1.
Sintesi
La
presente indagine sugli interventi nel settore idrico a scopo irriguo nelle
aree di crisi del territorio nazionale si ricollega ad analoga tematica sulla
quale questa Sezione ha già riferito con delibera n. 13/2004/G del 19 maggio
2004. L’indagine, dopo aver ripercorso il contesto normativo e finanziario di
riferimento, ha effettuato valutazione dello stato degli interventi sia nelle
aree del Centro - Nord che in quelle del Mezzogiorno.
Due sono le gestioni interessate alla
realizzazione delle opere irrigue: quella affidata direttamente al Ministero
delle politiche agricole, forestali ed alimentari (MIPAAF) per gli interventi
relativi alle zone del Centro-Nord e quella attribuita alla competenza di un
Commissario ad acta per le aree del Mezzogiorno.
I capitoli di spesa del MIPAAF interessati agli interventi del
programma irriguo (Centro nord e Mezzogiorno) sono il 7453 e il 7438.
Per quanto riguarda l’esecuzione
delle opere del Centro Nord, le leggi di finanziamento (388/00, 178/02 289/02)
hanno provveduto a stanziare fondi, allocati sul capitolo 7453, nella misura
rispettivamente di meuro 103,300, 82,693 e 79,050. A tali fondi, su detto
capitolo 7453, hanno fatto seguito, nell’ambito di un “Piano irriguo
nazionale”, ulteriori risorse, nella misura di meuro 127,542, finalizzate
ad avviare opere ritenute particolarmente urgenti, stanziate da pregresse leggi
di finanziamento e dalla legge n. 350/03, rimodulata dalla legge n. 296/06.
Risorse pari a meuro 641,117 stanziate dalla medesima legge sono state, invece, imputate al cap. 7438.
All’assegnazione materiale
complessiva dei fondi ha provveduto la delibera CIPE n. 74/05, allegato n. 3,
la quale ha previsto per il Centro-Nord un finanziamento di meuro 770,000, cui
hanno fatto seguito provvedimenti concessori nella misura complessiva di meuro
768,659 (641,117+127,542).
Su 45 opere finanziate dalle citate
leggi n. 388/00, n. 178/02 e 289/02 con spese imputate al cap. 7453, a
tutt’oggi ne risultano poste in esercizio n. 24, n. 7 ultimate ma non
collaudate, n. 13 in corso d’opera e n. 1 in corso d’istruttoria.
Per gli ulteriori quattro interventi, la cui
spesa è anch’essa imputata al cap. 7453 nella misura di meuro 127,541, nessuna
opera, al momento, risulta conclusa. Anche
per quanto attiene agli interventi la cui spesa è allocata sul cap. 7438
nessuna opera risulta ancora realizzata, sebbene siano stati emessi tutti i
provvedimenti di concessione e sia stato disposto il pagamento delle quote di anticipazione,
pari al 20% del finanziamento concesso.
Siffatta
lentezza operativa, secondo quanto riferisce l’Amministrazione, “va in
massima parte attribuita alle difficoltà incontrate circa le modalità di
erogazione dei finanziamenti, connesse al disposto di cui all’art. 4, c 177
della legge n. 350/03 che ha trasformato i limiti d’impegno previsti in
bilancio, finalizzati al pagamento delle rate di ammortamento dei mutui, in
contributi pluriennali; difficoltà in seguito superate con la legge n. 296/06 (Finanziaria
2007) che ha consentito l’erogazione dei contributi pluriennali mediante
l’emanazione di decreti interministeriali (Mipaaf-Mef) a decorrere dal 2007”.
Per
quanto riguarda le opere del Mezzogiorno affidate alla competenza commissariale
ex Agensud, vanno distinte quelle la cui spesa è allocata sul cap. 7453,
rientranti nel Piano di utilizzo, di cui alla delibera CIPE n. 133/02,
modificata dalla successiva delibera n. 78/04, da quelle la cui spesa è
allocata sul capitolo 7438, rientranti nel Piano irriguo nazionale di
cui alla delibera CIPE n. 74/05.
In
ordine alle prime, va registrato che si è ancora distanti dalla fase
realizzativa, anche se alla formazione di tale ritardo può aver contribuito,
come già avvenuto per le opere del Centro–Nord, la modifica della disciplina in
materia di erogazione dei finanziamenti da limiti d’impegno pluriennali a
contributi pluriennali che ha reso possibile, ai sensi della legge n. 296/06,
l’emissione del provvedimento interministeriale del 18 febbraio 2008, con il quale, tra l’altro,
sono stati stanziati fondi per i Centro-Sud pari a meuro 36,701.
Dei 21 decreti di concessione
emessi sui 22 interventi programmati, alla data del giugno 2009, ne risulta
ultimato e collaudato uno soltanto, due risultano ultimati ma non collaudati,
per gli altri nove le opere sono ancora in corso, mentre i restanti interventi
sono ancora in fase istruttoria.
Valutazione
ancora più negativa va espressa per quanto concerne gli interventi compresi nel
Piano irriguo nazionale, di cui alla delibera n. 74/05, dove, pur
essendo stati emessi da parte della gestione commissariale 24 decreti di
concessione su 26 opere programmate, si rileva un notevole ritardo, sia nella
fase realizzativa che in quella di erogazione dei finanziamenti. A fronte di
un’assegnazione di fondi nell’ordine di meuro 352,000, ridotti dalla legge
296/06 a meuro 265,000 risultano, infatti, erogati agli enti concessionari solo
meuro 11,829.
A
giustificazione dei ritardi la gestione commissariale ha fatto presente le numerose
problematiche insorte per la gestione degli appalti che hanno dato luogo a
continue interruzioni e ritardi dei lavori.
Sul punto la Corte, pur considerando le giustificazioni
rappresentate dal Commissario ad acta, non può, in ogni caso, non valutare negativamente, in termini di risultati, lo svolgimento
dell’intero programma, in ragione, anche, dei ritardi di varia natura
accumulati nella fase realizzativa.
2.
Oggetto e finalità dell’indagine.
L’indagine,
ha come oggetto la realizzazione di opere di recupero di risorse idriche a
scopo irriguo nelle aree di crisi del territorio nazionale, di cui all’art.
141, co 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, all’art. 13, co 4/9, del
D.L. 8 luglio 2002, n. 138, convertito dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, all’art.
