portata a compimento.

           Dalla ridotta realizzazione delle opere sono derivati riflessi in sede contabile per i due capitoli interessati, atteso che ad una elevata capacità d’impegno ha corrisposto, oltre ad una scarsa capacità di spesa, anche un ingente accumulo di residui.

           Da quanto precede, pur tenendo conto delle giustificazioni addotte dall’Amministrazione, riportate in relazione, che, peraltro, non consentono un puntuale giudizio sull’operato dell’Amministrazione in termini di efficienza, deve, tuttavia, valutarsi l’attività svolta dalla medesima in un’ottica di risultati conseguiti che non appaiono soddisfacenti, atteso che il tempo intercorrente tra l’assegnazione dei finanziamenti e la realizzazione degli interventi appare troppo dilatato e non in linea con gli obiettivi auspicati dalla normativa specifica, tenuto conto che all’urgenza dichiarata non ha corrisposto una rapida realizzazione di opere irrigue. Siffatta lentezza operativa, già riscontrata nella pregressa indagine di questa Sezione n. 13/2004/G del 19 maggio 2004, non sembra, ad oggi, aver subito una sostanziale inversione di tendenza. Infatti, a circa 9 anni dall’emanazione della prima legge di finanziamento (L. n. 388/00), solo una parte degli interventi programmati è stata realizzata.

           La situazione risulta aggravata per gli interventi irrigui nel Mezzogiorno, affidati alla competenza commissariale ex Agensud, sia per quanto riguarda le opere riferite al Piano di utilizzo, di cui alle delibere n. 133/02 modificata dalla delibera n. 78/04 (in cui, su 22 interventi programmati, alla data del giugno 2009 ne risulta solo uno ultimato e collaudato e n. 2 ultimati, ma non collaudati), sia soprattutto per quelle afferenti al Piano irriguo nazionale, di cui alla delibera n. 74/05, dove nessuna opera ancora risulta realizzata.

           Anche in questo caso, pur considerando le giustificazioni rappresentate dal Commissario ad acta circa le circostanze che hanno causato ritardi di varia natura nella fase operativa, non può che valutarsi negativamente lo svolgimento dell’intero programma, in ragione, anche,  dell’eccessivo prolungarsi delle operazioni istruttorie.

           In conclusione, le difficoltà ed i ritardi rappresentati in sede istruttoria, che a distanza di anni non hanno consentito di vedere completate la maggior parte degli interventi, soprattutto nelle aree del Centro – Sud, offrono elementi di riflessione e di raccomandazione futura, affinché l’affidamento delle opere sia preceduta sempre da una scrupolosa osservanza delle procedure contrattuali,  di modo che l’Amministrazione, anche attraverso una efficiente e tempestiva azione di monitoraggio, possa dare maggiore impulso alla fase realizzativa delle opere.


Allegati.

 

Quadro riassuntivo del contesto normativo e tabella riepilogativa del piano finanziario quindicennale.

 

-                D.lvo n. 143/97 (art. 2, c. 2): attribuisce al Ministero delle politiche agricole, ambientali e forestali compiti di disciplina generale e di coordinamento nazionale, in tema di grandi reti infrastrutturali di irrigazione di rilevanza nazionale.

-                Legge 23.12 2000, n. 388 ( Finanz. 2001, art. 141, c. 1 e 3): prevede la concessione di contributi, con impegni quindicennali, al fine di assicurare il recupero di risorse idriche in aree di crisi del territorio nazionale.

-                D.L. 8.07.2002, n. 138, conv. dalla Legge 8.08.2002, n. 178 (art. 13, c 4 nonies): prevede un incremento degli impegni quindicennali, di cui all’art. 141, c. 3 della L. 23.12.00, n. 388 per assicurare la realizzazione, l’adeguamento funzionale ed il ripristino di strutture irrigue di rilevanza nazionale.

-                Legge 27.12.2002, n. 289 (Finanz. 2003, art. 80, c. 45): aggiunge il c. 3 bis all’art 141 della L. 23.12.00, n. 388, prevedendo un ulteriore impiego di spesa a favore di vari consorzi di bonifica per lo sviluppo dell’irrigazione.

-                Legge 24.12.2003, n. 350 (Finanz. 2004, art. 4, c. 31 - 34): prevede ulteriori impegni a sostegno del settore irriguo a decorrere dal 2005 e 2006.

-                Legge 30/12/2004, n. 311 (Finanz. 2005, lett. F):posticipa al 2008 la decorrenza degli impegni previsti dalla L. 24.12.03, n. 350.

-                Legge 27/12/2006, n. 296 (Finanz. 2007, commi 1058, 1059, 1060, 1062): arreca autorizzazioni di spesa aggiuntive per le opere inserite nel Piano irriguo nazionale.


Allegato n. 1.

Tabella riepilogativa dil cui alle suindicate leggi di spesa. (importi in milioni di euro)

 

Riferimenti

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

Totale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

art. 141 c. 3 Fin. '01 (es. 2003)

 

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

77,475

art. 141 c. 3 Fin. '01 (es. 2002)

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

 

77,475

art. 13 c. 4 nonies Lg. 178/02

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

 

232,410

art. 80 c. 45 Fin. '03

 

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

79,050

art. 4 c. 33 L. 350/03 (Fin. '04)

 

 

 

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

650,000

 

 

 

 

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

50,000

600,000      

 

 

 

 

 

 

 

50,000

50,000

50,000

 

 

 

 

 

 

 

   150,000

art. 1 c. 78 L. 266/05 (Fin. '06)

 

 

 

 

 

45,730

45,730

45,730

45,730

45,730

45,730

45,730

45,730

45,730

45,730

 

503,030

art. 1 c. 1058 L.296/06 (Fin '07)

 

 

 

 

 

100,000

150,000

150,000

 

 

 

 

 

 

 

 

400,000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                   

 

0,000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

0,000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

0,000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Totale

20,659

31,094

31,094

81,094

81,094

276,824

191,824

191,824

176,824

176,824

176,824

176,824

176,824

176,824

176,824

156,165

2.349,440

(elaborazione C. d. c. su dati Mipaaf)


Allegato n. 2.

Leggi di finanziamento e Piano finanziario quindicennale come rimodulato dalle varie leggi di spesa. (importi in milioni di euro)

 

Riferimenti

2002

2003

2004

 

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

2018

2019

Totale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1

art. 141 c. 3 Fin. '01 (es 2003)

 

5,165

5,165

1

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

 

 

77,475

2

art. 141 c. 3 Fin. '01 (es 2002)

5,165

5,165

5,165

1

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

5,165

 

 

 

77,475

3

art. 13 c. 4 nonies Lg. 178/02

15,494

15,494

15,494

1

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

15,494

 

 

 

232,410

4

art. 80 c. 45 Fin. '03

 

5,270

5,270

1

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

5,270

 

 

79,050

5

L. 350/2003, art. 4.31 come mod. dai commi 1059, 1060 e 1062 della L. 296/2006

 

 

 

 

50,000

50,000
50,000

3,042
50,000

3,042
0,000

3,042
0,000

3,042
0,000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

112,168
100,000

6

L. 311/2004, tab. F

 

 

 

 

 

-50,000

-50,000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-100,000

7

L. 266/2005, art. 1.78, come mod. dai commi 1059, 1060 e 1062 della L. 296/2006