80, co. 45 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nonché alla legge 24 dicembre 2003, n. 350, art. 4/31,
alla legge 23 dicembre 2005, n. 266 e
alla legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Intento dell’indagine è la verifica dello stato di
attuazione degli interventi facenti parte del Piano operativo
predisposto dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, sia nelle aree del Centro - nord che
in quelle del Mezzogiorno, e valutare se l’utilizzazione di fondi assegnati
abbia prodotto gli effetti voluti dalle leggi suddette in direzione di una
ottimizzazione del recupero delle risorse idriche in agricoltura.
3.
Premessa.
La direttiva 2000/60/CE detta principi a livello
comunitario per l’attuazione di una politica sostenibile per l’uso e la protezione
delle acque superficiali e sotterranee. Per il raggiungimento degli obiettivi
posti dalla direttiva, gli Stati membri della Comunità hanno ritenuto
necessario programmare interventi in maniera strategica e coordinata, con il
pieno coinvolgimento e responsabilizzazione dei gestori e dei fruitori della
risorsa. In tale ottica la legge n. 443/2001 (c.d. legge obiettivo),
dispone che tutte le infrastrutture pubbliche e private di preminente interesse
nazionale, destinate alla modernizzazione e sviluppo del paese, compresi gli
schemi irrigui, vengano individuate attraverso un programma. Il richiesto Programma
delle opere strategiche è stato approvato dal CIPE con la Deliberazione
n. 121/2001, nella quale, tuttavia, mancavano le opere relative all’utilizzo
irriguo delle acque, essendo, a quella data, il Programma nazionale
degli schemi irrigui ancora in fase di messa a punto.
Per gli specifici interventi irrigui,
il CIPE ha approvato le Linee guida per il Programma nazionale degli interventi
per l’approvvigionamento idrico in agricoltura e per lo sviluppo
dell’irrigazione (Deliberazione n. 41/2002) e successivamente, con la
delibera n. 133/02, il Piano di utilizzo delle risorse ed il riparto fra
gli interventi irrigui ricadenti in aree del Mezzogiorno comprese nel suddetto Programma
delle opere strategiche.
La legge 24 dicembre 2003 n. 350 (Finanziaria 2004), al fine di garantire il
necessario coordinamento nella realizzazione di tutte le opere del settore
idrico, ha previsto l’emanazione di un “Programma nazionale degli interventi
nel settore idrico”, redatto dai vari ministeri interessati.
Il
completamento, la sistemazione o revisione delle infrastrutture idriche vengono
in tal modo inseriti in un contesto programmatico sia sotto il profilo di
integrazione funzionale delle singole iniziative, sia sotto il profilo della
utilizzazione delle risorse economiche, rese disponibili solitamente in sede di
approvazione annuale della legge finanziaria.
Il Programma idrico
è stato approvato dal CIPE, con deliberazione n.
74/2005; esso comprende oltre agli interventi a suo tempo inserite fra
le infrastrutture strategiche di cui all’allegato n. 1 della c.d. “legge
obiettivo” ed a quelli proposti dal Ministero dell’ambiente (all. 2),
anche interventi del settore irriguo individuati in uno specifico “Programma
d’interventi per l’approvvigionamento idrico in agricoltura e per lo
sviluppo dell’irrigazione”,
comprendente un quadro generale dei fabbisogni del comparto irriguo (all. 4),
nonché un “Piano operativo irriguo” di opere immediatamente finanziabili
secondo criteri di priorità predefiniti, distinte per singola regione (all. 3).
Con successiva deliberazione del 29 marzo 2006, n. 117,
su proposta del MIPAAF, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, è stata approvata
una integrazione al Programma nazionale degli interventi nel settore irriguo,
di cui all’allegato 3 della delibera n. 74/05, che, comunque, non va a
modificare l’importo finale dell’intervento, pari a meuro 1.383.691, di cui
352,399 meuro destinato al Sud.
4.
Programma irriguo nazionale
Per l’ottimale utilizzo delle infrastrutture esistenti nel
settore irriguo, relative ad attività agricole il cui consumo di acqua, a
livello nazionale, è stato stimato pari a circa il 50% delle risorse
disponibili,
coerentemente con gli indirizzi espressi dalla Commissione europea, il “Programma”
prevede misure per fronteggiare le criticità che emergono dagli studi di
settore, prevedendo interventi infrastrutturali irrigui di rilevanza nazionale
avviati sulla
base di un procedimento che prevede l’acquisizione del parere delle regioni e
dei Dicasteri dell’ambiente e dell’agricoltura. In esso è rappresentata
una realtà del fenomeno irriguo che si differenzia tra Nord e Sud dell’Italia
in relazione alle diverse condizioni climatiche e geomorfologiche del Paese.
Al Nord ed in molte regioni centrali si è sviluppata una
imponente rete di canali per l’irrigazione le cui fonti di approvvigionamento
sono costituite nella maggior parte dei casi da prese dirette da corsi d’acqua
o sorgenti. Si tratta di canali a cielo aperto in cui viene riversata l’acqua
durante la stagione irrigua, quando le condizioni metereologiche non consentono
di coprire il fabbisogno idrico delle colture. Tale tipologia di irrigazione
viene spesso considerata di “soccorso”.
Al Sud le aree soggette alla bonifica sono caratterizzate
da grandi schemi di adduzione e distribuzione, gestiti dai “Consorzi di
bonifica e irrigazione”,
che in linea di massima si avvalgono come fonti di approvvigionamento di
appositi invasi. Nel corso degli ultimi anni, a fronte di un crescente
fabbisogno della risorsa acqua, si è assistito, specialmente nelle regioni del
Centro-Sud, ad una progressiva riduzione delle risorse accumulate negli invasi,
determinando un significativo deficit tra disponibilità e fabbisogni irrigui,
che hanno suggerito l’adozione di metodi e strategie di risparmio idrico
attraverso una decisa riduzione dei consumi.
Nell’ambito
del “Programma” sono stati individuati interventi che, sulla base dello
stato di avanzamento della progettazione (immediata esecutività e
cantierabilità) sono stati ritenuti prioritari rispetto all’intero quadro dei
fabbisogni irrigui. Tali interventi, indicati nell’allegato n. 3 della suddetta
delibera CIPE n. 74/2005, consistono nella prosecuzione di opere già previste
dall’art. 141, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001),
nonché dal comma 3bis introdotto dall’art. 80, comma 45, della legge 27
dicembre 2002, n 289 (Finanziaria 2003), realizzati con l’utilizzo di limiti
d’impegno quindicennali a decorrere rispettivamente dal 2002 e 2003.
5.
Contesto normativo e risorse finanziarie
Le
risorse finanziarie necessarie per assicurare l’adeguamento funzionale ed il
ripristino di strutture irrigue di rilevanza nazionale in aree di crisi la cui
realizzazione è oggetto della presente indagine, trovano stanziamento iniziale
nell’articolo 141, comma 3, della legge 23
dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001). Tale norma autorizza limiti
d’impegno quindicennali di 5,165 meuro per ciascuno degli anni 2002 e 2003.
Successivamente
il D.L. 08 luglio 2002, n. 138, articolo 13, comma 4nonies, convertito
dalla legge 08 agosto 2002, n. 178, incrementa lo stanziamento in parola, a
decorrere dall’anno 2002, nella misura di 15,494 meuro annui. Il citato
limite d’impegno quindicennale è ulteriormente incrementato di 5,270 meuro
annui dall’articolo 80, com. 45 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
(Finanziaria 2003).
Per le
finalità di cui trattasi la già citata legge finanziaria 2004 (350/03, art. 4,
comma 31), ha autorizzato ulteriori limiti d’impegno quindicennali pari a 50
meuro a decorrere dal 2005 ed a 50 meuro a decorrere dal 2006,
prevedendo, inoltre, condizioni e modalità per individuare gli interventi
irrigui da realizzare (art. 4, commi 33-36).
Per la prosecuzione dei predetti interventi irrigui, la legge 23 dicembre 2005,
n. 266 (Finanziaria 2006, art. 1, comma 78), ha, inoltre, disposto un ulteriore
finanziamento nella misura del 25% del contributo annuale di 200 meuro,
previsto per anni 15, a decorrere dal 2007, come stanziamento per interventi
infrastrutturali del programma nazionale idrico.
Da ultimo, è intervenuta la legge 27 dicembre 2006, n. 296
(Finanziaria 2007, art. 1, comma 1058), la quale ha recato autorizzazioni di
spesa aggiuntive per le opere inserite nel Piano operativo irriguo, di
cui alla delibera CIPE n. 74/05, nella misura: di 100 meuro per l’anno 2007 e
150 meuro per gli anni 2008- 2009.
Il limite annuale d’impegno stabilito dalle suddette norme
di autorizzazione della spesa è contabilmente esposto al cap. 7453 dello stato
di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
denominato “spese per interventi di recupero di risorse idriche disponibili
in aree di crisi del territorio nazionale per il miglioramento e la protezione
ambientale”.
Il quadro normativo sopra esposto viene sinteticamente
riprodotto nell’allegato 1, comprendente la situazione finanziaria
riepilogata nella sottostante tabella.
L’art. 13, co. 4/10, della legge 178/02, prevede
che, nell’ambito del monitoraggio da effettuarsi sulle strutture ed
infrastrutture idriche esistenti, in corso di realizzazione o programmate per
la realizzazione, vengano individuate anche opere realizzate a carico dell’ex
intervento straordinario nel Mezzogiorno che necessitino di interventi
urgenti di completamento e/o ripristino, da finanziarsi a valere sul fondo ex
art. 19 del d. lgs 3 aprile 1993, n. 96, nel limite massimo di 51,645 meuro,
unitamente alle risorse, pari a 110,941 meuro, rese disponibili a seguito di
economie realizzate su precedenti assegnazioni disposte dal CIPE per interventi
nelle aree del Mezzogiorno.
Tenuto conto, inoltre, delle disponibilità finanziarie di
cui all’art. 13, co 4 nonies, della legge 178/02, pari a meuro 154,937,
parte di dette disponibilità, nella misura di
72,243 meuro, con DM del 13 novembre 2002, n. 582 del MIPAAF sono
destinate alle zone del Sud Italia.
Per quanto concerne, quindi, le aree del Mezzogiorno, nel
quadro degli interventi ordinari
relativi al programma nazionale per l’approvvigionamento idrico in
agricoltura e lo sviluppo dell’irrigazione, le cui linee guida erano state
definite con la delibera n. 41 del 14 giugno 2002, il CIPE, con delibera n.
133/02, ha approvato il Piano di utilizzo per complessivi meuro 234,890.
Per l’utilizzo di detti fondi destinati al Sud Italia è
stata conferita delega ad un Commissario governativo ad acta, ai sensi
dell’art. 19, co 4, del D.L. 08 febbraio 1995, n. 32, convertito dalla legge 7
aprile 1995, n. 104, sulla cui gestione si riferirà in prosieguo.
Da
quanto precede si rileva che la gestione degli interventi risulta essere
effettuata da due soggetti distinti: la parte relativa alle opere del
Centro-Nord è gestita direttamente dal MIPAAF, Direzione generale dello
sviluppo rurale, infrastrutture e servizi; la parte relativa alle opere da
realizzare nel Sud Italia è affidata al predetto commissario ad acta.
6.
Adempimenti
istruttori preliminari ai decreti concessori.
Sulla
base del Programma nazionale per l’approvvigionamento idrico in agricoltura,
assentito dalle regioni attraverso la Conferenza Stato-regioni e
successivamente approvato dal CIPE, viene predisposto, ad opera del Ministro,
un Programma di opere da finanziare che si avvale del parere di un
Comitato tecnico permanente di coordinamento Stato - regioni in materia di
agricoltura.
Con
la precedente indagine è stato già illustrato il complesso iter amministrativo
attraverso il quale il Programma operativo è giunto a definizione ed è
anche stato posto in evidenza come il lasso di tempo intercorso tra la
previsione di stanziamento e l’attribuzione dei finanziamenti non sia apparso
congruo rispetto alle finalità delle leggi volte a sanare situazioni di
emergenza e come nel gennaio 2004 (cioè dopo circa tre anni dalla data di
previsione della disponibilità dei fondi) nessun intervento fosse stato ancora
avviato;
tuttavia, in questa sede sembra opportuno ribadire che la stessa legge 350/03
(Finanziaria 2004), nell’assicurare la prosecuzione degli interventi per opere
irrigue, sia nelle specifiche aree di crisi che in quelle del restante
territorio nazionale, ha inteso porre rimedio alla cennata patologia procedimentale,
scandendo, all’articolo 4, commi 32 e 37, sia in termini temporali che in
un’ottica di coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti, gli
adempimenti connessi al programma di opere che s’intende realizzare.
Ed
è anche tenuto conto della scansione temporale contenuta in detta disposizione
che la presente indagine ha proceduto nella verifica dell’attività posta in
essere dall’Amministrazione nell’arco
temporale dal 2004 ad oggi.
Prima
di addentrarci, però, nell’esame specifico dei singoli interventi, è il caso di
fare un breve cenno alla complessa attività che precede l’emanazione del
decreto di concessione, ai soggetti attuatori degli interventi ed alla forma
d’intervento finanziario.
Preliminarmente
all’emanazione del citato Programma operativo, sono previsti una serie
di adempimenti istruttori consequenziali alla richiesta di autorizzazione alla
progettazione dell’opera inoltrata al MIPAAF dal Consorzio di bonifica,
organismo deputato alla progettazione ed esecuzione dell’intervento, di cui in
prosieguo si delineeranno i connotati. Detti adempimenti consistono
nell’acquisizione e verifica di conformità dei pareri emessi dal Provveditorato
alle opere pubbliche competente territorialmente della vigilanza, in sede
d’istruttoria tecnica, e dalla Regione in ordine all’utilità, compatibilità
ambientale, efficacia e fattibilità tecnico-economica dell’opera.
Espletate
tutte le operazioni preliminari ed inserita l’opera nel Programma operativo, sono adottati, da parte
del Ministero, i seguenti atti consequenziali:
provvedimento di approvazione del singolo progetto e di impegno della
relativa spesa con indicazione delle modalità di erogazione del contributo ai
soggetti attuatori.
Dopo tali adempimenti i Consorzi di bonifica procedono all’esperimento della
gara di appalto dei lavori, secondo le regole dell’evidenza pubblica.
6.1
Consorzi di bonifica.
I
Consorzi di bonifica sono enti dei quali lo Stato si è avvalso in passato e si
avvale tuttora per una serie di attività riguardanti principalmente “la
bonifica dei terreni paludosi” e la “difesa del suolo” connessa alla tutela,
alla valorizzazione ed al corretto uso delle risorse idriche. La loro
disciplina normativa è raccolta organicamente nel regio decreto 13 febbraio
1933, n. 215, tuttora vigente, che definisce la bonifica come “una serie di
attività coordinate e programmate in vista del raggiungimento di finalità di
pubblico interesse”. Rilevante, ai fini della presente indagine, appare
l’art. 13 del citato regio decreto, il quale prevede “l’affidamento in
concessione ai Consorzi” dell’esecuzione di opere, di competenza dello Stato, nei settori della bonifica e della
irrigazione, unitamente alla disposizione di cui all’art. 12 della legge 25
aprile 1949, n. 165, concernente la facoltà di disporre a favore del
concessionario anticipazioni fino al 20% dell’importo complessivo della
concessione, nonché alla disposizione contenuta nell’art. 47 del d.lgs. n.
384/1993 che detta criteri per la disciplina dei mutui ai concessionari.
La
perdurante validità delle disposizioni di cui sopra, messa in dubbio dopo
l’entrata in vigore della normativa introdotta in materia di “concessioni”
dall’art. 19 della legge 11 febbraio 1993, n. 109, è stata, però, confermata
dalla Sezione centrale del controllo della Corte dei conti con deliberazione
n. 124/1996, che ha qualificato i Consorzi come “organi indiretti dello
Stato che si pongono ontologicamente all’interno di un rapporto di unione non
dialettico né sinallagmatico”.
Il
sistema appena delineato di realizzazione delle opere irrigue di rilevanza
nazionale, in conseguenza del trasferimento alle regione delle relative
competenze, non ha subito sostanziali modifiche, anche in virtù della sentenza
della Corte costituzionale n. 326 del 24 luglio 1998 che ha confermato la
figura giuridica del “Consorzio”. In ogni caso, a fronte del nuovo quadro
istituzionale delineatosi con l’entrata in vigore del nuovo titolo V della
Costituzione, il MIPAAF, con riguardo alla procedura di autorizzazione a
progettare opere irrigue di rilevanza nazionale, ha ritenuto opportuno emanare
una circolare con la quale s’invitano i Consorzi di bonifica ad inoltrare le
relative istanze per il tramite delle Regioni territorialmente interessate.
La
disputa sulla natura giuridica dei Consorzi di bonifica si riapre con l’entrata
in vigore della Finanziaria 2004 (legge 350/03) che, all’art. 4, comma 177,
dispone che “i limiti d’impegno iscritti in bilancio vanno intesi come
concorso dello Stato al pagamento di una quota degli oneri derivanti dai mutui
o da altre operazioni finanziarie che i soggetti interessati, diversi dalle
pubbliche amministrazioni come definite secondo i criteri di contabilità SEC
95, erano autorizzati ad effettuare per la realizzazione di interventi”. La
norma precisa, inoltre, che “la quota di concorso va fissata con decreto del
Ministro dell’economia e finanze di concerto con il Ministro competente”.
Al fine di determinare i criteri e le modalità di erogazione dei contributi si
poneva, quindi, il quesito circa la collocazione o meno dei Consorzi di
bonifica all’interno dell’amministrazione erogante.
A
superamento della situazione di stallo venutasi a creare con la suddetta norma
è intervenuta la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007), la quale,
al fine di “garantire l’avvio della realizzazione delle opere previste dal
Piano irriguo nazionale di cui alla delibera CIPE n. 74 del 27/05/05”, ha
disposto ulteriori stanziamenti per il quadriennio 2007/2010, autorizzando il
MIPAAF ad impegnare direttamente disponibilità finanziarie iscritte nel proprio
bilancio.
Da
ultimo si segnala che il disposto di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244
(Finanziaria 2008, art. 2, commi 35 e 36), ribadito, peraltro, dal D.L. n. 248
del 31 dicembre 2007 (art. 27), convertito dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,
come modificato dal D.L. 113/2008, stabilisce che le regioni, d’intesa con lo
Stato, possano provvedere alla soppressione o al riordino dei Consorzi di
bonifica, in alternativa alla riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione
e degli organi esecutivi degli stessi.
7.
Modalità di erogazione dei finanziamenti.
L’importo
dei contributi viene erogato ai Consorzi concessionari, fatta salva una
percentuale del 20% liquidata contestualmente all’approvazione del progetto,
sulla base della presentazione degli stati di avanzamento lavori, che, però,
non possono superare, nel loro ammontare complessivo, i limiti percentuali
annui stabiliti nel decreto di concessione.
Il sistema adottato di erogazione del contributo era ed è
rimasto quello a consuntivo a seguito di collaudo finale. Attraverso la
liquidazione degli stati di avanzamento e, infine, dello stato finale si
sostanzia, in realtà, indirettamente anche la vigilanza sullo svolgimento
dell’opera; vigilanza che tecnicamente viene esercitata dagli organi periferici
del Ministero delle infrastrutture e trasporti (Provveditorati regionali alle
opere pubbliche e rispettivi nuclei operativi).
In
relazione al quadro normativo di riferimento, per la concreta realizzazione
delle opere necessarie al recupero delle risorse idriche a scopo irrigue
riguardante l’area del Centro-nord, l’Amministrazione ha operato come di
seguito indicato.
In applicazione dell’art. 141, co. 3, della legge 388/00,
recante una disponibilità finanziaria di meuro 103,300, derivanti dai limiti
d’impegno quindicennali, vengono definite le opere da finanziare con DM n. 504
del 19 settembre 2002, integrato, per quanto riguarda una seconda tranche
d’interventi resi possibili dal successivo stanziamento effettuato dalla legge
n. 178/2002, recante una disponibilità finanziaria pari a meuro 154,937, dal DM
n. 582 del 13 novembre 2002.
Con
il primo dei suddetti decreti (504/02) vengono individuati n. 28 progetti da
realizzare, ad opera dei Consorzi di bonifica, nell’area Centro-nord per l’intero importo finanziato dalla
suddetta legge 388/2000; il secondo decreto (582/02) individua ulteriori 11
progetti da realizzare nell’area Centro-nord, per un totale di meuro 82,693.
Un
ulteriore stanziamento quindicennale, pari a 79,05 meuro, predisposto dall’art.
80, comma 45 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che ha aggiunto il comma 3bis
all’art. 141 della citata legge 388/00, è stato destinato, con DM 752 del 15
aprile 2003, al funzionamento degli Enti di bonifica di cui al suddetto art.
141, comma 3, nonché alla realizzazione di altri interventi irrigui.
Tabella n. 1
Interventi sul capitolo 7453. (valori
in milioni di euro)
|
Ente
|
Descrizione intervento
|
Quota parte del limite di impegno
quindicennale, con decorrenza 2005 - 2019, con rata annua di ammortamento M€
3,041
|
Quota parte dei limiti d'impegno
- annualità 2005 - 2006 - resasi disponibile a seguito del decreto di
disimpegno e già maturata nelle disponibilità del cap. 7453
|
|
|
|
|
|
|
Ente irriguo
Umbro Toscano
|
Adduzione
primaria della diga di Montedoglio alla Valdichiana (IV Lotto, I stralcio, II
substralcio)
|
33,626
|
|
|
Ente irriguo
Umbro Toscano
|
Adduzione
primaria del serbatoio sul fiume Chiascio, II Lotto, II stralcio
|
|
35,000
|
|
Ente irriguo
Umbro Toscano
|
Adduzione
primaria dal serbatoio sul fiume Chiascio, V Lotto
|
|
13,860
|
|
Consorzio di bonifica
Cellina Meduna
|
Realizzazione
delle opere di completamento ed integrazione del serbatoio di Ravedis sul
torrente Cellina
|
|
45,055
|
|
|
|
|
|
|
|
Subtotale
|
33,626
|
93,915
|
|
Totale interventi
|
127,541
|
Elaborazione Corte dei conti su dati MIPAAF.
E’
opportuno ricordare che al fine di dare immediato esito alla realizzazione dei
rimanenti interventi previsti nel Piano irriguo nazionale, la legge
296/06 (Finanziaria 2007), nel recare nuove autorizzazioni di spesa con il
comma 1058, nella misura di 100 meuro per il 2007 e 150 meuro per il 2008 e
2009, con i successivi commi 1059, 1060, 1062, ha distolto parte delle risorse
afferenti ai limiti d’impegno quindicennali, previsti dalla legge 350/03 (art.
4, co. 31), trasformandole in stanziamenti pluriennali sul capitolo 7438,
con riferimento al quadriennio 2007/2010.
Ne consegue che le risorse inizialmente assegnate dalla legge 350/03
destinate alle opere di recupero delle risorse idriche in aree di crisi, a
seguito delle rimodulazioni avvenute con le successive disposizioni
legislative, vengono a configurarsi ripartite in parte sul capitolo 7453 ed in
parte sul capitolo 7438.
L’intero
Piano finanziario, come modificato a seguito dell’entrata in vigore delle leggi
350/03 e 296/06 viene illustrato nell’allegato n 2.
Riepilogando
sull’effettivo impiego dei fondi disponibili, risultano complessivamente
emanati provvedimenti per meuro 768,659, a fronte dei 770,000 meuro assegnati
con delibera CIPE n. 74/05, così ripartiti: sul cap. 7453 meuro 127,542 e meuro
641,117 sul cap. 7438.
Il
quadro finanziario relativo ai due predetti capitoli di spesa è riepilogato
nella sottostante tabella (tab. n. 2)
Tabella
n. 2
Mipaaf:
cap. 7453 e cap 7438. (Valori
in milioni di euro)
|
Cap.
|
Anno
|
Stanziam.
|
Residui
|
Disponib.
totale
|
Impegni
|
Economie
|
Pagam.
compet.
|
Pagam.
residui
|
Pagam.
totali
|
Previsioni
di cassa
|
|
|
|
a
|
b
|
c=a+b
|
d
|
e
|
f
|
g
|
h=f+g
|
i
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Cap.
7453
|
2005
|
81,093
|
28,298
|
109,391
|
-
|
-
|
10,238
|
0,607
|
10,845
|
14,654
|
|
2006
|
81,093
|
98,546
|
179,639
|
-
|
-
|
11,199
|
10,238
|
21,437
|
31,093
|
|
2007
|
34,134
|
158,202
|
192,336
|
34,134
|
11,140
|
25,789
|
24,464
|
50,253
|
47,425
|
|
2008
|
34,134
|
130,943
|
165,077
|
34,134
|
50,383
|
25,797
|
10,194
|
35,991
|
49,135
|
|
2009
|
34,134
|
78,703
|
112,837
|
34,134
|
|
|
5,799
|
5 ,799
|
34,135
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Cap.
7438
|
2007
|
192,688
|
|
192,688
|
186,939
|
-
|
134,130
|
-
|
134,130
|
179,398
|
|
2008
|
287,689
|
58,558
|
346,247
|
280,333
|
7,356
|
35,706
|
4,052
|
39,758
|
218,204
|
|
2009
|
239,095
|
29,.133
|
538,228
|
238,884
|
-
|
9,663
|
21,406
|
31,069
|
293,095
|
Tabella
n. 3
Indicatori:
cap. 7453 e cap 7438
|
Cap.
|
Indicatori
|
Media
|
|
|
|
|
|
Cap.
7453
(2005 – 2009)
|
Capacità
di impegno
|
60,00%
|
|
Formazione
residui annua
|
55,61%
|
|
Capacità
di spesa
|
22,63%
|
|
|
|
|
|
Cap.
7438
(2007 – 2009)
|
Capacità
di impegno
|
98,12%
|
|
Formazione
residui annua
|
58,99%
|
|
Capacità
di spesa
|
29,75%
|
Dalle
tabelle soprastanti si rileva una elevata capacità di impegno per il cap. 7438
(98,12%) ed una buona capacità di impegno per il cap. 7453 (60,00%),
quest’ultima determinatasi per la mancanza di assunzione di impegni nei primi
due anni considerati (2005 / 2006). A tale capacità non è corrisposta
un’altrettanto positiva capacità di spesa, attestatasi rispettivamente al
22,63% (cap. 7453) e al 29,75% (cap. 7438).
Annualmente
si sono formati residui per importi superiori alla metà della disponibilità
(55,61% per il cap. 7453 e 58,99% per il cap. 7438).
Dagli
esposti dati contabili si deduce che ad una efficace capacità di programmazione
è corrisposta una scarsa capacità di realizzazione delle opere irrigue, su cui
ha influito il ritardo nell’avvio dei programmi operativi dovuto alle
difficoltà correlate all’utilizzo delle risorse finanziarie stanziate, con
conseguente ritardo nella spesa. Tutto ciò ha anche determinato il formarsi
negli anni di ingenti residui di stanziamento.
8.
Stato di attuazione degli interventi nell’area Centro-Nord.
Alla
data del 31 gennaio 2004, su 40 interventi complessivamente programmati
in base alle leggi 388/2000, 178/2002 e 289/2002, la situazione risultava la
seguente: n. 33
interventi erano nella fase di espletamento della gara; n. 3 interventi erano
giunti all’aggiudicazione della gara; per n. 4 interventi era ancora in corso
la fase istruttoria.
Con
note del 22/04/2008, n. 3033 e dell’11 marzo 2009, n. 6455 e successiva
integrazione del 23 marzo 2009, l’Amministrazione ha rappresentato la
situazione di seguito riportata.
In
applicazione dell’art. 141, comma 3 della legge 388/200 sono stati emanati 27
provvedimenti concessori su 28 interventi programmati. Il solo intervento non
ancora effettuato riguarda l’Ente irriguo umbro-toscano, per cui è stato
previsto un contributo di meuro 3,274, essendosi reso necessario effettuare un supplemento istruttorio per
l’adeguamento dell’intervento in questione alle nuove disposizioni
antisismiche in materia di dighe.
Rispetto
al finanziamento disposto di meuro 103,200 (cfr DM n. 504/02), che ha
riguardato anche ulteriori quattro opere i cui progetti erano stati già
approvati, l’importo complessivo approvato ammonta ad meuro 99,888 a fronte di
pagamenti effettuati pari a meuro 95,200.
In
applicazione dell’art. 13, 4 nonies del D.L. 138/02 convertito dalla
legge n. 178/2002, sono stati emessi provvedimenti concessori nella misura del
90% dell’importo spettante, indicato nel D.M. n. 582 (meuro 73,572 su 82,693);
sono stati, infatti, emanati nove interventi concessori su undici programmati.
Per quanto attiene ai pagamenti la somma erogata risulta pari a 58,068 meuro.
Non sono ancora stati emessi i provvedimenti a favore dell’Ente irriguo
umbro-toscano, per un importo di 7,000 meuro, le cui opere sono connesse alla
problematica già illustrata a proposito delle dighe, e a favore del Consorzio
del Musone ed alto Nera per un importo di 2,427 meuro.
In applicazione dell’art. 80, comma 45 della legge n.
289/02, è stato approvato e finanziato il progetto di assestamento gestionale
dell’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e trasformazione fondiaria in
Puglia, Lucania ed Irpinia (EIPLI), per un importo di meuro 39,627, nonché il
progetto del Consorzio per il Canale emiliano - romagnolo (CER) per un importo
di meuro 19,689.
Nell’allegato n. 3 (punti 1,2,3) viene
riepilogata la situazione attuativa degli interventi in relazione alle singole
leggi di finanziamento, la cui spesa è imputata al capitolo 7453; la situazione
afferente ai lavori finanziati con fondi allocati sul capitolo 7438 viene
riportata nell’allegato
n. 4.
Dall’esame dei prospetti di cui all’allegato n. 3,
si evince che per quanto riguarda la legge n. 388/00, art. 141, comma 3, ad
oggi, su n. 28 opere programmate, cui vanno aggiunte le quattro opere con
progetti già approvati, ne risultano poste in esercizio n. 21, n. 3 opere
ultimate in attesa di collaudo, n. 7 ancora in corso d’opera ed una in fase
istruttoria (Ente irriguo umbro toscano).
In
merito alla legge n. 178/02, art. 13 comma 4 nonies, su 11 interventi
programmati, ne risultano posti in esercizio n. 2, ultimati in attesa di
collaudo n. 4 e n. 5 in corso d’opera.
Delle
due opere previste dalla legge n. 289/02, una
ne risulta in esercizio ed una in corso d’opera.
Relativamente
ai quattro interventi dell’importo complessivo di meuro 127,542 (cfr tab. n. 1)
nessuna opera risulta ancora conclusa. Sono stati emessi provvedimenti
concessori pari a circa meuro 20,00; per una sola opera (quella a favore del
Consorzio di bonifica Cellina Meduna) è stato disposto un pagamento di circa
meuro 4,000 per stato di avanzamento lavori.
In
relazione agli interventi la cui spesa è allocata sul capitolo 7438 (allegato
n. 4), dalla documentazione agli atti si ricava che nessuna opera risulta
ancora conclusa, sebbene siano stati emessi tutti i provvedimenti di
concessione e sia stato disposto il pagamento delle quote di anticipazione
previste per l’anno 2007, pari al 20% del finanziamento concesso.
9.
Verifica dei tempi connessi alla realizzazione
degli adempimenti previsti dalla L. 350/03.
Si
è fatto già cenno all’intervenuta modifica delle modalità di erogazione dei
finanziamenti connessa all’entrata in vigore della legge n. 296/2006
(Finanziaria 2007), che modificando ed integrando gli stanziamenti iniziali ha
consentito il riavvio del Piano
irriguo nazionale ed il superamento della situazione di stallo creatasi con
il disposto di cui dell’art. 4, co. 177 della legge n. 350/2003.
Le
difficoltà incontrate dall’Amministrazione, correlate alle nuove modalità di
erogazione dei finanziamenti, hanno causato un notevole ritardo nella emissione
dei provvedimenti di concessione e, conseguentemente, anche un differimento
degli adempimenti di pertinenza degli enti concessionari, che hanno dovuto
posticipare, sia l’inizio delle procedure per l’affidamento dei lavori, sia
quello relativo alle pratiche espropriative. Tale circostanza, come riferisce
l’Amministrazione, ha comportato la necessità, in alcuni casi, di una revisione
dei progetti che, dato il tempo trascorso tra la loro redazione e l’erogazione
dei finanziamenti, hanno richiesto un aggiornamento sia dei prezzi che della
loro collocazione territoriale.
Queste
sopravvenute complicanze non consentono una attenta valutazione dell’efficienza
operativa connessa ai tempi di realizzazione degli interventi, ma inducono
soltanto ad alcune considerazioni di carattere generale che, peraltro, sono già
state espresse in precedenti relazioni di questa Sezione.
Dal punto di vista dell’efficacia, considerata la forma d’intervento nel suo
complesso, va detto che i tempi intercorsi tra la norma che reca la
disponibilità finanziaria ed il concreto impiego di detta disponibilità per il
raggiungimento degli obiettivi di programma sono apparsi eccessivi, anche se, è
il caso di evidenziare, in accordo con l’Amministrazione, alla dilatazione dei
tempi dell’intero procedimento hanno concorso concause non addebitabili alla struttura amministrativa
preposta nell’ambito del MIPAAF.
Dall’esame
dei prospetti riportati in allegato si rileva, infatti, che alla data del
giugno 2009, per le opere del Centro-Nord non risultano in buona parte rispettati i tempi di consegna, dilatati
dalle proroghe concesse, in alcuni casi scadute e non ancora rinnovate, o da
approvazione di perizie di variante e da lavori di completamento aggiuntivi.
10.
Interventi
nelle aree del Mezzogiorno.
Per quanto concerne, le aree del Mezzogiorno, nel
precedente paragrafo 5 si è già fatto cenno che nel quadro degli interventi
ordinari relativi al Programma nazionale per l’approvvigionamenti idrico in
agricoltura e lo sviluppo dell’irrigazione, il CIPE, sulla base delle linee
guida definite con la delibera n. 41 del 14 giugno 2002, ha approvato, con
delibera n. 133/02, il Piano di utilizzo per il Centro-Sud comprendente
22 opere per complessivi meuro 234,890, le cui fonti di finanziamento sono
indicate nella tabella che segue.
Tabella
n. 4
Quadro
finanziario degli interventi in materia irrigua nel Mezzogiorno.
|
Fonte finanziamento
|
Importo
in meuro
|
Cap. stato previs. MIPAAF
|
|
|
|
|
|
Art. 13, co. 4 nonies legge n. 178/02
|
72.304
|
7453
|
|
Delibera
CIPE n. 133/02:
Fondo ex art. 19, co. 5, d.lgs. n.
96/93
|
51.645
|
(7581) 7453
|
|
Delibera
CIPE n. 133/02:
Economie
su assegnazioni
interventi
nel Mezzogiorno, di cui alle leggi nn
341/95, 135/97, 208/98.
|
110.941
|
(7581) 7453
|
|
|
|
|
|
TOTALE
|
234.890
|
|
Alla
data di conclusione della precedente indagine (maggio 2004), l’intero Programma
risultava ancora in fase istruttoria senza che potesse essere ipotizzata una
data d’inizio lavori. La Gestione commissariale, a scusante del consistente
ritardo, adduceva la complessità delle operazioni istruttorie, che tra l’altro,
“se ben condotte, abbreviano i successivi tempi di realizzazione dell’opera
e ottimizzano la risorsa finanziaria, minimizzando imprevisti e contenziosi in
corso d’opera”.
Il
Piano di utilizzo approvato dal CIPE con la suddetta delibera n. 133 del
19 dicembre 2002, è stato in parte rimodulato ed riapprovato dal CIPE con delibera n. 78 del 20 dicembre
2004.
La
nuova versione di detto Piano prevede la realizzazione di 22 interventi
per complessivi meuro 205,498, un accantonamento per meuro 6,992, una
integrazione del finanziamento per la realizzazione della diga Piano dei Limiti
per meuro 22,400.
Dei
22 interventi programmati, sono stati emessi 21 decreti di concessione per un
importo di meuro 227,898, cui ha fatto seguito un’erogazione pari a meuro
55,175. Alla data del giugno 2009 risulta ultimato e collaudato un solo
intervento, due interventi risultano ultimati, ma non collaudati, altri nove
risultano in corso d’opera, mentre per i restanti non è stato ancora dato
inizio ai lavori (Cfr tabella di cui all’allegato n. 5).
Da
quanto riferito si deduce che il Piano di utilizzo previsto dalle
delibere 133/02 e 78/04 risulta ancora
assai distante dalla fase realizzativa, anche se alla formazione di tale
ritardo può avere concorso la modifica di erogazione dei finanziamenti da
limiti di impegno pluriennali a contributi pluriennali, di fatto superata dalla
legge n. 296/06, che ha consentito l’emissione del provvedimento
interministeriale n. 888 del 18/02/08, che ha stanziato per le opere del
Cento-Sud un importo pari a meuro 36,701.
Analoga
valutazione negativa può essere espressa anche per quanto concerne il Piano
irriguo nazionale di cui alla legge 350/03, dove si registra un
notevole ritardo già nella fase di erogazione dei fondi.
Per
quanto riguarda gli interventi previsti da detto Piano irriguo nazionale
di cui all’allegato n. 3 della delibera n. 74/05, va detto, infatti, che il
Commissario ad acta è stato ancora delegato ad adottare provvedimenti di
concessione per le opere infrastrutturali da realizzare nelle aree meridionali,
nonché ad attivare, nel quadriennio 2007/2010, sul cap. 7438, la spesa in conto
capitale di meuro 260,125, rispetto all’originale disponibilità di meuro 330,00
(a fronte di un programma di 352,00 meuro). All’impegno di meuro 260,125 è
stato aggiunto, sul cap. 7438, un ulteriore impegno di meuro 5,748.
Dagli
atti istruttori risulta che
la gestione commissariale, ha adottato, a fronte dei 26 interventi previsti
dalla delibera CIPE n. 74/2005, n. 24 decreti di concessione per un importo di meuro 339,632, erogando ai
rispettivi enti concessionari la somma complessiva di meuro 11,829 (cfr allegato
n. 6).
La
struttura commissariale ha giustificato il forte ritardo accumulatosi sul
programma con motivazioni ribadite anche nella pubblica adunanza del 2 ottobre
2009, adducendo numerose problematiche insorte nella gestione degli appalti
quali l’aggiornamento dei prezzi dei lavori di appalto, la revisione economica dei progetti già
approvati, l’individuazione di stralci funzionali nell’ambito dei finanziamenti
già assentiti, l’ottenimento di nuovi pareri presso i competenti organi tecnici
del Ministero delle infrastrutture, nonché la ripetizione di opere già
espletate. Ha,
inoltre, rappresentato la sospensione dei pagamenti dovuti agli enti attuatori
in relazione all’avanzamento lavori, disposta per la necessità di
puntualizzazioni interpretative dell’articolo 48 bis del D.P.R. 29 settembre
1973, n. 602, recante disposizioni in materia di pagamenti delle Pubbliche
amministrazioni.
L’Amministrazione ha anche fatto presente che di tali problematiche sono state
investite le Commissioni agricoltura di Camera e Senato e che nella presente
legislatura è stata disposta un’indagine conoscitiva sulla materia, tuttora in
corso, con particolare riferimento alla realtà meridionale.
Giova
richiamare il DL 3.11.08 n. 171, convertito dalla legge n. 205 del 30.12.08,
recante “misure urgenti per il rilancio competitivo del settore
agro-alimentare”, che all’art. 3, c. 5 quater, prevede che, al fine di
favorire la migliore attuazione dei programmi di realizzazione di
infrastrutture irrigue, il Commissario ad acta è autorizzato ad avvalersi di un
fondo per la progettazione (ricavato dalle economie di spesa realizzate sui
fondi assegnati), secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro del
Mipaaf, ancora non emanato.
11.
Considerazioni conclusive e raccomandazioni.
La relazione rappresenta la
situazione, aggiornata al giugno 2009, relativa agli interventi nel settore
idrico a scopo irriguo nelle aree di crisi del territorio nazionale. Sulla base
dei dati emersi dalla relazione è stato evidenziato che relativamente
all’esecuzione delle opere comprese nelle aree del Centro-Nord, di pertinenza
del MIPAAF, la cui spesa è allocata sul capitolo di spesa 7453, gli interventi
effettivamente realizzati sono risultati poco più della metà; inoltre, dei
quattro interventi urgenti che hanno richiesto l’impegno di spesa pari a circa
meuro 127,000, nessuna opera, al momento, è risultata conclusa. Il quadro degli
interventi si presenta meno confortante in ordine alle realizzazioni afferenti
al capitolo 7438, dove nessuna opera è stata portata a compimento.
Dalla ridotta realizzazione delle
opere sono derivati riflessi in sede contabile per i due capitoli interessati,
atteso che ad una elevata capacità d’impegno ha corrisposto, oltre ad una
scarsa capacità di spesa, anche un ingente accumulo di residui.
Da quanto precede, pur tenendo conto
delle giustificazioni addotte dall’Amministrazione, riportate in relazione,
che, peraltro, non consentono un puntuale giudizio sull’operato
dell’Amministrazione in termini di efficienza, deve, tuttavia, valutarsi
l’attività svolta dalla medesima in un’ottica di risultati conseguiti che non
appaiono soddisfacenti, atteso che il tempo intercorrente tra l’assegnazione
dei finanziamenti e la realizzazione degli interventi appare troppo dilatato e
non in linea con gli obiettivi auspicati dalla normativa specifica, tenuto
conto che all’urgenza dichiarata non ha corrisposto una rapida realizzazione di
opere irrigue. Siffatta lentezza operativa, già riscontrata nella pregressa
indagine di questa Sezione n. 13/2004/G del 19 maggio 2004, non sembra, ad
oggi, aver subito una sostanziale inversione di tendenza. Infatti, a circa 9
anni dall’emanazione della prima legge di finanziamento (L. n. 388/00), solo
una parte degli interventi programmati è stata realizzata.
La
situazione risulta aggravata per gli interventi irrigui nel Mezzogiorno,
affidati alla competenza commissariale ex Agensud, sia per quanto riguarda le
opere riferite al Piano di utilizzo, di cui alle delibere n. 133/02
modificata dalla delibera n. 78/04 (in cui, su 22 interventi programmati, alla
data del giugno 2009 ne risulta solo uno ultimato e collaudato e n. 2 ultimati,
ma non collaudati), sia soprattutto per quelle afferenti al Piano irriguo
nazionale, di cui alla delibera n. 74/05, dove nessuna opera ancora risulta
realizzata.
Anche in
questo caso, pur considerando le giustificazioni rappresentate dal Commissario
ad acta circa le circostanze che hanno causato ritardi di varia natura nella
fase operativa, non può che valutarsi negativamente lo svolgimento dell’intero
programma, in ragione, anche,
dell’eccessivo prolungarsi delle operazioni istruttorie.
In
conclusione, le difficoltà ed i ritardi rappresentati in sede istruttoria, che
a distanza di anni non hanno consentito di vedere completate la maggior parte
degli interventi, soprattutto nelle aree del Centro – Sud, offrono elementi di
riflessione e di raccomandazione futura, affinché l’affidamento delle opere sia
preceduta sempre da una scrupolosa osservanza delle procedure
contrattuali, di modo che
l’Amministrazione, anche attraverso una efficiente e tempestiva azione di monitoraggio,
possa dare maggiore impulso alla fase realizzativa delle opere.
Allegati.
Quadro riassuntivo del contesto normativo e tabella riepilogativa del
piano finanziario quindicennale.
-
Legge 27/12/2006, n. 296
(Finanz. 2007, commi 1058, 1059, 1060, 1062): arreca autorizzazioni di spesa
aggiuntive per le opere inserite nel Piano irriguo nazionale.